Cane da Pastore del Caucaso
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Cane da Pastore del Caucaso in breve
Il Cane da Pastore del Caucaso è il grande guardiano russo delle montagne e delle steppe: i maschi stanno fra i 72 e i 75 cm e pesano da 50 kg in su, le femmine fra i 67 e i 70 con un minimo di 45, e lo standard non fissa nessun massimo. Ha un mantello grossolano lungo almeno 5 cm con criniera e sottopelo folto. Il carattere, testuale: comportamento fermo, attivo, sicuro di sé, senza paura e indipendente.
Che cane è il Cane da Pastore del Caucaso

È un cane da guardia e vigilanza: così lo definisce lo standard alla voce utilizzazione, e non è una formalità. Custodiva mandrie, greggi e abitazioni dai lupi e dai predatori, di notte, da solo.
Lo riconoscete dalla mole, dalla testa a cuneo dalla base larga, dalla criniera sul collo dei maschi e da quell’espressione che lo standard chiama seria, attenta e curiosa.
Cosa chiede: uno spazio recintato, un’ora al giorno di passeggiate, due spazzolate a settimana e una famiglia con cui stare. E una persona che sappia gestire un cane che decide da solo.
Cosa lo rende speciale: è uno dei cani più grandi riconosciuti dalla FCI, e il suo standard non indica un peso massimo. Un maschio da ottanta centimetri è in regola, purché sia armonico.
Da sapere prima di tutto il resto: non è un primo cane. In Italia ne nascono oltre quattrocento all’anno, e non tutti finiscono nelle mani giuste.
Storia ed origine del Cane da Pastore del Caucaso

Il cenno storico di questo standard contiene una data che non si legge quasi mai in un testo FCI: la prima citazione di un grosso molossoide usato dall’armata dello Zar dell’Armenia Tigran II risale al primo secolo avanti Cristo. La razza è diffusa dalla catena del Caucaso alle regioni delle steppe della Russia del Sud: non un paese, un’area a cavallo fra Europa e Asia.
Il lavoro è sempre stato uno solo: la guardia e tenere al sicuro le mandrie, le greggi e le abitazioni dai selvatici e dai predatori. In Caucaso predatori vuol dire lupi, orsi e razziatori, e un cane che stava con il gregge di notte era l’unica assicurazione disponibile. Lo standard aggiunge che l’evoluzione della razza fu influenzata dai popoli che abitarono la Regione: non un cane unico, ma una famiglia di tipi locali.
La razza moderna, però, nasce nel Novecento: il lavoro di selezione iniziò nell’USSR nel 1920, con un capitolato esplicito che lo standard elenca ancora oggi: potenza fisica, fiducia in se stessi, mancanza di paura, udito finissimo, buona vista e un fitto mantello impermeabile.
In Italia non è affatto una rarità: 4.377 cuccioli fra il 2015 e il 2024, 23 allevamenti con affisso e un baricentro netto al Sud, con Sicilia e Puglia in testa. I numeri, però, stanno calando.
Carattere e descrizione del Cane da Pastore del Caucaso

È un molossoide da guardia russo, e sui numeri lo standard è insolito: dà l’altezza desiderabile (72-75 cm i maschi, 67-70 le femmine), quella minima (68 e 64) e il peso minimo (50 e 45 kg), ma non fissa nessun massimo. Anzi, aggiunge che è accettata una statura maggiore, sempre che la struttura sia armonica.
Il mantello è la seconda firma: pelo diritto, grossolano, separato con sottopelo molto sviluppato e una lunghezza che non dovrebbe essere meno di 5 cm, con le spazzole sulle orecchie, la criniera sul collo e le culottes dietro le cosce. I colori ammessi sono tutti tranne nero, blu e marrone genetico, che squalificano.
Il carattere sta in due righe: comportamento fermo, attivo, sicuro di sé, senza paura e indipendente. Mostra un attaccamento devoto al suo padrone; è un eccellente cane da guardia. Indipendente è la parola chiave: questo cane è stato selezionato per decidere da solo, di notte, senza istruzioni.
Nella pagina trovi anche perché il dimorfismo sessuale qui è un requisito e non un dettaglio, il confronto con l’Asia Centrale e con il Maremmano, e il capitolo onesto su chi non dovrebbe prenderlo.
Addestramento ed educazione del Cane da Pastore del Caucaso

Tutto ruota intorno a una parola dello standard: indipendente. Questo cane non è stato selezionato per eseguire ma per decidere, e l’unico approccio che funziona è lavorare con quella testa, non contro. Il metodo è il rinforzo positivo: un cane senza paura non si intimidisce, si perde solo la sua fiducia.
Le priorità dei primi mesi sono quattro e valgono più dei dieci anni successivi: la socializzazione, per farne un cane che valuta invece di reagire; il maneggiamento, da insegnare quando pesa dieci chili e non sessanta; il guinzaglio, per lo stesso motivo; e una crescita lenta fino ai diciotto mesi.
Poi ci sono le regole della casa, che in un guardiano territoriale contano quanto l’educazione: una recinzione vera, un metodo fisso per le visite, una procedura per il cancello, e la consapevolezza che di notte questo cane lavora e abbaia.
Sul movimento serve realismo: un’ora al giorno di passeggiate, ricerca olfattiva e attivazione mentale. Niente agility, niente corsa dietro alla bici: lo standard descrive un movimento libero, elastico, calmo, non un atleta. E la spazzola è un appuntamento fisso due volte a settimana, tutti i giorni nelle mute.
Allevamento del Cane da Pastore del Caucaso

In Italia il Cane da Pastore del Caucaso si trova senza difficoltà: ci sono 23 allevamenti con affisso e nascono in media oltre quattrocento cuccioli l’anno. Un cucciolo con pedigree costa fra i 900 e i 1.500 euro, a seconda dell’allevamento e delle linee.
La geografia è chiara: il baricentro è al Sud, con la Sicilia a quota 4 allevamenti e la Puglia a 3, seguite da Campania, Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia con 2 ciascuna. Il resto è distribuito su quasi tutte le altre regioni.
Le domande da fare sono quelle di ogni razza gigante più due specifiche: le lastre di anche e gomiti, un referto oculistico per l’entropion (che lo standard elenca fra i difetti eliminatori) e, soprattutto, la possibilità di vedere i genitori. In una razza dove sia i soggetti aggressivi sia quelli eccessivamente timidi sono eliminatori, il carattere della madre è l’informazione più importante che possiate raccogliere.
Nella pagina trovi anche cosa guardare in una cucciolata, a partire dal colore: il nero, il blu e il marrone genetico sono vietati dallo standard, e chi ve li propone come rarità pregiate vi sta raccontando l’opposto della verità.


