Il cane che protegge le pecore dal lupo non lo caccia e non lo insegue: vive in mezzo al gregge, lo considera suo, e quando arriva un predatore si mette fra lui e le pecore. In Italia il cane per questo lavoro è il pastore abruzzese maremmano, e i progetti per la convivenza con il lupo lo consigliano perché nel nostro paese ne esistono linee da lavoro.
Ma la razza da sola non basta. Un maremmano diventa un buon cane da guardiania solo se cresce fra le pecore fin da cucciolo, e un maremmano cresciuto male può diventare un problema per le persone che passano. È quello che racconta, senza nascondere niente, il progetto che fra il 2015 e il 2018 ha portato 34 di questi cani nelle aziende del nord Italia.
Sommario:
Cane da guardiania e cane da conduzione non sono la stessa cosa
Nel mondo dei pastori i cani fanno due lavori diversi, e la differenza spiega tutto il resto. I cani da conduzione, come il border collie o il pastore bergamasco, muovono il gregge: lo radunano, lo spingono, lo portano dove vuole il pastore, e il loro punto di riferimento è lui. I cani da protezione come il maremmano non muovono niente. Stanno con le pecore giorno e notte e le difendono.
Una guida per gli allevatori scritta per il progetto Pasturs, nelle Alpi bergamasche, lo dice così: mentre i cani da conduzione riconoscono come padrone il pastore, i cani da protezione «appartengono al gregge», lo considerano il loro branco e il loro territorio. Nel 2022 uno studio genetico su 158 cani di quattro razze italiane da guardiania e cinque da conduzione ha trovato le differenze anche nel DNA, nei geni legati alla taglia, ai muscoli e perfino alle orecchie: pendenti nei guardiani, dritte nei conduttori.
Come si cresce un cane da guardiania
L’attitudine a difendere il gregge è in parte ereditaria, ma va costruita. Il rapporto finale del progetto LIFE WolfAlps scrive che è preferibile che i cani nascano direttamente in campagna, a contatto con pecore e capre, perché il legame con il gregge si forma nei primi mesi. La guida Pasturs aggiunge le regole pratiche:
- il cucciolo cresce dentro il gregge, con un recinto suo nella stalla da cui vede e tocca le pecore;
- meglio due cuccioli insieme, o un cucciolo accanto a un cane adulto, perché devono imparare anche a stare con i loro simili;
- il padrone lo chiama, lo accarezza e poi lo rimanda dalle pecore: il cane deve fidarsi di lui ma restare con il gregge;
- impara presto i comandi di base, a farsi toccare anche mentre mangia e a camminare al guinzaglio;
- il recinto elettrico lo scopre da cucciolo, così impara a rispettarlo.
Nel progetto WolfAlps quasi tutti i cani, 30 su 34, sono stati consegnati agli allevatori fra i tre mesi e mezzo e gli otto, alla fine del periodo in cui si socializzano, e ogni allevatore firmava un impegno a gestirli secondo le indicazioni del veterinario.
Perché in Italia si usa il maremmano
In Europa e in Asia le razze da guardiania sono decine, dal pastore dei Pirenei al kangal turco, e uno studio genetico del 2024 su 304 di questi cani ha trovato che hanno antenati diversi e che si sono mescolati seguendo le migrazioni del bestiame. Non c’è quindi un «cane da guardiania» unico, ma famiglie diverse nate per lo stesso lavoro.
In Italia la scelta cade sul maremmano per ragioni concrete. È la razza di casa, e il progetto WolfAlps lo consiglia perché ne esistono buone linee da lavoro, cioè allevamenti che selezionano i cani per il gregge e non per le esposizioni. Ed è un cane considerato misurato verso le persone: la guida Pasturs cita dei test su circa novanta maremmani fra Abruzzo e Molise, secondo cui con il pastore presente i cani restavano tranquilli con gli estranei, e in sua assenza si mettevano fra il gregge e lo sconosciuto senza attaccare, finché quello restava a qualche decina di metri. Nel 2025 in Italia ne sono nati 871 con il pedigree.
Quanto funziona il cane da guardiania
Chi alleva pecore dove c’è il lupo lo dà per scontato, ma le prove misurate sono poche. Nel 2017 un gruppo di ricercatori europei ha passato in rassegna tutto quello che era stato pubblicato fra il 1990 e il 2016 sui modi di difendere il bestiame dai grandi predatori: solo 21 studi, il 3,7% del totale, erano costruiti con un confronto fra greggi protette e greggi non protette.
Sui cani da guardiania quelli abbastanza solidi erano cinque, e quattro trovavano un rischio più basso con i cani. Il più netto, negli Stati Uniti, riguarda i coyote.
La tabella va letta così: dove senza cani si perdevano cento agnelli al pascolo aperto, con i cani se ne perdevano otto. Nel quinto studio le perdite erano aumentate, ma solo perché il gregge era diviso in due e le pecore uccise stavano tutte nella parte senza cane. Sul lupo europeo studi così mancano quasi del tutto, e per questo i progetti italiani consigliano di usare i cani insieme alle recinzioni elettriche, non al loro posto.
