Il cane ha mangiato qualcosa dal tavolo e la domanda è sempre la stessa: devo correre dal veterinario o posso stare tranquillo? La risposta non dipende dall’alimento, dipende da quanto ne ha mangiato e da quanto pesa lui. Un quadratino di cioccolato al latte in un pastore tedesco non è niente; lo stesso quadratino di cacao amaro in un chihuahua è un’altra faccenda.

Qui sotto trovi le dosi vere, quelle usate in medicina veterinaria, tradotte in grammi per un cane di dieci chili: ti basta dimezzarle per un cane da cinque o raddoppiarle per uno da venti. E trovi la sola cosa che conta nella prima ora, che non è cercare rimedi ma fare una telefonata.

Sommario:

Quali alimenti sono tossici per il cane

Sono nove, e cinque di questi stanno nella dispensa di chiunque. Le dosi indicate sono quelle a cui in letteratura veterinaria si vedono i primi segni clinici, sempre per chilo di peso del cane.

AlimentoDa quale doseCosa provoca
Cioccolato20 mg/kg di teobrominaVomito e sete, poi tachicardia e aritmie, poi convulsioni
Xilitolo0,1 g/kgCrollo della glicemia in 30 minuti; oltre 0,5 g/kg, danno al fegato
Uva e uvettaAnche 1 acino ogni 4,5 kgInsufficienza renale entro 72 ore
Cipolla, aglio, porro15-30 g/kg di cipolla crudaRottura dei globuli rossi e anemia, con 24-72 ore di ritardo
Noci di macadamia2,4 g/kgDebolezza delle zampe posteriori, tremori, febbre
AlcolPoche decine di ml di superalcolicoDepressione del sistema nervoso, ipoglicemia, acidosi
Impasto crudo con lievitoQualunque quantità che occupi lo stomacoLo stomaco si gonfia e il lievito produce alcol
Caffè e integratori con caffeina20 mg/kgCome il cioccolato, ma più veloce
Sale in quantitàSopra i 2-4 g/kgSete, vomito, tremori, danno neurologico

Manca l’avocado, che sta in tutte le liste che girano online: la persina, la sostanza incriminata, è pericolosa per uccelli, conigli e ruminanti, mentre nel cane il problema vero è meccanico ed è il nocciolo, che si pianta nell’intestino, più il grasso della polpa che può far partire una pancreatite. Non è un veleno, non è nemmeno uno spuntino.

E mancano le ossa cotte, che non sono tossiche ma sono una delle prime cause di urgenza chirurgica: ne abbiamo parlato nella guida su quali ossa si possono dare al cane.

Quanto cioccolato è troppo per un cane

La sostanza che avvelena è la teobromina, che il cane smaltisce con una lentezza che a noi non appartiene: emivita di circa 17 ore e mezza, contro le poche ore di una persona. Le soglie sono tre: intorno ai 20 mg per chilo arrivano vomito, diarrea e sete esagerata; sui 40-50 mg per chilo il cuore inizia a correre e ad andare fuori ritmo; dai 60 mg per chilo si entra nel territorio delle convulsioni.

Il punto è che la teobromina non è distribuita allo stesso modo. Ecco quanto pesa, per un cane di 10 chili, la differenza fra un tipo di cioccolato e un altro.

TipoPrimi sintomiDose pericolosa
Cacao amaro in polverecirca 7 gcirca 14 g
Cioccolato da coperturacirca 13 gcirca 26 g
Cioccolato fondentecirca 36 gcirca 73 g
Cioccolato al lattecirca 87 gcirca 175 g
Cioccolato biancoquantità irraggiungibiliquantità irraggiungibili

Due cucchiai di cacao amaro finiti per terra mentre fai una torta, quindi, contano più di mezza tavoletta al latte. Il cioccolato bianco, all’opposto, contiene talmente poca teobromina che per avvelenare un cane di dieci chili ne servirebbero chili: resta un problema di grassi e zuccheri, non di intossicazione.

