Un cane che ha paura dei rumori non sta facendo scena e non si sta ribellando a te: sta reagendo a una cosa che non può prevedere, non può evitare e non riesce a collegare a niente. È il problema di comportamento più diffuso che esista, e quello che si tende a sottovalutare di più, perché passa in una notte e sembra finito lì.
I numeri dicono altro. In uno studio norvegese su 5.257 cani di 17 razze, il 21% mostrava segni forti o molto forti di paura davanti ai fuochi d’artificio. E in una ricerca svizzera pubblicata su PLOS ONE, alla domanda quanto i fuochi compromettono il benessere del tuo cane (scala da 1 a 5), i proprietari dei cani che non avevano mai fatto nessun lavoro su questa paura rispondevano in mediana 4: senza fare niente, non migliora da sola.
Qui sotto trovi tre cose separate: cosa fare stasera, se i botti sono già cominciati; cosa chiedere al veterinario, e con quanto anticipo; e cosa funziona nei mesi prima, con le percentuali. In mezzo c’è anche quello che è successo a Marsala il 14 agosto: un pastore del Caucaso di 70 chili scappato dal suo giardino per un petardo.
Sommario:
Perché i cani hanno paura dei botti
Il cane sente più acuto di noi: arriva a percepire suoni intorno ai 45.000 Hz, quando l’orecchio umano si ferma verso i 20.000. Ma il volume è solo metà della storia, altrimenti anche il phon e il tosaerba farebbero lo stesso effetto, e non lo fanno.
Un botto ha tre caratteristiche che lo rendono peggiore di qualunque altro rumore forte:
Le tre cose che rendono un botto peggiore di ogni altro rumore
- Arriva senza preavviso. Non c’è niente che il cane possa imparare a riconoscere un secondo prima, quindi non può prepararsi.
- Non si capisce da dove viene. L’eco fra le case rimbalza e il cane non riesce a localizzare la fonte: non sa in che direzione allontanarsi.
- Non si può fare niente. Non serve abbaiare, non serve scappare, non serve nascondersi: il botto dopo arriva comunque. È la condizione che negli studi sullo stress produce i danni maggiori.
Il temporale invece ha dei preavvisi: il calo di pressione, l’odore, il vento che cambia. Il cane li impara e comincia a stare male mezz’ora prima che tu senta il primo tuono. Sembra che indovini il futuro, in realtà ha imparato una sequenza.
Un’ultima cosa, che conta più di quanto sembri: nella maggior parte dei casi la paura non nasce da un trauma. Non è successo niente di grosso. Semplicemente il cane ha sentito botti per anni senza che nessuno gli desse un modo per starci dentro, e ogni volta è andata un po’ peggio.
Quanti cani hanno paura dei rumori
Le stime cambiano molto in base a come si fa la domanda: chiedere “il tuo cane ha paura dei botti?” e chiedere “il tuo cane trema, si nasconde o non mangia quando ci sono i botti?” dà risposte diverse. Questi sono i tre lavori più citati.
Lo studio norvegese è l’unico che ha guardato le razze una per una, e la forbice è larga: dall’8% dei Chinese Crested al 32% dei Buhund norvegesi. Sui temporali il Lagotto Romagnolo stava fra i più sensibili, Alani e Boxer fra i meno. Le femmine risultavano un po’ più a rischio dei maschi.
Vale come probabilità, non come destino: la razza sposta le percentuali, il singolo cane fa quello che fa. E la taglia non c’entra niente. Un cane da pastore del Caucaso da 70 chili, nato per tenere testa ai lupi, può sfondare un cancello per un petardo.
Come si riconosce un cane che ha paura dei rumori
La paura da rumore non comincia col cane che trema: comincia molto prima, con segnali che quasi tutti leggono come “niente”. Riconoscere il primo gradino è la differenza fra intervenire e accorgersene a cose fatte.
L’ultima riga è quella che ammazza i cani, e non per il rumore. Il cane in panico non sceglie dove va: esce, corre in linea retta il più lontano possibile e attraversa qualsiasi cosa gli si pari davanti, strade comprese.
