Il cane compie un anno e qualcuno dice «sono sette dei nostri». Ma un cane di un anno è adulto: ha finito di crescere, può riprodursi, ha i denti definitivi da mesi. Un bambino di sette anni fa la seconda elementare. Il «per sette» è comodo, si fa a mente, ed è sbagliato in tutti e due i versi: sottovaluta di molto i primi due anni di vita del cane e sopravvaluta gli ultimi.
Qui sotto trovi da dove viene quella regola, cosa usano al suo posto i veterinari, la formula uscita nel 2020 da uno studio sul DNA di 104 labrador, e il motivo per cui nessuna di queste conversioni funziona uguale per un chihuahua e per un mastino napoletano. Le tabelle sono nostre e lo diciamo dove lo sono; i numeri di partenza vengono dagli studi.
Sommario:
Da dove viene il «per sette»
L’idea di mettere in proporzione la vita del cane e quella dell’uomo è vecchia di secoli. Nel 1268 gli artigiani che posarono il pavimento davanti all’altare dell’abbazia di Westminster, a Londra, ci incisero sopra un calcolo della fine del mondo: una siepe vive tre anni, e a ogni passo si triplica: il cane nove, il cavallo ventisette, l’uomo ottantuno, poi il cervo, il corvo, l’aquila, la balena e infine il mondo. Nove a uno, e siamo nel Medioevo. Nel Settecento il naturalista francese Georges-Louis Buffon scrisse che l’uomo arriva a novanta o cento anni e il cane a dieci o dodici: un rapporto fra otto e dieci.
Il sette arriva negli anni Cinquanta del Novecento, e non da uno studio: una persona viveva in media settant’anni, un cane dieci, e settanta diviso dieci fa sette. Un veterinario dell’Università del Kansas, William Fortney, ha dato la spiegazione più onesta della sua fortuna: era un modo per convincere la gente a portare il cane dal veterinario almeno una volta all’anno, perché «un anno» suona poco e «sette anni» suona tanto. Come promemoria funziona ancora. Come conto no, per due motivi: il cane non invecchia a velocità costante, e non tutti i cani invecchiano alla stessa velocità.
La tabella dei veterinari: 15, poi 9, poi 5 all’anno
La regola che usano i veterinari americani, e che l’associazione dei veterinari degli Stati Uniti riporta per un cane di taglia media, è a scalini: il primo anno di vita vale circa quindici anni umani, il secondo altri nove, e da lì in avanti ogni anno del cane vale circa cinque dei nostri. Un cane di due anni sta quindi intorno ai 24 anni umani, uno di dieci intorno ai 64. La prima tabella di questo tipo la propose un veterinario francese, Alain Lebeau, nel 1953, e da allora le versioni si sono moltiplicate.
Nel 2020 è arrivato un modo diverso di fare il conto, non più dalle tappe della vita ma dal DNA (ne parliamo nel capitolo dopo). Nella tabella qui sotto le due strade sono messe a confronto: la terza colonna è un conto nostro fatto con la formula dello studio.
Le due colonne raccontano la stessa storia con accenti diversi: il cane fa quasi tutto il suo invecchiamento all’inizio, e poi rallenta. Sono d’accordo intorno ai dodici anni, che in entrambe valgono i settanta di una persona. Divergono all’inizio e alla fine: il DNA dice che un cane di un anno è già un trentenne, la regola a scalini dice che è un adolescente. Chi ha ragione dipende da cosa si sta misurando, e lo vediamo adesso.
La formula col DNA: lo studio sui 104 labrador
Nel luglio 2020 un gruppo dell’Università della California a San Diego ha pubblicato su Cell Systems uno studio su 104 labrador di tutte le età, dalle poche settimane ai sedici anni. Non ha guardato quanto vivono: ha guardato il loro DNA. Con l’età, sul DNA di tutti i mammiferi si accumulano piccoli segni chimici (si chiama metilazione) in punti prevedibili, tanto che dai segni si può indovinare l’età di una persona con buona precisione. I ricercatori hanno confrontato i segni dei cani con quelli di 320 persone fra 1 e 103 anni e hanno cercato la curva che li fa coincidere.