I sintomi compaiono di solito entro 6-12 ore e, nei casi gravi, possono durare fino a 72 ore. Il che vuol dire due cose: che aspettare i sintomi per decidere se chiamare è una brutta idea, e che un cane che sta bene dopo tre ore non è ancora fuori dai giochi.

Xilitolo: il rischio che quasi nessuno conosce

È il più insidioso della lista, perché quasi nessuno lo cerca sulle etichette. Lo xilitolo è un dolcificante che nel cane provoca una scarica di insulina: la glicemia crolla, e crolla in fretta, fra 30 minuti e 2 ore dall’ingestione. Bastano 0,1 grammi per chilo: un grammo per un cane di dieci chili, cioè poche gomme da masticare senza zucchero.

Sopra 0,5 grammi per chilo il quadro cambia e diventa epatico: gli enzimi del fegato salgono entro 12-48 ore e si può arrivare all’insufficienza acuta. Non è un rischio teorico, è una delle intossicazioni domestiche più frequenti nei Paesi dove lo xilitolo è nel burro di arachidi.

Dove si trova, in Italia: chewing gum e caramelle senza zucchero, mentine, alcuni dentifrici e collutori, integratori masticabili, qualche prodotto da forno dietetico. Sull’etichetta puoi trovarlo anche come E967. Un cane che apre la borsa e trova il pacchetto di gomme è uno scenario da pronto soccorso, non da attesa.

Uva e uvetta: perché basta poco

Per anni non si sapeva perché l’uva facesse male, e questo ha alimentato l’idea che fosse una leggenda. Dal 2021 il colpevole ha un nome: l’acido tartarico, che l’uva contiene in grande quantità e che il cane non riesce a eliminare come facciamo noi, perché gli mancano i trasportatori renali giusti. L’acido si accumula nelle cellule del rene e le uccide.

La dose tossica è bassa e variabile: si considera a rischio già più di un acino ogni 4,5 chili di peso. Un cane di dieci chili con tre acini in pancia è un cane da far vedere, non da osservare. L’insufficienza renale, quando arriva, si manifesta in genere entro 72 ore, e a quel punto il danno è fatto.

Vale per l’uva fresca, per l’uva sultanina e per tutto quello che la contiene: panettone, colombe, torte di mele con uvetta, cous cous dolce, barrette ai cereali. Il periodo peggiore, nelle statistiche dei pronto soccorso veterinari, è quello delle feste.

Cipolla e aglio: quanto ce ne vuole

Cipolla, aglio, porro, scalogno ed erba cipollina appartengono allo stesso genere e fanno tutti la stessa cosa: contengono composti solforati che ossidano i globuli rossi del cane. I globuli si danneggiano, si formano i corpi di Heinz e il cane diventa anemico. La dose che dà segni clinici è 15-30 grammi di cipolla cruda per chilo di peso: per un cane di dieci chili siamo intorno a una cipolla grande.

L’aglio è 3-5 volte più tossico della cipolla a parità di peso, quindi le quantità in gioco sono molto più piccole. Il che rende particolarmente sbagliata una moda che gira da decenni: l’aglio dato tutti i giorni come antiparassitario naturale. Non tiene lontane le zecche e, dato in continuazione, fa esattamente il danno descritto sopra.

Il tranello vero, però, sono gli avanzi. Un soffritto, un brodo di carne, un ragù, una polpetta, il sugo avanzato: la cipolla cotta pesa meno in volume e passa inosservata, ma i composti tossici restano. E l’anemia non si vede subito: compare entro 24 ore e arriva al picco intorno alle 72, con un cane pallido, stanco, che respira male e a volte fa la pipì color coca cola.

Macadamia, alcol, caffè e sale

Le noci di macadamia hanno un effetto che sorprende chi lo vede la prima volta: il cane fatica a stare in piedi sulle zampe posteriori, ha tremori, a volte febbre. Bastano 2,4 grammi per chilo, cioè una decina di noci per un cane di dieci chili. Il meccanismo non è ancora chiaro; la buona notizia è che nella maggior parte dei casi si risolve in 24-48 ore con le cure di supporto.

