Mastino Napoletano

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Il Mastino Napoletano in breve

Il Mastino Napoletano è una razza italiana nata in Campania: 65-75 centimetri nei maschi per 60-70 chili, con la pelle abbondante che sulla testa forma le rughe che lo rendono inconfondibile. Lo standard lo descrive forte e leale, non ingiustificatamente aggressivo o mordace, e vigile, intelligente, nobile e maestoso. In casa è tranquillo e dorme molto, con gli estranei è diffidente per selezione. Il capitolo più importante è però un altro: vive 7-9 anni, fra le vite più corte in assoluto.

TagliaGigante
Altezza al garreseMaschi 65-75 cm, femmine 60-68
PesoMaschi 60-70 kg, femmine 50-60
Vita media7-9 anni: fra le più corte in assoluto
MantoPelo corto, raso e uniforme; pelle abbondante con rughe e pieghe sulla testa
ColoriGrigio, piombo, nero, bruno, fulvo e cervato, tutti anche tigrati
Livello di energiaBasso: cammina, non corre
Adatto aChi ha spazio, esperienza coi molossi e conto in banca per il veterinario

La pelle del Mastino Napoletano: quello che le foto non dicono

Testa di Mastino Napoletano

La pelle è la caratteristica che definisce questa razza. Lo standard la descrive abbondante su tutto il corpo, particolarmente sulla testa dove forma numerose rughe e pieghe, con una piega tipica che scende dall’angolo esterno della palpebra all’angolo labiale.

È quello per cui il Mastino viene scelto, ed è giusto che sia detto anche cosa comporta, perché questa è l’informazione che nelle foto non c’è.

Le pieghe vanno asciugate e controllate ogni settimana, per tutta la vita del cane: trattengono umidità, saliva e sporco, e sono il posto ideale per le dermatiti. Non è pelo da spazzolare, visto che il pelo è corto e raso: è pelle da curare.

E la pelle abbondante intorno all’occhio porta con sé i due problemi più tipici della razza: l’entropion, cioè la palpebra rivoltata verso l’interno con le ciglia che sfregano sulla cornea, e l’ectropion, la palpebra cadente che espone la congiuntiva. Entrambi sono dolorosi e spesso richiedono la chirurgia.

Da qui una regola che vale al momento di scegliere un cucciolo: più rughe non vuol dire più bello. Lo standard chiede pelle abbondante, non un cane sommerso dalle pieghe, e un allevatore serio seleziona anche in direzione opposta all’esagerazione.

Insieme a questo va messa l’altra informazione onesta su questa razza: la vita media di 7-9 anni, con la displasia dell’anca fra le più alte di tutte le razze. Chi sceglie un Mastino Napoletano deve saperlo prima. Però chi lo ha avuto racconta quasi sempre la stessa cosa: che ne rifarebbe uno.

Storia ed origine del Mastino Napoletano

Primo piano del muso di un Mastino Napoletano

L’origine è italiana, e più precisamente campana: il Mastino discende dai grandi molossi da guardia del Mediterraneo e nella campagna napoletana ha vissuto per secoli come cane di masseria, legato alla casa e alla famiglia. Conviene diffidare delle ricostruzioni che lo fanno discendere in linea diretta dai molossi delle legioni: il tipo è antico, la continuità documentata no.

La storia moderna comincia nel 1946, quando a un’esposizione a Napoli si decise di riunire i pochi soggetti superstiti e ricostruire la razza. È per questo che un cane percepito come antichissimo è, come razza registrata, giovanissimo. Ed è anche il motivo di una base genetica ristretta che la razza si porta dietro.

Oggi in Italia il declino è lento e costante: da 741 cuccioli nel 2016 a 399 nel 2024, il 44% in meno in dieci anni. Gli allevamenti con affisso sono 36 e 19 sono in Campania: oltre la metà. Nessun’altra razza italiana è rimasta così legata alla sua terra.

Carattere e descrizione del Mastino Napoletano

Mastino Napoletano grigio di profilo

I maschi misurano 65-75 centimetri per 60-70 chili, le femmine 60-68 per 50-60. Il tratto che definisce la razza è la pelle abbondante su tutto il corpo, che sulla testa forma numerose rughe e pieghe: quella tipica scende dall’angolo esterno della palpebra all’angolo labiale. Sono pieghe da curare tutta la vita, e più rughe non vuol dire più bello.

I colori sono più di quanti si creda: grigio, piombo e nero, ma anche bruno, fulvo e cervato, e lo standard aggiunge che tutti possono avere striature tigrate. Il pelo è corto e raso: quello che va curato non è il pelo, è la pelle.

Sul carattere lo standard è netto e smonta metà delle leggende: forte e leale, non ingiustificatamente aggressivo o mordace, sempre vigile, intelligente, nobile e maestoso. Non è un cane che attacca, è un cane che sta: la sua difesa è la presenza. In casa è tranquillo e affettuoso, con gli estranei diffidente per selezione.

Addestramento ed educazione del Mastino Napoletano

Mastino Napoletano in ambiente domestico

La regola dei giganti vale qui più che altrove: quello che non insegni a venti chili non lo correggi a settanta. L’educazione si fa nei primi mesi, con coerenza più che con severità. Il Mastino è intelligente ma valuta: non lavora per il gusto di lavorare, e i metodi coercitivi su settanta chili sono, oltre che sbagliati, poco intelligenti.

La socializzazione non è opzionale. La diffidenza verso gli estranei fa parte della razza e non va corretta, ma va incanalata esponendo il cucciolo a persone, luoghi e cani equilibrati: serve a fargli imparare a valutare invece di reagire. Attenzione particolare ai rapporti fra maschi.

Sulle attività, questo è un cane che cammina, non corre: passeggiate regolari a passo suo, niente sport intensi, e nel primo anno e mezzo niente salti né scale né corse su superfici dure. D’estate si esce all’alba e alla sera: muso corto, mole enorme e pelle abbondante lo rendono pessimo nel dissipare il calore.

Allevamento del Mastino Napoletano

Mastino Napoletano presentato in stand

Un cucciolo con pedigree ENCI costa fra i 1.000 e i 2.000 euro, ma su questa razza il prezzo d’acquisto è la voce meno importante: il mantenimento di un cane da settanta chili viaggia sui 150-250 euro al mese, e va moltiplicato per una decina d’anni. La razza scende da dieci anni, dai 741 cuccioli del 2016 ai 399 del 2024, con 36 allevamenti con affisso.

Su questo cane i controlli non sono un plus, sono la condizione minima. Il primo sono le radiografie ufficiali di anca e gomito di entrambi i genitori. Il secondo riguarda gli occhi, perché le palpebre di questa razza sono un capitolo di salute serio e ricorrente. La pagina elenca tutto e spiega come leggere i referti. Ci sono le iscrizioni ENCI anno per anno, con una discesa lenta che non si è mai fermata. C’è l’avvertimento sugli annunci senza pedigree, che in un molossoide di questa mole significa comprare alla cieca. Ci sono le domande sulla pelle e sulle pieghe. C’è la parte sulla vita media, che è breve e va saputa prima. E c’è a chi è adatto, che con settanta chili di cane è una lista corta. Se vuoi un Mastino Napoletano, la pagina ti mette davanti il conto vero.

Alimentazione

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Attività di un Mastino Napoletano

icona Dog trekking attività cinofila

Dog Trekking

icona Nose Work attività cinofila

Nose Work