La rally obedience (o Rally-O) è l’obbedienza col navigatore: un percorso di cartelli, ognuno con un esercizio da eseguire, che cane e conduttore affrontano in sequenza parlandosi per tutto il tempo. È la porta d’ingresso più allegra al mondo dell’obbedienza sportiva. Cos’è, come funziona e chi può farla.
Sommario:
Cos’è la rally obedience
L’idea è di Charles “Bud” Kramer, giudice e competitore americano di obedience, che intorno al 2000 trasforma gli esercizi di riscaldamento in uno sport a sé: un percorso di stazioni da eseguire in scioltezza, senza la rigidità formale dell’obbedienza classica. L’AKC, il kennel club americano, tiene le prime gare ufficiali il 1° gennaio 2005, e da lì la Rally-O si diffonde in tutto il mondo, Italia compresa.
Come funziona
Il percorso è una sequenza di 10-20 cartelli: ogni cartello indica un esercizio, dal seduto-resta alla giravolta, dagli slalom tra i coni ai cambi di andatura, con difficoltà crescente per classe. Il binomio lo affronta in condotta, cane al fianco, eseguendo ogni stazione nell’ordine.
La differenza rivoluzionaria rispetto all’obbedienza classica: il conduttore può parlare al cane quanto vuole, incoraggiarlo, lodarlo, ripetere i comandi. Il giudice valuta la squadra, non il silenzio: penalità per esercizi sbagliati o saltati, punti pieni per il lavoro fluido e allegro. Un binomio in gara sembra una coppia che balla chiacchierando.
Le gare: dove si svolgono e come sono organizzate
In Italia la Rally-O è organizzata dai circuiti degli enti di promozione sportiva (CSEN e altri), con gare nei centri cinofili di tutto il paese e classi progressive: si parte dalla classe debuttanti col guinzaglio, si sale verso le classi avanzate senza guinzaglio e con gli esercizi più complessi. Esistono categorie per cani anziani e conduttori junior: lo spirito della disciplina è far gareggiare chiunque.
Quali cani sono idonei
Tutti i cani che camminano volentieri accanto al loro umano: razze da lavoro, da compagnia, meticci, senza limiti di taglia né di età. Gli esercizi non hanno impatti fisici, e la progressione per classi permette a ogni binomio di trovare il suo livello. È lo sport perfetto per il cane da famiglia educato che cerca un obiettivo, e per i cuccioloni che devono ancora imparare a stare nel mondo.
È anche il banco di prova ideale prima dell’obbedienza classica: chi arriva dalle classi alte di Rally-O trova metà del lavoro già fatto.
Come iniziare e quanto costa
Basta un corso di educazione di base ben fatto e poi un centro che proponga la disciplina: la condotta al fianco è il prerequisito, tutto il resto si costruisce cartello dopo cartello. I costi sono quelli di un normale corso cinofilo.
Per il gradino successivo c’è l’obedience classica; per chi preferisce i percorsi con gli attrezzi, l’hoopers usa la stessa filosofia inclusiva.
Domande frequenti
Quali cani possono fare rally obedience?
Tutti i cani che camminano volentieri accanto al loro umano: razze da lavoro, da compagnia e meticci, senza limiti di taglia né di età. Gli esercizi non hanno impatti fisici e le classi permettono a ogni binomio di trovare il suo livello.
Come funziona un percorso di rally obedience?
Da 10 a 20 cartelli, ognuno con un esercizio, da fare in condotta. La regola che la distingue dall’obedience classica è che al cane si può parlare per tutto il percorso.
Quanto costa e da dove viene?
I costi sono quelli di un normale corso cinofilo, indicativamente 10-20 euro a lezione di gruppo. La disciplina l’ha ideata Bud Kramer attorno al 2000; la prima gara ufficiale americana è del 1° gennaio 2005.
Prima di cominciare, due persone da sentire
Prima di iscriverti a uno sport cinofilo porta il cane a una visita veterinaria di idoneità: salti e carichi non si chiedono a un cane ancora in crescita o con un problema articolare che nessuno ha ancora visto. Poi cerca un istruttore cinofilo qualificato della disciplina e comincia sotto i suoi occhi, anche se di esercizi in rete ne trovi a decine: una tecnica sbagliata fa male al cane prima ancora che al risultato.
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