Storia ed origine del Mastino Napoletano

Una razza italiana, la Campania e la ricostruzione del dopoguerra

Il Mastino Napoletano è uno dei cani italiani più antichi nell’immaginario e uno dei più recenti come razza ufficiale. Qui trovi da dove viene, chi lo ha ricostruito nel dopoguerra e perché oggi in Italia ne nascono la metà rispetto a dieci anni fa.

Sommario

Da dove viene il Mastino Napoletano

Mastino Napoletano maschio adulto

L’origine è italiana, e più precisamente campana. Lo standard FCI attribuisce la razza all’Italia e la colloca fra i cani da guardia e da difesa.

Il Mastino discende dai grandi molossi da guardia diffusi nel bacino del Mediterraneo, e nella campagna napoletana ha vissuto per secoli come cane di masseria: legato alla proprietà, alla casa, alla famiglia. Non era un cane da caccia né da lavoro sul bestiame: era il cane che stava, e la cui sola presenza bastava.

È utile diffidare delle ricostruzioni troppo precise che lo fanno discendere in linea diretta dai molossi delle legioni romane. Che il tipo morfologico sia antico è certo; che ci sia una continuità documentata di duemila anni non lo è.

Quello che è documentato è che nella prima metà del Novecento questi cani esistevano ancora nell’entroterra campano, ma senza nessuna selezione organizzata, e che la guerra li aveva ridotti a pochissimi soggetti sparsi.

La ricostruzione della razza nel dopoguerra

La storia moderna del Mastino Napoletano comincia nel 1946, a un’esposizione canina a Napoli, quando alcuni di questi cani vennero notati e si decise di riunirli e di provare a ricostruire una razza a partire dai soggetti superstiti.

Mastino Napoletano a un’esposizione

Il lavoro fu quello classico delle ricostruzioni del dopoguerra: raccogliere i soggetti sopravvissuti nelle campagne, fissare un tipo, scrivere uno standard. Il riconoscimento ufficiale arrivò pochi anni dopo, ed è per questo che una razza percepita come antica è in realtà, come razza registrata, giovanissima.

Su questa base va detta anche la parte critica, perché riguarda la salute dei cani di oggi: una ricostruzione partita da pochi soggetti significa una base genetica ristretta, e in decenni di selezione la tendenza a esagerare la pelle e la mole ha aggravato problemi che oggi la razza si porta dietro.

Lo standard vigente descrive le orecchie piccole e triangolari nella loro forma naturale. In Italia il taglio delle orecchie e della coda è vietato: chi ha in mente il Mastino dalle orecchie tagliate delle vecchie fotografie sta ricordando una pratica che non esiste più.

Il Mastino Napoletano in Italia oggi

I numeri raccontano un declino lento e costante, e non un crollo improvviso: si passa da 741 cuccioli nel 2016 ai 399 del 2024. Un calo del 44% in dieci anni, praticamente ininterrotto anno dopo anno.

Sono 5.298 Mastini iscritti nel decennio. Le ragioni sono probabilmente quelle di tutti i molossi giganti: costi di mantenimento, spazio richiesto, spese veterinarie e una vita media breve che pesa sulle scelte delle famiglie.

Gli allevamenti con affisso ENCI sono 36, ed è la loro distribuzione a dire qualcosa: 19 su 36 sono in Campania, cioè oltre la metà. Nessun’altra razza italiana ha una concentrazione regionale così forte, ed è la prova che il Mastino è rimasto un cane profondamente legato alla sua terra.

Per chi cerca un cucciolo la conseguenza è pratica: la scelta vera è quasi tutta lì, e conviene mettere in conto un viaggio piuttosto che accontentarsi di quello che si trova vicino casa.