L’alito del cane che «sa di cane» non esiste. Un cane sano non ha l’alito pesante, e quando ce l’ha nella grande maggioranza dei casi ha la bocca malata.

La malattia parodontale è l’infiammazione e poi la distruzione di quello che tiene il dente attaccato all’osso. Nel censimento più grande fatto sulle cartelle dei veterinari inglesi risulta il disturbo più diagnosticato in assoluto nei cani, davanti all’otite e all’obesità. Ed è quello che i proprietari vedono per ultimo, perché la crosta gialla sui denti è la parte fuori: il danno lavora sotto la gengiva, dove non si guarda.

Sommario:

Quanto è diffusa la malattia dei denti nel cane

I numeri vengono da VetCompass, il programma del Royal Veterinary College che legge le cartelle cliniche vere degli ambulatori inglesi. Su un campione casuale di 22.333 cani seguiti in un anno, questi sono i disturbi più diagnosticati.

DisturboCani colpiti in un anno
Malattia parodontale12,52%
Otite esterna7,30%
Obesità7,07%

Sono le diagnosi messe per iscritto in un solo anno, quindi la quota di cani che il problema ce l’ha è più alta: un cane con la bocca malata che quell’anno non è stato portato dal veterinario non compare in nessuna riga.

Il secondo studio, sempre su quel campione, dice chi rischia di più. Le probabilità calano man mano che il cane pesa: sono i cani piccoli ad avere la bocca peggiore, perché hanno gli stessi 42 denti degli altri in una mascella molto più corta.

RazzaQuante volte in più di un meticcio
Barboncino toy4 volte
King Charles spaniel2,6 volte
Levriero inglese2,6 volte
Cavalier King Charles spaniel2,4 volte
Cani a muso schiacciato (in generale)1,25 volte

Come si passa dalla placca al dente che si muove

Bocca di un cane aperta di lato con tartaro bruno sui denti posteriori
La crosta bruna sui denti è la parte visibile: la malattia lavora sotto il bordo della gengiva. Foto di Uwe Gille, CC BY-SA 3.0, da Wikimedia Commons.

Dopo ogni pasto sui denti si forma la placca, una pellicola di batteri e saliva che si attacca allo smalto nel giro di ore. Finché è morbida si toglie con lo spazzolino. Se resta lì, i sali della saliva la induriscono e diventa tartaro: la crosta ruvida che si vede sui canini e sui denti da taglio dietro.

Il tartaro in sé non fa male al dente. Il guaio è che è ruvido, quindi trattiene altra placca, e la spinge sotto il bordo della gengiva. Lì i batteri lavorano al riparo e il corpo risponde con l’infiammazione.

La gengivite, cioè la gengiva rossa e gonfia che sanguina, è ancora reversibile: pulita la bocca, torna sana. La parodontite no. A quel punto si sono persi osso e legamento attorno alla radice, e quello che è andato non torna. Il dente si muove, poi cade.

I segni da guardare in bocca

Si controlla a cane tranquillo, alzando il labbro di lato con un dito. Bastano dieci secondi per lato, una volta al mese.

Cosa si guardaQuando è da far vedere
Alitose si sente da mezzo metro, la bocca ha qualcosa
Gengivauna riga rossa lungo il bordo del dente, oppure sangue quando strofini
Denticrosta giallo bruna, soprattutto sul dente grosso in alto dietro
Come mangiamastica da un lato, lascia cadere i croccantini, mangia più piano
Musose lo sfrega per terra o con la zampa, se sbava più del solito
Gonfiore sotto un occhiosubito dal veterinario: spesso è l’ascesso della radice di un dente
Un dente che ballasubito. Un dente mobile in un cane adulto fa male anche se il cane mangia lo stesso

Il cane che ha male in bocca quasi mai smette di mangiare: mangia storto e va avanti. Aspettare che smetta come conferma è il modo più sicuro per arrivare tardi.

Perché la pulizia dei denti si fa in anestesia

La domanda che arriva sempre è se la pulizia si possa fare senza addormentare il cane. La risposta sta in dove si trova la malattia. Uno studio su 226 cani portati per problemi dentali ha confrontato l’esame della bocca con le radiografie di tutti i denti: fra i denti che all’occhio sembravano sani, le lastre hanno trovato problemi clinicamente importanti nel 27,8 per cento dei cani. Sui denti che invece avevano già una lesione visibile, le radiografie hanno aggiunto informazioni essenziali nel 22,6 per cento dei casi.

Quindi: la parte che decide il destino del dente sta sotto la gengiva e nell’osso, e si vede solo con la sonda e con la lastra. Nessuna delle due si fa a un cane sveglio.

Il collegio dei dentisti veterinari americani ha una posizione ufficiale dal 2004: raschiare il tartaro sotto il bordo gengivale di ogni dente in un animale sveglio è impossibile, e togliere solo la crosta dalle superfici che si vedono è un intervento cosmetico. Il cane esce con i denti bianchi e la malattia intatta, e il proprietario esce convinto di aver fatto la cosa giusta.

