Addestramento ed educazione del Mastino Napoletano

Settanta chili si educano prima, non si contengono dopo

Il Mastino Napoletano non è un cane difficile da gestire perché è ribelle: è difficile da gestire perché pesa settanta chili e perché decide. Qui trovi come si imposta, quanto conta la socializzazione e che attività servono a un cane che non corre.

Sommario

Come si educa un Mastino Napoletano

Mastino Napoletano su un prato

Il punto di partenza è una frase che vale per tutti i giganti ma per questa razza in modo particolare: quello che non insegni a venti chili non lo correggi a settanta. L’educazione del Mastino si fa nei primi mesi, quando il cucciolo si può ancora gestire fisicamente.

Lo standard lo definisce intelligente, e lo è. Ma è l’intelligenza dei molossi da guardia: capisce cosa gli chiedi e valuta se ha senso. Non lavora per il gusto di lavorare come un cane da pastore, e chi si aspetta quel tipo di disponibilità resta spiazzato.

Serve quindi coerenza più che severità: regole poche, chiare e uguali per tutti in famiglia. I metodi coercitivi su un cane di questa mole e di questa selezione sono, oltre che sbagliati, semplicemente poco intelligenti: non si vince una prova di forza con settanta chili.

Le priorità pratiche sono due. La condotta al guinzaglio, che va costruita presto perché un Mastino che tira è ingestibile per chiunque non sia un atleta. E la gestione della soglia di casa: chi entra, come si accoglie, dove sta il cane quando arriva un ospite.

La socializzazione, che su questa razza non è opzionale

Il Mastino Napoletano è diffidente con gli estranei per selezione, e questo non va corretto: fa parte della razza. Ma va incanalato, e l’unico modo è l’esposizione precoce e graduale al mondo.

Nei primi mesi il cucciolo deve incontrare persone diverse, rumori, superfici, luoghi, altri cani equilibrati. Non per diventare socievole con tutti, cosa che non sarà mai, ma per imparare a valutare invece di reagire. Un Mastino che ha visto il mondo da cucciolo è un adulto sicuro di sé, e un cane sicuro di sé è un cane che non ha bisogno di dimostrare niente.

L’attenzione maggiore va ai rapporti fra maschi, dove la tolleranza è storicamente bassa. Anche qui la socializzazione da cucciolo fa la differenza fra una convivenza gestibile e una situazione impossibile.

Su un cane di questa mole e con questa funzione, il consiglio di rivolgersi a un educatore esperto in molossi nei primi mesi non è una precauzione eccessiva: è la scelta più economica che si possa fare.

Che attività fa un cane che non corre

Il Mastino Napoletano ha un livello di energia basso: cammina, non corre. Non è un cane da sport cinofili, e forzarlo su attività intense è dannoso oltre che inutile.

Mastino Napoletano in casa

Quello che gli serve sono passeggiate regolari a passo suo, tutti i giorni, per tenere il peso sotto controllo e mantenere le articolazioni in movimento. Il peso, in una razza con questa incidenza di displasia, è la prima medicina.

Nel primo anno e mezzo vale la regola dei cani giganti, ed è forse la cosa più importante di questa pagina: niente salti, niente scale ripetute, niente corse su superfici dure, niente giochi che sollecitino le articolazioni. Le ossa crescono per molto tempo, e i danni fatti in quei mesi restano per la vita.

Sul piano mentale bastano cose semplici: esercizi di calma, ricerca olfattiva di bocconcini in giardino, giochi di attivazione tranquilli. Un Mastino appagato è un Mastino che dorme accanto a te, non uno che si è stancato correndo.

E una nota stagionale che è anche una questione di sicurezza: d’estate questo cane va fatto uscire all’alba e alla sera. Muso corto, mole enorme e pelle abbondante lo rendono pessimo nel dissipare il calore, e un colpo di calore in un cane così grande è un’emergenza vera.