Chihuahua

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Il Chihuahua in breve

Il Chihuahua è il cane di razza più piccolo del mondo e uno dei più amati d’Italia: due chili scarsi di coraggio, opinioni e devozione assoluta alla sua persona. Viene dal Messico, di nome e di fatto, ed è l’unica razza che si giudica solo sul peso. Piccolo fuori ma per niente piccolo dentro: chi lo tratta da cane vero scopre un compagno sveglio e longevo che partecipa a tutto; chi lo tratta da giocattolo si costruisce il cagnetto ringhioso della sua cattiva fama. In queste pagine trovi tutto quello che serve per conoscerlo. Intanto, ecco la carta d’identità in dieci secondi.

TagliaToy: è considerato il cane di razza più piccolo del mondo
Peso1-3 kg, peso ideale 1,5-2,5 kg (standard FCI)
Altezza al garreseLo standard non la fissa: nel Chihuahua conta solo il peso
Vita mediaTra i più longevi: 12-16 anni sono normali per un soggetto sano e ben tenuto
MantoDue varietà: pelo corto e pelo lungo
ColoriTutti i colori e le combinazioni, con una sola eccezione: il merle
Livello di energiaVivace e sempre sul pezzo, ma si appaga anche in spazi piccoli
Adatto aVita in appartamento e in città, prime esperienze, chi lo tratta da cane vero

Storia ed origine del Chihuahua

Chihuahua nero focato a pelo corto in piedi su delle zucche

Il Chihuahua è l’unica razza famosa che parte dal Messico precolombiano: nelle sculture di Tula, capitale dei Toltechi, compare il Techichi, un cagnolino che somiglia in modo impressionante al Chihuahua di oggi, tanto che lo cita perfino lo standard ufficiale. Il capitolo moderno comincia però nei mercatini di confine degli anni 1880, dove i venditori messicani proponevano i cagnolini ai turisti americani: il nome viene da lì, dallo stato di Chihuahua, il più grande del Messico. La data simbolo è il 1888, quando il giudice cinofilo James Watson comprò a El Paso la femmina Manzanita pagandola tre dollari. Nel 1904 l’AKC registrò il primo Chihuahua della storia, Midget, e nel 1923 nacque il club di razza americano.

Poi il Novecento pop: il direttore d’orchestra Xavier Cugat che dirigeva con il Chihuahua sotto il braccio, lo spot Taco Bell del 1997, il Bruiser di La rivincita delle bionde e la Tinkerbell di Paris Hilton, che trasformarono la razza nell’accessorio più desiderato del mondo, con tutto il bene e il male che ne è seguito. Nella pagina trovi le tappe verificate con la tabella, una foto d’epoca del 1923 e i numeri italiani di oggi, record del 2021 compreso: perché l’Italia è uno dei regni mondiali di questa razza.

Carattere e descrizione del Chihuahua

Chihuahua color cioccolato sdraiato sul pavimento

Il ritratto parte da un primato e da una stranezza: è il cane di razza più piccolo del mondo, e il suo è l’unico standard FCI che non prevede un’altezza, si giudica tutto sul peso, da 1 a 3 kg con l’ideale tra 1,5 e 2,5. Trovi la verità sui sedicenti toy, nano e mini, che non esistono e nascondono quasi sempre un sovrapprezzo su cuccioli fragili, e il confronto tra le due varietà, pelo corto e pelo lungo, con la tabella e una notizia fresca: nel 2024 il pelo lungo ha superato il corto nelle iscrizioni ENCI, mai successo prima. C’è il capitolo sulla testa di mela, il marchio di fabbrica della razza, e quello sui colori: tutti ammessi, dal nero al bianco al cioccolato, tranne uno, il merle, vietato dallo standard per ottime ragioni genetiche.