Anche quanto dura dopo è stato misurato, sugli stessi 1.225 cani svizzeri:
Cosa fare la sera dei botti
Se i botti sono previsti fra poche ore non c’è tempo per addestrare niente: si lavora sull’ambiente. L’obiettivo non è che il cane non senta (non è possibile), è che il botto arrivi smussato e che il cane abbia un posto dove starci.
La sera stessa, in ordine
- Portalo fuori presto, con la luce, e fagli fare tutti i bisogni: dopo il tramonto si esce solo se serve, e sempre con guinzaglio e pettorina che non si sfila.
- Chiudi finestre, tapparelle e tende e accendi una luce in più: il lampo che si vede è metà dello spavento, e in una stanza illuminata si nota meno.
- Metti un rumore continuo: radio, televisione, ventilatore, condizionatore. Non copre il botto, ma abbassa il salto fra silenzio e scoppio, che è la parte peggiore.
- Prepara la tana nella stanza più interna, quella con meno finestre: una cuccia, un trasportino aperto, una coperta sopra il tavolo. Al buio dentro e con i lati chiusi funziona meglio.
- Non chiuderlo dentro. La porta della tana e quella della stanza restano aperte: se un cane si sente in trappola peggiora, e se ha scelto lui il posto è già la metà del lavoro.
- Lascia l’acqua a portata: ansimare per ore disidrata.
- Stai in casa con lui e comportati normalmente. Se ti viene addosso, accarezzalo: consolare un cane spaventato non rinforza la paura, è una delle cose che si ripetono da trent’anni e che i dati non hanno mai confermato.
- Prova col cibo: una masticazione lunga, del cibo sparso per terra, un gioco. Se mangia, la paura è ancora gestibile; se rifiuta anche il pezzo di formaggio, sei oltre e serve solo lasciarlo stare dove si è messo.
- Controlla medaglietta e microchip prima di sera. È l’unica cosa in questa lista che conta anche quando tutto il resto è andato male.
Se il cane si è infilato in un posto e non esce, lascialo lì. Tirarlo fuori dal nascondiglio per consolarlo, per metterlo al guinzaglio o per farlo uscire in bagno è la cosa che trasforma una brutta serata in un morso.
Cosa non fare quando il cane ha paura dei botti
Cinque cose che peggiorano la situazione, in ordine di quanto si vedono spesso.
Cosa non fare con un cane spaventato
- Sgridarlo. Il cane non collega la sgridata al comportamento, la collega al contesto: la prossima volta avrà paura dei botti e anche di te.
- Portarlo a vedere i fuochi per abituarlo. L’esposizione senza controllo non abitua, sensibilizza: è il modo più rapido per costruire una fobia.
- Lasciarlo in giardino, in terrazzo, legato o in auto. Un cane in panico all’aperto scappa o si strangola provandoci. Anche i giardini recintati e i cancelli chiusi non tengono: si scava sotto e si salta sopra.
- Tirarlo fuori dal nascondiglio. Il nascondiglio è la sua soluzione, non il problema.
- Dargli un sedativo che avevi in casa. Non tutti i farmaci che rallentano un cane gli togliono la paura, e alcuni fanno l’opposto (sotto c’è il perché).
Cosa dare al cane per la paura dei botti
La risposta breve: niente che si compri al volo la sera stessa. Le cose che hanno numeri dalla loro sono farmaci su prescrizione, e vanno decisi e provati prima. Quello che si trova in negozio senza ricetta, nella ricerca più completa che esista sull’argomento, sta nella fascia dell’effetto placebo.
Questa tabella viene da un’indagine su oltre mille proprietari che avevano provato qualcosa, pubblicata nel 2020: le percentuali sono i casi in cui il proprietario ha visto un miglioramento, e fra parentesi c’è quanti cani hanno usato quella cosa.
Sui farmaci c’è una cosa da sapere prima di andare dal veterinario, perché capita ancora di sentirsela prescrivere: l’acepromazina non è un ansiolitico. Blocca il movimento e non l’emozione. Il cane resta lì, sentendo tutto, spaventato come prima, e senza poter fare niente di quello che farebbe: alcuni escono da quelle ore peggio di come sono entrati. L’AVEC, l’associazione italiana dei veterinari esperti in comportamento, la sconsiglia dal 2017 proprio per i rumori forti, perché il rischio è di peggiorare la reazione dell’anno dopo. Se ti viene proposta, chiedi un ansiolitico.
