Carlino
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Carlino in breve
Il Carlino, in inglese Pug, è un cane da compagnia di origine cinese classificato dalla FCI fra i molossoidi di piccola taglia. Pesa fra i 6,3 e gli 8,1 chili e per lo standard vale la formula multum in parvo. Il carattere è riassunto in tre parole: grande fascino, dignità e intelligenza. Vive 12-15 anni.
Che cane è il Carlino

Il carlino è uno dei cani più riconoscibili al mondo e uno dei più affettuosi che esistano. È anche, e va detto nella stessa frase, una delle razze su cui oggi si discute di più per questioni di salute.
Viene dalla Cina, è arrivato in Europa sulle navi della Compagnia Olandese delle Indie Orientali e in Olanda è diventato il simbolo dei patrioti realisti. Pesa fra i 6,3 e gli 8,1 chili, e lo standard non indica nemmeno l’altezza.
Il carattere è la sua qualità migliore: equilibrato, di indole allegra e vivace, con quella dignità che il documento FCI gli riconosce e che chi ci vive capisce subito. È fatto per stare con le persone, è ottimo con i bambini e non ha istinti difficili da gestire.
I colori ammessi sono quattro, argento, albicocca, fulvo e nero, con la maschera scura sul muso e la striatura dorsale lungo la schiena. Il nero è arrivato in Occidente solo nel 1877.
La parte che va conosciuta prima di innamorarsi è il respiro. Lo standard aggiornato nel 2023 dice che le narici strette sono inaccettabili e che la piega sul muso non deve mai compromettere la respirazione, e uno studio britannico su oltre quattromila carlini ha misurato quanto il muso corto pesi sulla salute della razza.
Tradotto in pratica: un carlino con le narici aperte e un muso non esasperato può fare una vita del tutto normale, e la differenza la fa quasi tutta la scelta dell’allevamento.
Storia ed origine del Carlino

Lo standard indica la Cina come paese d’origine, dove i cani a muso corto sono sempre stati preferiti. In Europa arriva via mare, con i commercianti della Compagnia Olandese delle Indie Orientali, e lo standard racconta una cosa che nessuno si aspetta da un cane da salotto: sin dal 1500 era molto ammirato in Olanda, dove è diventato il simbolo dei patrioti realisti.
Da lì arriva in Inghilterra al seguito di Guglielmo III, e in Inghilterra prende la forma che conosciamo. La pagina ricostruisce il percorso con la tabella delle tappe e spiega anche la parte meno piacevole: il muso si è accorciato nel tempo, e le stampe dell’Ottocento mostrano carlini con il naso più lungo di quelli di oggi. È un confronto che dice molto sulle conseguenze della selezione estetica. C’è la data del primo club e il percorso del riconoscimento. C’è il ruolo del carlino nella pittura europea. E c’è il quadro italiano di oggi: 6.742 cuccioli registrati in dieci anni, una razza molto diffusa e in netto calo. Se ti piace il carlino, la sua storia spiega anche perché i problemi respiratori siano un tema recente e non antico. Il cane di cinquecento anni fa respirava meglio.
Carattere e descrizione del Carlino

Lo standard lo descrive con tre parole, grande fascino, dignità e intelligenza, e con una formula latina che gli calza a pennello: multum in parvo, molto in poco spazio. Pesa fra i 6,3 e gli 8,1 chili, e lo standard indica solo il peso perché quello che conta è la proporzione, non l’altezza.
I colori ammessi sono quattro: argento, albicocca, fulvo e nero, con il fulvo di gran lunga il più diffuso. Poi c’è il capitolo più importante della pagina, e la cosa notevole è che a scriverlo per primo è stato lo standard stesso: il muso corto e il respiro. Il documento ufficiale mette in guardia contro l’esagerazione e chiede narici aperte e vie aeree libere, il che è un modo per dire che un carlino che rantola non è un carlino tipico. La pagina lo spiega con i dati degli studi recenti. C’è il carattere raccontato per esteso, con quella dignità che sorprende chi lo considera solo simpatico. C’è la salute, con 12-15 anni di vita media e l’elenco onesto dei problemi. C’è il pelo, che perde tutto l’anno. E c’è a chi è adatto. Se vuoi un carlino, questa pagina ti dice come sceglierne uno che stia bene.
Addestramento ed educazione del Carlino

L’addestramento in sé è la parte facile: è un cane intelligente e goloso che vuole stare con te, e con il cibo si ottiene quasi tutto. L’accortezza è scalare i premi dalla razione, perché il peso in questa razza è il tema di salute numero uno. La vera educazione del carlino, dice la pagina, è educazione dell’umano più che del cane.
Il peso viene prima di tutto, e la pagina spiega come tenerlo sotto controllo senza togliere al cane la sua motivazione principale. Poi c’è il caldo: con quel muso il carlino smaltisce male, e le passeggiate d’estate vanno spostate all’alba e alla sera, sempre. Ci sono le regole per le uscite, con la pettorina al posto del collare e i tempi giusti per non farlo affaticare. C’è il capitolo delle attività, perché il carlino non è un cane sportivo ma non è nemmeno un soprammobile: si diverte, impara e partecipa, e il criterio per scegliere è che l’esercizio non lo metta in affanno. Trovi i giochi di naso e le attivazioni mentali, che sono perfette per lui. C’è l’educazione di base, con la testardaggine che esce quando valuta che non gli conviene. Ci sono gli errori tipici, dal premio dato a ogni occhiata alle corse al parco nelle ore sbagliate. E c’è la parte sulle pieghe del muso, da pulire ogni settimana. Se hai un carlino, questa pagina è quella che gli allunga la vita.
Allevamento del Carlino

In Italia il carlino è ancora molto diffuso ma in forte calo: 6.742 cuccioli registrati in dieci anni, con il picco di 877 nel 2021 e appena 477 nel 2024. Gli allevamenti con affisso ENCI sono numerosi, e un cucciolo costa fra i 1.200 e i 2.000 euro. Negli annunci senza pedigree si scende a 500-900 euro, ed è lì che comincia il problema.
In questa razza la scelta dell’allevamento non è una questione di estetica: decide se il tuo cane respirerà bene per dieci anni. La pagina elenca cinque cose da guardare in un cucciolo, e non serve essere esperti: la prima sono le narici, che devono essere aperte e non due fessure. La domanda tecnica da fare all’allevatore è se i riproduttori sono stati sottoposti a una valutazione della funzione respiratoria, un esame che esiste e che i club seri usano. Ci sono le iscrizioni ENCI anno per anno. C’è il mantenimento, con le voci che in questa razza tornano sempre: occhi, pieghe e peso. Ci sono le cautele per l’estate e per i viaggi in aereo, che per i brachicefali sono un capitolo a parte. E c’è la parte sul parto, spesso cesareo. Se vuoi un carlino, questa pagina è la differenza fra un cane che vive bene e uno che passa la vita in affanno.