Sul carattere raccontiamo il cane vero: rapido, attento, vivace e molto coraggioso dice lo standard, un cane grande in un corpo piccolo che elegge la sua persona e la segue come un’ombra. Spieghiamo da dove nasce la fama del cagnetto ringhioso, cioè dalla sindrome del cane in borsetta, e perché con i bambini piccoli serve onestà: due chili di cane si fanno male facilmente, e i traumi sono tra le prime cause di morte della razza. Il capitolo salute risponde secco a quanto vive: è tra i cani più longevi del mondo, 12-16 anni normalissimi, con i punti deboli spiegati per nome, denti in testa a tutti. In chiusura, i nomi: a chi è adatto e a chi no.

Addestramento ed educazione del Chihuahua

Chihuahua bianco a pelo corto seduto

Educare un Chihuahua è il paradosso della cinofilia: facilissimo fisicamente, difficilissimo culturalmente, perché alla taglia si perdona tutto e un cane a cui si perdona tutto fa quello che gli pare. Nella pagina smontiamo il pregiudizio: il Chihuahua si addestra eccome, con il rinforzo positivo e le stesse richieste che faresti a un cane grande. Trovi il lavoro che decide tutto, la socializzazione, con gli incontri giusti coi cani grandi da scegliere e non evitare, e la sfida educativa numero uno della razza: la pipì in casa, che chiede più tempo e metodo che con qualunque cane grande, con la ricetta pratica per venirne a capo. C’è il capitolo sull’abbaio, l’allarme di serie che va gestito e non punito, e quello sull’attrezzatura: pettorina sempre al posto del collare per proteggere la trachea, e il cappottino che non è un vezzo ma termodinamica.

Mettiamo numeri onesti sul movimento: due passeggiate vere al giorno e una mezz’ora di esplorazione bastano al fisico, ma la testa chiede il suo, con i giochi di naso e i trick che sono la migliore ginnastica anti abbaio. E ci sono gli sport su misura, dog dance, rally obedience e agility small, dove i Chihuahua in gara fanno sul serio. Chiudiamo con gli errori tipici: trattarlo da giocattolo, ridere dei suoi ringhi, saltare la socializzazione, esagerare con la ciotola. Un Chihuahua preso sul serio nei primi dodici mesi ripaga con quindici anni di convivenza deliziosa.

Allevamento del Chihuahua

Espositrice con quattro Chihuahua in braccio alla salle Wagram di Parigi, dicembre 1923

Prima di cercare un cucciolo conviene sapere quanto costa: un Chihuahua con pedigree ENCI da allevamento serio va in media dagli 800 ai 1.500 euro, con l’alta genealogia da expo verso i 2.000-2.500. Trovi la tabella dei prezzi per tipo di acquisto e una precisazione che molti cercano: il pelo lungo non costa di più a parità di qualità. Il cuore della pagina è la trappola dei toy: negli annunci le etichette tascabile, nano e mini fanno salire il prezzo man mano che il peso scende, ma quelle categorie non esistono e i cuccioli sotto il chilo sono fuori standard e fragili, tra fontanelle aperte, ipoglicemie e ossa da uccellino. Stai pagando un sovrapprezzo per un difetto: la parola toy in un annuncio è il segnale per chiudere la pagina.

C’è poi la lista dei controlli da pretendere: ginocchia dei genitori valutate per la lussazione della rotula, controllo cardiologico, occhi, peso dei riproduttori dentro lo standard, fontanella dei cuccioli e nessun riproduttore merle, con la consegna mai prima dei 60 giorni. E i segnali che riconoscono un allevamento serio: cuccioli cresciuti in casa, la madre che puoi conoscere, poche cucciolate e la franchezza di dirti quanto peserà il tuo cane da adulto. Con l’avvertenza finale sul traffico di cuccioli dall’estero, che sulla razza di moda prospera: le settimane investite nella scelta dell’allevamento sono le meglio spese di tutta la vita del cane.

Alimentazione

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Attività di un Chihuahua

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Dog Agility

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Dog Dance

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Obedience e Rally

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