I tempi contano quanto la molecola:
Tradotto: la conversazione sul Capodanno si fa a novembre. La sera del 31 dicembre alle 22, quello che si può ancora fare è solo la stanza.
Cosa funziona nei mesi prima dei botti
Questa è la parte che cambia le cose, e l’unica che funziona anche l’anno dopo. Sempre dalla stessa indagine del 2020, ecco cosa ha funzionato e quanto:
Contro-condizionamento vuol dire una cosa semplice: al rumore segue qualcosa di bello, sempre, finché il rumore smette di annunciare guai e comincia ad annunciare il pollo. Si parte da un volume così basso che il cane lo nota e non se ne preoccupa, e si sale solo quando a quel gradino mangia tranquillo. Se il cane smette di mangiare, sei salito troppo: si torna indietro di due gradini.
Il punto delicato è tutto lì, nell’ordine e nei volumi, e per questo le tracce di rumore usate da sole rendono la metà: senza la parte bella attaccata dietro, un cane che ascolta botti registrati sta solo ascoltando botti.
Il dato più forte, però, è quello sulla prevenzione. Nello studio svizzero, alla domanda su quanto i fuochi compromettano il benessere del cane (da 1 a 5), la risposta mediana era:
Da cucciolo costa qualche settimana di lavoro leggero, dentro la socializzazione che si fa comunque. Da adulto costa mesi e non torna mai al punto di partenza. Se hai un cucciolo in casa adesso, è questo il momento in cui vale più di tutto il resto.
Cosa fare se il cane scappa per i botti
Un cane che scappa per i botti non si comporta come un cane che si allontana per curiosità: non si guarda intorno, non torna sui suoi passi e non risponde al nome. Corre finché il rumore è finito, e quando è finito è lontano e non sa dov’è.
Prima, durante e dopo
- Prima, quando è tutto tranquillo: microchip con i dati aggiornati (se hai cambiato casa o numero, l’aggiornamento si fa in ASL o dal tuo veterinario), medaglietta con il telefono, due o tre foto recenti sul telefono, in cui si vedano il muso e i segni particolari.
- Cerca nella direzione opposta al rumore, e più lontano di quanto ti sembri sensato: dieci minuti di corsa di un cane grosso sono chilometri.
- Non urlare il suo nome correndogli dietro. Un cane in panico scappa anche dalla voce agitata di chi ama. Se lo vedi, accovacciati, girati di fianco e aspetta che si avvicini lui.
- Avvisa subito il canile sanitario e la ASL della zona, la polizia locale e le cliniche veterinarie: un cane investito arriva in clinica prima che a casa.
- Metti la foto nei gruppi locali con il posto e l’ora esatti: in quasi tutte le storie che finiscono bene, il cane l’ha visto un vicino.
E una cosa che quasi nessuno sa: chi investe un cane ha l’obbligo di fermarsi e di attivarsi per il soccorso. Lo dice l’articolo 189, comma 9-bis del Codice della strada, e non fermarsi costa da 413 a 1.656 euro. Se l’animale muore, si entra nel penale. Ne abbiamo parlato nella news su Anatolij, il cane di Marsala che il 14 agosto è scappato dal suo giardino per i botti ed è stato trovato a terra, presumibilmente investito da qualcuno che non si è fermato.
Domande frequenti
Perché i cani hanno paura dei botti?
Perché un botto è imprevedibile, non si capisce da dove arriva e non c’è niente che il cane possa fare per farlo smettere. Il cane sente anche più acuto di noi, fino a circa 45.000 Hz contro i nostri 20.000, ma il volume da solo non spiega niente: il phon è rumoroso e non spaventa nessuno. Nella maggior parte dei casi non c’è stato un trauma, solo anni di botti senza che nessuno abbia dato al cane un modo per starci dentro.
Cosa dare al cane per la paura dei botti?
Niente che si compri il giorno stesso. Gli unici strumenti con numeri solidi sono farmaci su prescrizione: nell’indagine del 2020 hanno funzionato nel 69% dei casi, con l’alprazolam al 91% e la dexmedetomidina in gel al 73%. Feromoni, fiori di Bach, omeopatia, erbe e integratori stanno fra il 27% e il 35%, cioè nella fascia del placebo. Il farmaco lo decide il veterinario, e va scelto giorni prima: l’imepitoina, per esempio, si comincia 5-10 giorni in anticipo.