L’alcol nel cane non è una gag da video: dosi che a noi sembrano ridicole danno depressione del sistema nervoso, abbassamento della glicemia e acidosi. Vale per la birra lasciata nel bicchiere, per il tiramisù e per i dolci al liquore.

L’impasto crudo con lievito merita una riga a parte perché è un doppio guaio: nello stomaco caldo continua a lievitare e lo dilata, e nel frattempo il lievito produce alcol che viene assorbito. Un cane che ha mangiato la pasta della pizza va portato dal veterinario anche se sta bene.

Il caffè, i chicchi di caffè ricoperti di cioccolato, il tè in bustine e gli integratori con caffeina agiscono come il cioccolato ma più rapidamente: stessa soglia intorno ai 20 mg per chilo. E il sale: non il pizzico nella pappa, ma il sacchetto di patatine intero, la focaccia salatissima, l’acqua di mare bevuta per un’ora al mare. Sopra i 2-4 grammi per chilo compaiono sete, vomito, tremori e problemi neurologici.

Cosa fare subito se il cane ha mangiato qualcosa di tossico

Nelle prime due ore si può fare molto, perché lo stomaco è ancora pieno e la sostanza in buona parte non è stata assorbita: è la finestra in cui il veterinario può indurre il vomito con farmaci e somministrare carbone attivo. Dopo, si passa a curare gli effetti. Ecco l’ordine giusto delle cose da fare.

I cinque passi, in ordine

  • Guarda l’orologio e ricorda l’ora: la prima domanda del veterinario sarà quando è successo.
  • Pesa il cane, o se non puoi usa il peso che sai: senza il peso non esiste una dose e non esiste una decisione.
  • Recupera la confezione e leggi la lista degli ingredienti. Serve per capire se dentro c’è xilitolo, quanto cacao c’è, quanti grammi mancano dal pacchetto.
  • Chiama subito il tuo veterinario o la clinica aperta 24 ore. Se non rispondono, il Centro Antiveleni di Milano (ospedale Niguarda) risponde 24 ore su 24 allo 02 66101029 e prende anche i casi degli animali.
  • Porta con te la confezione quando vai in clinica, e se il cane ha vomitato porta anche una foto del vomito.

Se il cane ha già dei sintomi, salta tutto il resto e vai. Convulsioni, tremori, gengive pallide o bluastre, respiro affannoso, incapacità di stare in piedi, vomito continuo: sono cose da pronto soccorso, non da telefonata.

Cosa non fare mai

Non provocare il vomito da solo. I rimedi che girano nei gruppi, sale grosso in bocca e acqua ossigenata, fanno danni per conto proprio: il sale provoca una intossicazione da sodio, l’acqua ossigenata brucia lo stomaco e l’esofago. Il vomito, quando serve, lo induce il veterinario con un farmaco che agisce in pochi minuti.

Non far vomitare mai un cane che ha ingerito sostanze caustiche o schiumogene, un cane che ha già i sintomi neurologici o un cane brachicefalo in difficoltà respiratoria: il rischio è che il vomito finisca nei polmoni.

Non dare latte. Non lega niente, non protegge niente, e in molti cani aggiunge diarrea al quadro.

Non aspettare di vedere se passa. Con lo xilitolo e con l’uva, il tempo che passi a osservare è precisamente il tempo che perdi.

Cosa può mangiare senza problemi

Per chiudere con qualcosa di allegro: le cose che possono mangiare senza problemi, in piccole quantità e come premio, non come pasto. Mela senza semi, pera, banana, mirtilli, anguria senza semi, carota cruda o cotta, zucchina, fagiolini, zucca cotta, riso, pollo o tacchino lessi senza pelle e senza sale, un cucchiaino di yogurt bianco o di ricotta magra se il cane digerisce il lattosio.