La curva è un logaritmo, e la cosa si può dire senza formule: il cane «brucia» tantissima età umana nei primi mesi e sempre meno dopo. Il conto degli autori è che otto settimane di cucciolo corrispondono a circa nove mesi di bambino, ed è l’età in cui a entrambi spuntano i denti da latte; che un cane di un anno ha il DNA di un trentenne; e che i dodici anni, la vita attesa di un labrador, corrispondono ai settanta di una persona, che era l’aspettativa di vita mondiale quando lo studio è stato scritto. Per chi vuole rifare il conto: si prende il logaritmo naturale dell’età del cane, si moltiplica per sedici e si aggiunge trentuno.
I limiti li dichiarano gli autori. Primo: sono solo labrador, e razze con vite diverse potrebbero avere curve diverse. Secondo: la corrispondenza è precisa per cuccioli e cani anziani, meno per l’adolescenza e la maturità, dove il DNA del cane corre più avanti di quanto dicano le tappe fisiche. Terzo, e più importante: la formula dice quanto è «vecchio» il DNA, non quanto vivrà il cane né come sta. Un cane di un anno con il DNA di un trentenne corre e gioca come un cucciolo, e nessuno lo prenderebbe per un trentenne. Le due colonne della tabella misurano cose diverse: una la biologia delle cellule, l’altra le tappe della vita che vediamo da fuori.
Il problema della taglia: un anno di mastino non è un anno di bassotto
Qualunque conversione si scelga, c’è un ostacolo che nessuna formula unica supera: la taglia. Nei mammiferi le specie grandi vivono più a lungo di quelle piccole, l’elefante più del topo. Dentro la specie cane vale il contrario, e vale forte: fra le razze la vita attesa cambia del doppio. Uno studio del Max Planck su 74 razze e oltre 50.000 cani ha guardato dove si paga il prezzo della taglia, e la risposta è che i cani grandi non cominciano a invecchiare prima: invecchiano più in fretta, una volta partiti. Il conto degli autori è che ogni due chili in più di taglia media di una razza costano circa un mese di vita attesa.
Con le vite mediane misurate sui 584.734 cani dello studio inglese che abbiamo usato per il cane anziano, e con l’aspettativa di vita italiana del 2024 (83,4 anni, dato ISTAT), si può fare un conto semplice: quanti anni nostri vale un anno di quella razza, se la vita intera del cane vale una vita intera nostra. È un conto nostro, grezzo, che serve a una cosa sola: far vedere che il «per sette» è quasi giusto in media e sbagliato per quasi tutte le razze.
Per taglia, mettendo insieme tutte le razze, lo stesso studio dà 12,7 anni ai cani piccoli, 12,5 ai medi e 11,9 ai grandi, e 11,2 ai cani con il muso schiacciato contro i 12,8 di quelli con il muso normale. Il meticcio di dodici anni sta proprio sul sette. Ma un mastino di sette anni è un anziano e un bassotto di sette anni è a metà della vita, e nessuna tabella unica può dire il vero per tutti e due. Se ti interessa da che età il tuo cane conta come anziano, razza per razza, è qui.
Le età della vita del cane: cucciolo, adolescente, adulto, anziano
Più utile della cifra secca è sapere in che fase della vita sta il cane, perché le fasi si somigliano fra cane e persona anche se durano tempi diversi. Le corrispondenze qui sotto sono quelle usate dallo studio sul DNA, che a sua volta le prende dalle tabelle di fisiologia veterinaria.
L’adolescenza del cane esiste, e non è un modo di dire. Uno studio inglese su cuccioli destinati a diventare cani guida ha misurato la stessa cosa a cinque mesi e a otto mesi: a otto mesi i cani rispondevano meno al «seduto», ma solo quando a chiederlo era la persona che li accudiva, non un estraneo. Un comportamento da adolescente in senso stretto, che passa da solo, e che era più marcato nei cani con un legame meno sicuro con chi li teneva. Se a otto mesi il tuo cane sembra aver dimenticato tutto, sta facendo quello che fa un quattordicenne, e vale la stessa risposta: pazienza e coerenza. Come si comincia bene, nei primi mesi, lo trovi nella guida sul cucciolo che morde.
