Sa riconoscere gli altri cani come cani, di qualunque razza, dal chihuahua all’alano, e li riconosce anche in foto e in video. Il suo cervello li tratta in modo diverso da come tratta noi, e la voce di un altro cane gli fa più effetto di quella di una persona.

Se poi il cane si metta lui stesso fra i cani, cioè se sappia di essere uno di loro, nessuno studio lo può dire: è una domanda che non si riesce a fargli.

Sommario:

Il cane riconosce un cane di un’altra razza?

Fra tutti gli animali domestici il cane è quello con più forme diverse: un pechinese e un levriero sembrano quasi due specie. Per vedere se il cane li mette comunque insieme, nel 2013 un gruppo di ricercatori francesi della scuola veterinaria di Alfort e dell’Università di Lione ha addestrato nove cani di casa a scegliere un’immagine fra due su uno schermo, con il clicker e i premi.

Poi ha mostrato ai cani tante coppie di foto di teste. Da una parte c’erano cani di razze diverse e meticci, dall’altra altri mammiferi, uomo compreso. Tutti e nove i cani hanno messo tutte le foto di cani nello stesso gruppo. Gli autori concludono che il cane riconosce un altro cane dalla sola testa, malgrado le differenze fra le razze.

Nove cani sono pochi, e l’articolo intero non è aperto: ne abbiamo letto il riassunto. Ma il risultato va nella stessa direzione degli studi che sono venuti dopo.

Il cane riconosce un cane in un video?

Una foto a uno schermo però non è un cane vero, e il cane potrebbe aver imparato a scegliere le forme senza sapere cosa rappresentano. Nel 2021 l’Università di Padova ha provato a vedere se il cane riconosce un cane in un video senza addestrarlo prima.

I cani erano 32, e nessuno conosceva mucche, cavalli o rane. Il cane stava seduto fra le gambe del padrone davanti a un grande schermo. Prima sentiva un suono, un abbaio oppure il gracidio di una rana, poi sullo schermo passava un animale a grandezza naturale: un cane, oppure una mucca o un cavallo rimpiccioliti alla taglia del cane.

Cosa sentiva e poi vedevaCome reagiva il cane
Abbaio, poi un caneNessuna sorpresa: guardava da dove era entrato
Abbaio, poi una mucca o un cavalloSorpreso: fissava a lungo lo schermo
Gracidio, poi un caneSorpreso: fissava a lungo lo schermo

Il metodo misura la sorpresa: un animale fissa più a lungo una cosa che non si aspettava. Abbaio e cane andavano d’accordo, e il cane spettatore si girava a guardare da dove era arrivato quel cane, come per capire chi fosse. Le altre coppie non tornavano. In più, il cane seguiva con lo sguardo il cane del video fino all’uscita più di quanto seguisse la mucca o il cavallo.

Secondo gli autori è la prima prova che il cane riconosce un altro cane in un video. Va detto che il video era in bianco e nero, grande e a grandezza naturale: non è la stessa cosa del televisore di casa, anche perché il cane vede i colori a modo suo, come abbiamo raccontato in i cani vedono i colori.

E il gatto di casa, lo riconosce?

Nel 2023 lo stesso gruppo di Padova ha rifatto la prova con i gatti. I cani erano 64: la metà viveva con un gatto, l’altra metà non ci aveva mai vissuto. Sentivano un miagolio o un abbaio, poi vedevano un gatto o un cane.

Questa volta nessuna sorpresa: un miagolio seguito da un cane, o un abbaio seguito da un gatto, non facevano effetto. I cani, quindi, il gatto del video non l’avevano riconosciuto. E non l’avevano riconosciuto neanche quelli che col gatto ci vivono tutti i giorni.

Gli autori propongono due spiegazioni. La prima è che un cane conosce di solito un gatto solo, o pochi, e non basta per farsi un’idea di «gatto» in generale. La seconda è che forse non ha incontrato gatti da cucciolo, nelle settimane in cui impara chi sono gli altri: è la finestra della socializzazione, che si chiude presto. Di cani, invece, ne incontra fin dalla nascita, a cominciare dalla madre e dai fratelli.

Il cervello del cane distingue un cane da una persona?

Nel 2020 un gruppo di Budapest e di Città del Messico ha messo 20 cani svegli e 30 persone nella risonanza magnetica e ha mostrato a tutti gli stessi brevi video: facce di uomini e di cani sconosciuti, e le loro nuche, cioè la testa vista da dietro.

Nel cervello del cane c’è una zona, da tutti e due i lati, che risponde di più ai cani che agli uomini. Non c’è invece nessuna zona che risponda di più alla faccia che alla nuca. Nell’uomo succede il contrario: le zone che preferiscono le persone preferiscono anche le facce. Per il cervello del cane, in altre parole, un cane è un cane anche visto di spalle, e conta prima la specie della faccia. Gli autori ricordano che il cane, per capire cosa vuole un altro animale, guarda più il corpo intero che la faccia, e infatti è con il corpo che parla, come abbiamo raccontato nel linguaggio del corpo del cane.