Quando il cane da guardiania diventa un problema
Il rapporto del progetto WolfAlps ha un capitolo che si intitola «Principali problemi comportamentali», e non lo addolcisce. Nell’estate del 2017, in Veneto, due cani di due allevatori diversi hanno morso due persone estranee mentre erano al pascolo con il gregge, prima che agli allevatori venisse affiancato un veterinario esperto in comportamento. Uno aveva un problema di aggressività legata al territorio, e con il lavoro è migliorato. In un’altra coppia di fratelli la causa era la paura, per una socializzazione insufficiente con le persone e una gestione carente, e il maschio è peggiorato al punto che il veterinario ha chiesto di non usarlo più per il bestiame. Altri tre cani hanno avuto problemi di gioco troppo rude con gli agnelli.
È la ragione per cui questi cani non si mettono in un pascolo e si lasciano lì. Il rapporto scrive che, se non è inserito bene nel contesto in cui lavora, il cane da guardiania da risorsa diventa un nuovo problema, soprattutto nel nord Italia, dove i pascoli sono frammentati e i sentieri pieni di gente. Per la legge, ricorda lo stesso rapporto, i cani da pastore al lavoro con il gregge possono stare senza guinzaglio e senza museruola.
Cosa fare se incontri un gregge con i cani
Le indicazioni per chi cammina in montagna le hanno raccolte il progetto Pasturs e altre tre associazioni nel sito caniprotezionebestiame.it, che accompagna un cartello unico per i pascoli con i cani. In ordine, dalla scelta più sicura:
- se puoi, aggira il gregge, oppure aspetta che si sposti, o torna indietro e cambia itinerario;
- se c’è il pastore, o un numero di telefono sul cartello, chiedi a lui come passare;
- non avvicinarti ai cani né alle pecore, non toccarli e non dare da mangiare ai cani;
- non urlare, non agitare le braccia, non lanciare sassi o bastoncini e non fissare i cani negli occhi;
- in bici scendi e cammina tenendo la bici fra te e i cani; in moto spegni il motore e fai lo stesso; non attraversare il pascolo di corsa;
- se hai il tuo cane, informati prima sui pascoli con i cani da protezione e non lasciarlo libero: un incontro ravvicinato fra i due va evitato del tutto;
- se ci sono cancelli richiudili, e i recinti elettrici non si aprono mai.
Il cane che abbaia restando vicino al gregge sta facendo il suo lavoro: segnala che sei arrivato.
Domande frequenti
Che cane si usa contro il lupo in Italia?
Il pastore abruzzese maremmano. I progetti per la convivenza con il lupo lo consigliano perché in Italia ci sono linee da lavoro selezionate per il gregge, e perché è un cane da protezione che vive con le pecore e non un cane da conduzione.
Il maremmano uccide il lupo?
Il suo lavoro non è cacciarlo. Il cane da guardiania si mette fra il predatore e il gregge, abbaia e lo tiene lontano; secondo la guida per gli allevatori del progetto Pasturs, in caso di attacco i cani più forti vanno avanti e gli altri restano fra le pecore.
Un maremmano da guardiania può vivere in casa?
Un maremmano da lavoro cresce con il gregge e vive con le pecore. La razza può vivere anche in famiglia, ma chiede spazio all’aperto e un’educazione attenta, e resta un cane da guardia.
I cani da guardiania sono pericolosi per gli escursionisti?
Di solito abbaiano e si mettono fra la persona e il gregge senza attaccare. I problemi nascono con cani cresciuti o gestiti male: nel progetto WolfAlps, nel 2017, due cani hanno morso due persone prima che agli allevatori venisse affiancato un veterinario comportamentalista. Se puoi aggira il gregge, non avvicinarti e non correre.
Quanto costa mantenere un cane da guardiania?
Le stime citate dal progetto WolfAlps sono di circa 850 dollari l’anno per cane negli Stati Uniti e 906 in Svizzera.
Fonti. LIFE WolfAlps, azione C2, «I sistemi di prevenzione nelle aree di nuova ricolonizzazione da parte del lupo», rapporto finale, letto per intero. Progetto Pasturs, «Il cane da pastore abruzzese. Guida per l’allevatore», 2018, letta per intero (i test sui maremmani di Abruzzo e Molise sono citati dalla guida). A. Eklund, J. V. López-Bao, M. Tourani, G. Chapron e J. Frank, «Limited evidence on the effectiveness of interventions to reduce livestock predation by large carnivores», Scientific Reports 7, 2097, 2017, letto per intero. A. Bionda e altri, «Selection Signatures in Italian Livestock Guardian and Herding Shepherd Dogs», Veterinary Sciences 10, 3, 2022, e D. Coutinho-Lima e altri, «Multiple ancestries and shared gene flow among modern livestock guarding dogs», iScience 27, 110396, 2024 (letti i riassunti). I cuccioli iscritti sono dell’ENCI. Le indicazioni per gli escursionisti vengono da caniprotezionebestiame.it, «Come comportarsi», letto il 25 settembre 2026.
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