La fase anziana, nelle linee guida dei veterinari, non parte a un’età fissa ma nell’ultimo quarto della vita attesa della razza: sette anni per un mastino, dieci e mezzo per un bassotto. Da lì cambiano le visite, e cambia quello che conviene tenere d’occhio: denti, articolazioni e peso prima di tutto.
Quanto è vissuto il cane più vecchio del mondo
Il cane più vecchio di cui esista una registrazione accettata si chiamava Bluey, un australian cattle dog che lavorava con le pecore nello stato di Victoria: nato nel 1910, è stato soppresso il 14 novembre 1939 a 29 anni e 5 mesi. Se la formula del DNA valesse anche per lui, e non è detto, il suo DNA sarebbe stato quello di una persona di 85 anni: la curva rallenta così tanto, oltre i quindici anni, che anche i record di longevità del cane restano dentro la vita di una persona. Il caso più recente, il portoghese Bobi dichiarato morto a 31 anni nel 2023, è finito diversamente: il Guinness gli ha tolto il titolo nel 2024 perché l’età non si poteva provare. Quella storia è raccontata qui.
Domande frequenti
Quanti anni umani ha un cane di 1 anno?
Dipende da come si conta. La regola a scalini dei veterinari dice 15, la formula ricavata dal DNA di 104 labrador dice 31. Tutte e due sono d’accordo su una cosa: molto più di sette. A un anno il cane ha finito di crescere e può riprodursi, quindi è un adulto giovane, non un bambino.
Quanti anni umani ha un cane di 10 anni?
Intorno ai 64 con la regola dei veterinari e ai 68 con la formula del DNA: le due strade qui quasi coincidono. Per un cane di taglia grande dieci anni sono già l’età anziana, per un bassotto o un chihuahua no.
Il «per sette» è del tutto sbagliato?
È sbagliato come conto e giusto per caso come media: il meticcio medio vive dodici anni e una persona in Italia 83, che fa quasi sette. Sbaglia nei primi due anni, che valgono molto più di quattordici, e sbaglia razza per razza: un anno di mastino napoletano vale nove dei nostri, un anno di bassotto nano sei.
Perché i cani piccoli vivono più a lungo dei grandi?
Perché invecchiano più piano. Lo studio su 74 razze ha trovato che i cani grandi non cominciano a invecchiare prima, ma una volta partiti lo fanno più in fretta: ogni due chili in più di taglia media costano circa un mese di vita attesa. Il perché biologico non è ancora chiaro.
A che età un cane diventa anziano?
Quando entra nell’ultimo quarto della vita attesa della sua razza: verso i sette anni un mastino napoletano, verso i dieci un labrador, verso i dieci e mezzo un bassotto nano. Non c’è una data uguale per tutti.
Qual è il cane più vecchio del mondo?
Bluey, un australian cattle dog morto nel 1939 a 29 anni e 5 mesi, è il record accettato. Bobi, il cane portoghese dichiarato morto a 31 anni nel 2023, ha perso il titolo nel 2024 perché la sua età non si poteva verificare.
Fonti: iscrizione del pavimento cosmatesco di Westminster Abbey (1268); Buffon G.-L., Histoire naturelle (via Priceonomics, The Mythology of Dog Years); American Veterinary Medical Association, conversione a scalini riportata dall’American Kennel Club; Lebeau A., L’âge du chien et celui de l’homme, Bulletin de l’Académie Vétérinaire de France, 1953; Wang T. et al., Quantitative Translation of Dog-to-Human Aging by Conserved Remodeling of the DNA Methylome, Cell Systems 11, 2020; Kraus C., Pavard S., Promislow D.E.L., The size-life span trade-off decomposed: why large dogs die young, The American Naturalist 181, 2013; McMillan K.M. et al., Longevity of companion dog breeds: those at risk from early death, Scientific Reports 14, 2024; Asher L. et al., Teenage dogs? Evidence for adolescent-phase conflict behaviour, Biology Letters 16, 2020; ISTAT, Indicatori demografici, speranza di vita alla nascita 2024; Guinness World Records, Oldest dog ever.
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