Anche con le voci il cane mette i suoi simili davanti a tutti. In uno studio del 2026, sempre a Budapest, 40 cani si abituavano a un fruscio e poi sentivano un suono nuovo: versi di cane, voce umana, versi di scimpanzé o un violino. Ai versi di cane reagivano più che alla voce umana e a quelli dello scimpanzé. Fra la voce umana e i versi dello scimpanzé, invece, non c’era differenza, anche se la voce umana il cane la sente tutti i giorni. Come riconosca la voce del suo padrone in mezzo alle altre l’abbiamo raccontato in il cane riconosce la voce del padrone.

Il cane pensa di essere umano?

Nessuno di questi studi dice che il cane si creda una persona, o che scambi noi per cani. Dicono il contrario: il suo cervello ci tratta da specie diversa. Ma una specie diversa con un posto speciale.

Lo mostra uno studio dell’Emory University di Atlanta, del 2015, fatto con il naso. Dodici cani svegli nella risonanza hanno annusato cinque odori: il proprio, quello di una persona di casa, di uno sconosciuto, di un cane di casa e di un cane sconosciuto. La zona del cervello che riceve gli odori rispondeva a tutti allo stesso modo. Il nucleo caudato, una zona legata all’attesa di qualcosa di bello, rispondeva di più all’odore della persona di casa. E non era la persona che in quel momento stava accanto al cane: il cane la riconosceva solo dall’odore.

Il cane sa di essere un cane lui stesso?

Riconoscere gli altri cani è una cosa. Sapere di essere uno di loro è un’altra, e qui gli studi si fermano, perché per misurarlo bisognerebbe che il cane si mettesse da solo nella categoria, e non c’è un modo di chiederglielo.

Quello che si è provato a misurare è se il cane riconosca sé stesso. La prova classica è quella dello specchio, che il cane non supera, e c’è chi l’ha rifatta con gli odori al posto dell’immagine. Si è misurato anche quanto il cane sappia del proprio corpo, per esempio che deve scendere dal tappetino su cui sta in piedi se il gioco da portare al padrone ci è attaccato. È tutto in il cane si riconosce allo specchio.

Domande frequenti

Il cane pensa che siamo cani?

Gli studi dicono di no. Nel cervello del cane c’è una zona che risponde di più ai cani che agli uomini, e ai versi di cane reagisce più che alla voce umana. Ma l’odore della persona di casa accende la zona legata alle cose belle più dell’odore di un cane di casa.

Il cane riconosce un cane di un’altra razza?

Sì. In uno studio francese del 2013 nove cani hanno messo nello stesso gruppo le foto di teste di cani di tante razze diverse e di meticci, separandole da quelle di altri animali e dell’uomo.

Il cane riconosce i cani in televisione?

Uno studio di Padova del 2021 ha visto che il cane riconosce un cane in un video, quando l’animale è proiettato grande e a grandezza naturale e l’abbaio è coerente con quello che si vede. Sul televisore di casa non ci sono studi.

Un cane cresciuto con i gatti si crede un gatto?

Non c’è uno studio che lo dica. Nello studio di Padova del 2023 i cani che vivevano con un gatto non lo riconoscevano in un video, esattamente come quelli che non ci avevano mai vissuto.

Il cane si riconosce allo specchio?

No, ma la prova dello specchio è pensata per animali che usano soprattutto la vista. Trovi gli esperimenti rifatti con gli odori in il cane si riconosce allo specchio.

Il cane riconosce il verso di un altro cane?

Sì, e gli dà più importanza che alla voce umana. In uno studio del 2026 i cani hanno reagito ai versi di cane più che alla voce umana e ai versi di scimpanzé.

Fonti. D. Autier-Dérian, B. L. Deputte, K. Chalvet-Monfray, M. Coulon e L. Mounier, «Visual discrimination of species in dogs (Canis familiaris)», Animal Cognition 16, pp. 637-651, 2013, riassunto. P. Mongillo, C. Eatherington, M. Lõoke e L. Marinelli, «I know a dog when I see one: dogs (Canis familiaris) recognize dogs from videos», Animal Cognition 24, pp. 969-979, 2021, letto per intero. M. Lõoke, C. Guérineau, A. Broseghini, L. Marinelli e P. Mongillo, «Meowing dogs: can dogs recognize cats in a cross-modal violation of expectancy task (Canis familiaris)?», Animal Cognition 26, pp. 1335-1344, 2023, riassunto. N. Bunford, R. Hernández-Pérez, E. B. Farkas, L. V. Cuaya, D. Szabó, Á. G. Szabó, M. Gácsi, Á. Miklósi e A. Andics, «Comparative Brain Imaging Reveals Analogous and Divergent Patterns of Species and Face Sensitivity in Humans and Dogs», Journal of Neuroscience 40, pp. 8396-8408, 2020. T. Faragó, K. Surányi, F. Bensaali-Nemes, E. Ferrando, Z. Szatlószki e A. Andics, «Dogs tuned to conspecific vocalizations: behavioral evidence for a voice processing preference», Animal Cognition 29, 2026. G. S. Berns, A. M. Brooks e M. Spivak, «Scent of the familiar: an fMRI study of canine brain responses to familiar and unfamiliar human and dog odors», Behavioural Processes 110, pp. 37-46, 2015, riassunto.

Anton, autore di dogseteraScritto daAnton S.Pubblicato il 3 ottobre 2026Vivo coi cani da sempre e su Dogsetera racconto razze, sport cinofili e vita quotidiana a sei zampe, senza fuffa.