Nella notte fra il 14 e il 15 agosto, a Marsala, un cane da pastore del Caucaso di 5 anni e quasi 70 chili è scappato dal giardino di casa spaventato dai botti. Si chiamava Anatolij, in città lo conoscevano come il gigante buono. È stato ritrovato a terra pochi minuti dopo, in una via del centro, con lesioni compatibili con un investimento. È morto in macchina sulla strada per una clinica di Palermo.
A ucciderlo non sono stati i botti: è stato quello che è venuto dopo, la fuga in strada e un veicolo che non si è fermato. Ma è dai botti che è partito tutto. I botti sono l’unico anello della catena su cui qualcuno poteva intervenire prima.
La sua proprietaria ha presentato un esposto alla Polizia Municipale e il 30 agosto ha reso pubblica una lettera aperta. C’è poi un dato che fa di questa storia una notizia: chi accende petardi sotto le case di un quartiere abitato, senza autorizzazione, rischia un’ammenda fino a 103 euro.
Cosa è successo la notte del 14 agosto

La lettera, pubblicata da LiveSicilia e ripresa da Tp24, la firma Valentina, che vive a Marsala dal maggio 2024 e aveva scelto la casa col giardino grande abbastanza per il suo cane. Anatolij era un cane da pastore del Caucaso nato a Palazzo Adriano, cresciuto in campagna, e in città era diventato un personaggio da bar.
Quel pomeriggio lei era al lavoro, poi è uscita a cena. Al rientro il cane non c’era. Una vicina l’aveva visto in un gruppo Facebook del posto: lo hanno trovato a terra nella zona di corso Calatafimi, circondato da una decina di persone; un uomo ha raccontato che dieci minuti prima camminava tranquillo in piazza Caprera. All’ecografia d’urgenza è comparso liquido nell’addome, molto probabilmente sangue. Durante il trasporto verso Palermo, dove doveva fare una TAC, il cuore ha smesso di battere.
Nella lettera c’è un dettaglio che conta più della cronaca di quella notte: i fuochi, in quel quartiere, non erano un fatto di una notte all’anno. Venivano accesi vicinissimi alla nostra abitazione; pensate che ne vedevamo chiaramente il bagliore in giardino. Accadeva anche la notte, tanto che ormai, ad ogni rumore, mi svegliavo per controllare che stesse bene. Ai fuochi lontani il cane abbaiava; a quelli nel quartiere il suo cuore batteva all’impazzata e, per diverse ore dall’evento, restava in allerta.
Valentina non parla come un’associazione e non ha titoli per pretendere niente: ha scritto la lettera sperando che chi governa dia a questa cosa il peso che ha e prenda le misure che servono. Sulla dinamica dell’investimento sta indagando la Polizia Municipale.
Cosa rischia chi accende i botti e chi non si ferma?
Le norme che riguardano una notte come quella esistono già e sono tre:
La prima riga è una contravvenzione che sta nel Codice penale dal 1930 e il cui importo non è mai stato riallineato a nulla: nella pratica si vede applicata quasi mai, perché per contestarla bisogna che qualcuno sia lì mentre il petardo scoppia.
La seconda riga è la più pesante delle tre in termini di soldi: chi investe un cane ha l’obbligo di fermarsi e di attivarsi per farlo soccorrere, dal 2010.
I Comuni possono vietare i botti?
Sì. Nel 2026 lo stanno facendo uno per uno, mentre a livello nazionale non c’è niente in movimento:
Cosa è cambiato nel 2026
- Milano: il 14 maggio 2026 il Consiglio comunale ha approvato, quasi all’unanimità, una delibera che aggiunge l’articolo 96 al Regolamento di polizia urbana: botti e petardi vietati entro 300 metri da persone e animali, da cliniche, ospedali, case di cura, scuole, ambiti condominiali, abitazioni dei centri abitati e aree verdi destinate agli animali. Sanzione da 50 a 200 euro.
- Battipaglia: a giugno 2026 il Comune ha firmato un’ordinanza con divieto assoluto di uso e di vendita su strada su tutto il territorio comunale, 365 giorni all’anno: non solo Capodanno, non solo le feste.
- Il resto d’Italia: le ordinanze anti-botti che molte città emanano sono quasi tutte tarate su Capodanno. Ad agosto, fra Ferragosto e le feste patronali, il divieto in genere non c’è. È il periodo in cui si spara di più.
Anche dove il divieto arriva, però, l’ordine di grandezza resta quello: le multe comunali stanno fra le decine e le poche centinaia di euro. È la ragione per cui le associazioni, ENPA in testa, da anni si rivolgono ai sindaci e non al legislatore: un’ordinanza si ottiene, una revisione dell’articolo 703 no.
Quanti cani hanno paura dei botti?
Nello studio più ampio sul tema, su 5.257 cani, il 21% mostrava segni forti o molto forti di paura davanti ai fuochi d’artificio. Un cane su cinque. La taglia non c’entra niente: Anatolij pesava quasi 70 chili.
Se il tuo cane è fra questi, il lavoro utile si fa nei mesi in cui non spara nessuno, non la sera dei botti: come si fa, e cosa chiedere al veterinario, sta nella guida sui cani che hanno paura dei rumori.
Fonti: la lettera aperta di Valentina, pubblicata integralmente da LiveSicilia il 30 agosto 2026 e ripresa da Tp24; art. 703 del Codice penale; art. 189, comma 9-bis del Codice della strada; art. 544-bis del Codice penale nella versione della legge 6 giugno 2025, n. 82; delibera del Consiglio comunale di Milano del 14 maggio 2026 (ANSA); ordinanza del Comune di Battipaglia, giugno 2026; L. I. Storengen e F. Lingaas, Noise sensitivity in 17 dog breeds, Applied Animal Behaviour Science, 2015.