Una pulizia fatta bene comprende visita, anestesia con il cane monitorato, sondaggio attorno a ogni dente, radiografie, detartrasi sopra e sotto gengiva, lucidatura, e l’estrazione dei denti che non sono più recuperabili. I prezzi indicativi stanno nel post su quanto costa il veterinario.

Cosa funziona a casa

Sulla frequenza dello spazzolino c’è una misura, non un’opinione. In uno studio controllato sono state confrontate quattro frequenze: tutti i giorni, un giorno sì e uno no, una volta a settimana e una ogni due. Spazzolare tutti i giorni o a giorni alterni ha ridotto placca, tartaro e gengiva infiammata in misura nettamente maggiore delle due frequenze più larghe. Sotto quella soglia il beneficio si assottiglia.

Le cinque regole dello spazzolino

  • Spazzolino tutti i giorni, o almeno un giorno sì e uno no. Trenta secondi per lato, sulla faccia esterna dei denti: è lì che si deposita il tartaro.
  • Dentifricio per cani. Quello per persone non va: contiene fluoro in dosi sbagliate per chi ingoia tutto, e a volte xilitolo, che nel cane è tossico.
  • Si comincia piano. Prima solo il dito con un po’ di dentifricio sulle labbra per qualche giorno, poi il dito sui denti, poi lo spazzolino. Un cane che si spaventa la prima volta poi non si fa più toccare la bocca.
  • I prodotti da masticare aiutano, ma non sostituiscono. Cerca il sigillo VOHC, che indica i prodotti su cui esistono prove di riduzione di placca o tartaro.
  • Niente oggetti più duri del dente. Ossa, corna, zoccoli e palle da tennis vecchie fratturano i denti: ne abbiamo parlato nel post sulle ossa al cane.

Chi non ce la fa con lo spazzolino non ha perso: gel enzimatici, additivi per l’acqua e croccantini studiati per la placca fanno una parte del lavoro. Ma il confronto è fra spazzolare e non spazzolare, e la differenza la fa quello.

Domande frequenti

Come si toglie il tartaro dai denti del cane?

Il tartaro attaccato si toglie solo con la detartrasi fatta dal veterinario, con il cane in anestesia, perché la parte che conta sta sotto la gengiva. A casa si previene quello nuovo con lo spazzolino. I raschietti venduti online tolgono la crosta visibile, rigano lo smalto e lasciano la malattia dov’è.

Ogni quanto va fatta la pulizia dei denti al cane?

Dipende dal cane: c’è chi ha bisogno di una pulizia ogni anno e chi ne fa una ogni tre o quattro. Lo decide il veterinario guardando la bocca, e nei cani piccoli e a muso schiacciato di solito serve più spesso.

L’anestesia per i denti è pericolosa per un cane anziano?

L’età non è una malattia. Il rischio si valuta con visita, esami del sangue e a volte controllo del cuore, e con il cane monitorato durante l’anestesia. Il confronto giusto è con il rischio di lasciare in bocca per anni un’infezione che fa male tutti i giorni.

I bastoncini per l’igiene orale servono?

Alcuni riducono placca o tartaro e lo hanno dimostrato in prove indipendenti: sono quelli che portano il sigillo VOHC. Vanno contati come calorie della giornata, e non sostituiscono lo spazzolino.

Perché al mio cane puzza l’alito anche se ha i denti bianchi?

Perché la malattia parodontale sta sotto la gengiva, e una bocca può essere infiammata con poco tartaro visibile. L’alito cattivo persistente può anche venire da stomaco, reni o diabete, ed è un motivo sufficiente per una visita.

Il cane sente dolore quando ha la bocca malata?

Sì. La parodontite avanzata è dolorosa, ma il cane non si lamenta e continua a mangiare. Il segnale arriva dopo la cura: molti proprietari raccontano che il cane è tornato a giocare come non faceva da un anno.

Su questo decide il veterinario

Un cane che sta male va visitato. Gli stessi sintomi possono avere cause diverse, e per trovare quella giusta servono una visita e a volte degli esami: li può fare solo il medico veterinario. Chiamalo e raccontagli cosa vedi, da quanto dura e cosa è cambiato. Nel dubbio chiamalo lo stesso: anche sentirti dire che puoi aspettare è una risposta.

Fonti: O’Neill D.G. et al., Prevalence of commonly diagnosed disorders in UK dogs under primary veterinary care, BMC Veterinary Research 17, 69 (2021), su 22.333 cani; O’Neill D.G. et al., Epidemiology of periodontal disease in dogs in the UK primary-care veterinary setting, Journal of Small Animal Practice 62(12), 2021; Verstraete F.J. et al., Diagnostic value of full-mouth radiography in dogs, American Journal of Veterinary Research 59(6), 1998, su 226 cani; Harvey C. et al., Effect of frequency of brushing teeth on plaque and calculus accumulation, and gingivitis in dogs, Journal of Veterinary Dentistry 32(1), 2015; American Veterinary Dental College, posizione sulla detartrasi senza anestesia.

Anton, autore di dogseteraScritto daAnton S.Pubblicato il 3 settembre 2026Vivo coi cani da sempre e su Dogsetera racconto razze, sport cinofili e vita quotidiana a sei zampe, senza fuffa.