Addestramento ed educazione del Carlino

Come si gestiscono il peso, il caldo e le passeggiate di un cane a muso corto

Con il carlino l’addestramento classico è la parte facile: è un cane che vuole stare con te e che per un pezzo di cibo fa quasi tutto. La parte difficile è un’altra, ed è la gestione quotidiana del peso, del caldo e dello sforzo. In questa pagina trovi entrambe.

Sommario

Come si educa un carlino

Carlino che cammina con la pettorina

È un cane intelligente e testardo insieme: capisce subito cosa gli stai chiedendo, poi valuta se la cosa gli conviene. Con il cibo si ottiene praticamente tutto, ed è insieme la buona e la cattiva notizia.

La cattiva notizia è che il carlino ingrassa guardando la ciotola. I premi vanno scalati dalla razione quotidiana, sempre, e conviene usare pezzi piccolissimi: la sua motivazione non dipende dalla dimensione del bocconcino.

Le sessioni funzionano corte, tre o quattro minuti, e sempre in un ambiente fresco. Un carlino che si scalda smette di ragionare, e non perché non voglia.

La prima cosa da comprare, e non è un dettaglio: la pettorina. Il collare su un cane con le vie aeree già strette è una pessima idea. È una regola che vale dal primo giorno e per tutta la vita.

L’altro lavoro da fare presto è la manipolazione: pulire le pieghe del muso, controllare gli occhi, toccare le orecchie. Sono cose che gli farai ogni giorno per quindici anni, e un cane che le accetta volentieri si gestisce infinitamente meglio.

Sulla solitudine: abituarlo per gradi a restare solo va fatto da cucciolo. È una razza che si lega tantissimo e che, se non impara, sviluppa ansia da separazione.

Il peso, il caldo e le passeggiate

Questa è la vera educazione del carlino, ed è educazione dell’umano più che del cane.

Il peso viene prima di tutto. Lo standard definisce l’obesità altamente indesiderabile, e in un cane a muso corto non è una questione estetica: ogni chilo in più peggiora il respiro, carica la schiena e accorcia la vita. Il carlino deve avere una vita visibile dall’alto e le coste che si sentono sotto le dita.

Il caldo è l’altro capitolo. Il carlino disperde calore male, perché lo fa respirando e respirare è la cosa che gli riesce peggio. D’estate si esce presto la mattina e tardi la sera, mai a metà giornata, e in auto non resta mai da solo nemmeno un minuto.

Le passeggiate vanno fatte, e ogni giorno, ma brevi e frequenti: meglio tre uscite da venti minuti che una da un’ora. Un carlino che al ritorno si butta a terra e boccheggia ha fatto troppo, e va detto al veterinario.

Un segnale da imparare a leggere: la lingua. Se durante lo sforzo diventa larga, molto rossa o tendente al bluastro, ci si ferma subito e si va all’ombra. Il colpo di calore in questa razza arriva in fretta e uccide.

Ultima cosa, che sorprende sempre: molti carlini non nuotano. Con quel torace e quel muso, l’acqua è pericolosa. In piscina servono la sorveglianza e, se serve, il salvagente.

Che attività fare con un carlino

Carlino che attraversa un cerchio in un percorso di agility

Il carlino non è un cane sportivo, ma non è nemmeno un soprammobile: si diverte, impara e partecipa. Il criterio per scegliere l’attività è uno solo, tenere il fiato fuori dall’equazione.

Le attività migliori sono quelle di naso e di testa: nose work, ricerca olfattiva, giochi di attivazione mentale. Stancano, si fanno in casa o all’ombra e non chiedono corsa.

Funziona bene anche il rally obedience, che è fatto di esercizi brevi e collaborazione. E c’è chi porta il carlino in agility in versione ricreativa, con ostacoli bassi, poche ripetizioni e pause vere: si può, purché l’istruttore sappia che sta allenando un brachicefalo.

Il carlino è anche uno dei cani più usati nella pet therapy, e il motivo è esattamente il suo carattere: tollerante, paziente, contento delle persone e privo di reazioni brusche.

Da evitare tutto ciò che è resistenza: dog trekking, corsa accanto alla bici, lunghe uscite estive. E da evitare le giornate di gara passate in gabbia al sole, che per lui sono pericolose più della prova.

L’attività quotidiana più utile resta la più semplice: una passeggiata al fresco con il tempo di annusare. Per un cane che fa fatica a correre, il naso è il modo migliore di stancarsi.