Come si calma un cane spaventato dai botti?
Sull’immediato si lavora sull’ambiente: finestre e tapparelle chiuse, una luce accesa in più, un rumore continuo di fondo (radio, ventilatore) che smussi il salto fra silenzio e scoppio, e una tana con i lati chiusi nella stanza più interna, con la porta aperta perché possa entrare e uscire. Poi resta con lui e comportati come sempre. Non si calma un cane in panico: gli si dà un posto dove aspettare che passi.
Consolare il cane spaventato rinforza la paura?
No. È una delle idee più resistenti che ci siano e non ha mai avuto conferme nei dati. La paura è un’emozione, non un comportamento che si premia: se il cane ti viene addosso puoi accarezzarlo e parlargli, e la volta dopo non avrà più paura per questo. Quello che peggiora le cose è l’opposto: sgridarlo, ignorarlo mentre chiede aiuto o tirarlo fuori da dove si è nascosto.
Il cane si abitua ai botti con il tempo?
Di solito no, e spesso peggiora: nello studio svizzero i proprietari dei cani che non avevano mai fatto nessun lavoro su questa paura mettevano 4 su 5 alla frase i fuochi compromettono il benessere del mio cane. Portarlo a sentire i fuochi per abituarlo fa il danno più rapido di tutti. Quello che funziona è l’opposto: partire da un volume che il cane nota senza preoccuparsi e attaccarci qualcosa di bello.
Il cane trema e non mangia dopo i botti: quanto dura?
Nello studio sui 1.225 cani, l’11,9% torna normale appena il rumore finisce, il 73% entro la mattina dopo, il 12% ci mette fino a una settimana e il 3,5% settimane o mesi. Se dopo 24 ore il cane non mangia, non beve, non dorme o si è ferito provando a scappare, la telefonata al veterinario si fa subito e non si aspetta il lunedì.
Cosa fare se il cane ha paura dei tuoni e dei temporali?
Le regole della serata sono le stesse dei botti, con due differenze. La prima è che il temporale ha dei preavvisi (pressione, odore, vento) che il cane impara: per questo comincia a stare male mezz’ora prima che tu senta il primo tuono, e per questo la tana va aperta quando cambia il tempo, non quando arriva il tuono. La seconda è che il temporale non si programma: se il tuo cane ne ha paura, il farmaco al bisogno va tenuto in casa già prescritto.
Il comportamento lo deve vedere un esperto
Per capire perché un cane si comporta in un certo modo bisogna osservarlo dove vive, con chi vive e nel momento in cui il problema succede: è il lavoro di un educatore o istruttore cinofilo qualificato, e si fa a casa vostra. In rete dello stesso comportamento trovi venti spiegazioni diverse, e nessuna è stata scritta per il tuo cane. Se in ballo ci sono ansia, paure o aggressività, la figura giusta è il medico veterinario esperto in comportamento: è un medico, quindi può prima di tutto escludere una causa fisica.
Su questo decide il veterinario
Un cane che sta male va visitato. Gli stessi sintomi possono avere cause diverse, e per trovare quella giusta servono una visita e a volte degli esami: li può fare solo il medico veterinario. Chiamalo e raccontagli cosa vedi, da quanto dura e cosa è cambiato. Nel dubbio chiamalo lo stesso: anche sentirti dire che puoi aspettare è una risposta.
Fonti: L. I. Storengen e F. Lingaas, Noise sensitivity in 17 dog breeds, Applied Animal Behaviour Science, 2015 (5.257 cani); E. Blackwell, J. Bradshaw e R. Casey, Fear responses to noises in domestic dogs, Universita di Bristol, 2013; S. Riemer, Not a one-way road: severity, progression and prevention of firework fears in dogs, PLOS ONE, 2019 (1.225 cani); S. Riemer, Effectiveness of treatments for firework fears in dogs, Journal of Veterinary Behavior, 2020; raccomandazione AVEC (Associazione Veterinari Esperti in Comportamento) sull’acepromazina; articolo 189, comma 9-bis del Codice della strada.
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