La regola generale è la stessa che vale per tutto il resto: gli extra restano sotto il 10% delle calorie della giornata, altrimenti il problema non è più la tossicità ma il sovrappeso.

Domande frequenti

Il mio cane ha mangiato un quadratino di cioccolato al latte, devo preoccuparmi?

Se il cane pesa più di dieci chili, un quadratino da 5 grammi di cioccolato al latte porta circa 12 mg di teobromina: molto sotto la soglia dei primi sintomi. Se il cane è un chihuahua da due chili, il conto si avvicina già a quella soglia. Il quadratino non è mai il problema: il problema è la tavoletta intera trovata sul tavolo.

Quanto tempo passa prima che si vedano i sintomi?

Dipende dalla sostanza. Lo xilitolo agisce in 30 minuti-2 ore; il cioccolato in 6-12 ore; la cipolla dà anemia dopo 24-72 ore; l’uva porta i segni renali entro 72 ore. Per questo aspettare i sintomi per decidere se chiamare è un errore: per metà di questa lista, quando i sintomi arrivano la finestra utile è chiusa.

Un solo acino d’uva può far male?

In un cane piccolo, sì. La soglia di rischio si considera intorno a un acino ogni 4,5 chili di peso, ma la sensibilità individuale varia molto e ci sono casi documentati di danno renale con quantità minime. Non è un alimento su cui conviene scommettere.

L’aglio in piccole dosi non fa bene ai cani?

No, ed è un mito duro a morire. L’aglio non è un antiparassitario: non tiene lontane zecche né pulci, e appartiene alla stessa famiglia della cipolla, con la stessa capacità di danneggiare i globuli rossi, in dosi 3-5 volte più basse. Dato ogni giorno per mesi, il danno si accumula.

Il cane può mangiare il pane?

Il pane cotto sì, in piccole quantità: è solo calorie in più senza niente di utile. Il problema è l’impasto crudo con il lievito, che continua a lievitare nello stomaco e produce alcol: quello è un caso da veterinario.

Ha mangiato le crocchette del gatto, è tossico?

Non è tossico, è solo sbagliato: il cibo per gatti ha molte più proteine e grassi e, se il cane ne mangia spesso, porta sovrappeso e a volte pancreatite. Un furto occasionale non è un’emergenza.

Su questo decide il veterinario

Un cane che sta male va visitato. Gli stessi sintomi possono avere cause diverse, e per trovare quella giusta servono una visita e a volte degli esami: li può fare solo il medico veterinario. Chiamalo e raccontagli cosa vedi, da quanto dura e cosa è cambiato. Nel dubbio chiamalo lo stesso: anche sentirti dire che puoi aspettare è una risposta.

La dieta la imposta un veterinario nutrizionista

La razione giusta dipende da peso, età, movimento, sterilizzazione e malattie in corso: è un conto su misura, e cambia nel tempo. Per impostare o cambiare l’alimentazione, e ancora di più per una dieta casalinga, fatti seguire da un medico veterinario esperto in nutrizione. Le tabelle che girano in rete danno un ordine di grandezza, non la dose del tuo cane, e una dieta fatta a occhio fa danni che si vedono mesi dopo.

Fonti: Merck Veterinary Manual, capitoli su intossicazione da cioccolato, xilitolo, uva e uvetta, Allium, noci di macadamia, avocado, impasto con lievito e sale; ASPCA Animal Poison Control per l’identificazione dell’acido tartarico come principio tossico di uva e uvetta (2021); Centro Antiveleni di Milano, ospedale Niguarda, per il servizio di consulenza 24 ore. Verificato il 27 agosto 2026.

Anton, autore di dogseteraScritto daAnton S.Pubblicato il 27 agosto 2026Vivo coi cani da sempre e su Dogsetera racconto razze, sport cinofili e vita quotidiana a sei zampe, senza fuffa.