Non come noi. Gli esperimenti fatti finora non hanno mai mostrato un cane che conta uno, due, tre. Quello che i cani hanno è un senso della quantità: tra due mucchietti di cibo capiscono qual è il più grande, a patto che la differenza sia abbastanza evidente, e nel loro cervello c’è una zona che risponde al numero delle cose che vedono anche senza essere mai stata allenata.

Quando si tratta di cibo, poi, il cane bada a quanto ce n’è in tutto, non a quanti pezzi sono. Per questo, con ogni probabilità, spezzare un biscotto in due non gli fa credere di averne avuti due.

Sommario:

L’esperimento dell’1+1 con i bocconcini

Uno degli esperimenti più noti è inglese, del 2002. Undici cani di casa guardavano un ricercatore mettere dei bocconcini dietro uno schermo, prima uno, poi un altro. Quando si toglieva lo schermo, a volte c’erano due bocconcini, come doveva essere, a volte uno solo o tre, perché il ricercatore li aveva tolti o aggiunti di nascosto.

Con il risultato giusto i cani guardavano il piatto per lo stesso tempo di quando avevano visto il primo bocconcino. Con «1+1=1» e «1+1=3» lo fissavano più a lungo. Guardare di più una cosa che non torna è il segno che ci si aspettava altro. Gli autori ne concludono che i cani si aspettavano il risultato della somma, e parlano di una capacità di contare «rudimentale».

Il cane capisce il più e il meno, se la differenza è grande

Negli esperimenti fatti dopo, quasi tutti con il cibo, si vede la stessa regola che vale per molti animali e anche per noi quando stimiamo a occhio: conta la proporzione fra le due quantità. Uno contro otto si distingue subito, tre contro quattro molto meno.

Lo si vede già nei cuccioli. In uno studio del 2020 cuccioli di due mesi hanno avuto davanti due mucchietti di pezzetti di cibo e potevano prenderne uno solo.

Cosa avevano davanti i cuccioliSceglievano il mucchio più grande?
1 pezzetto contro 8Sì
1 pezzetto contro 6Sì
1 pezzetto contro 4No, sceglievano a caso

I cani adulti se la cavano con confronti più difficili, ma la regola non cambia: più le due quantità si avvicinano, più sbagliano. In un confronto del 2017 fra cani di casa e lupi, messi davanti alla stessa prova, per i cani la scelta diventava più difficile man mano che le quantità si avvicinavano, per i lupi no. Gli autori pensano che la differenza possa venire dalla domesticazione, ma scrivono di non poter escludere altre spiegazioni.

Il cane conta i pezzi o guarda quanto cibo c’è?

Un gruppo dell’università di Padova ha provato a separare il numero dei pezzi dalla quantità di cibo, che di solito vanno insieme. In una prova il mucchio con più pezzi aveva anche più cibo, in un’altra il mucchio con più pezzi ne aveva meno, perché i pezzi erano più piccoli, in una terza il cibo era lo stesso e cambiava solo il numero dei pezzi.

I cani sceglievano in base alla quantità totale di cibo, non al numero dei pezzi, e non si facevano guidare nemmeno dal pezzo più grande. Un controllo ha escluso che scegliessero solo con il naso. Da qui la faccenda del biscotto: spezzarlo in due non lo fa diventare di più, perché il cane guarda quanto cibo c’è. È una deduzione da questo studio, nessuno l’ha provata con i biscotti.

I risultati però cambiano con il modo in cui si fa la prova. In uno studio del 2025 su cani, gatti e persone, con porzioni diverse per superficie, i cani non hanno scelto la più grande né quando era il doppio né quando era una volta e mezza l’altra.

La zona del cervello che risponde al numero

Nel 2019 all’università Emory, negli Stati Uniti, undici cani addestrati a restare fermi e svegli dentro la risonanza magnetica hanno guardato su uno schermo delle serie di puntini, da due a dieci, che cambiavano numero. Non dovevano fare niente, e nessuno li aveva mai addestrati su quel compito.

In otto cani su undici una zona del cervello, fra il lobo parietale e quello temporale, si attivava di più quanto più era grande la differenza fra un gruppo di puntini e il successivo. È lo stesso comportamento della zona che nelle persone e nelle scimmie serve a stimare le quantità a colpo d’occhio. Il senso della quantità, quindi, il cane ce l’ha di suo, senza bisogno di impararlo.

Si può insegnare un numero a un cane?

Nel 2025 un gruppo neozelandese ha provato a insegnare a nove cani un numero preciso, il cinque: dovevano scegliere il contenitore con cinque puntini o cinque bocconcini, chiuso in modo che il naso non aiutasse. Contro uno solo, i cani sceglievano il cinque in più dell’80% delle prove. Contro quattro ci sono riusciti solo due cani.

La prova più difficile era cinque contro nove, perché bisognava rinunciare alla quantità più grande per prendere quella giusta: l’hanno imparata tre cani su nove. Anche gli autori chiamano quello che fanno i cani senso del «più o meno», e distinguono questa capacità dal contare vero.

Cosa vuol dire per il tuo cane

Dagli studi si ricava che il cane nota una ciotola molto meno piena del solito, mentre qualche crocchetta in meno su una ciotola piena probabilmente gli sfugge, almeno a occhio. Il naso è un’altra storia, e nessuno di questi esperimenti lo misura.

Nei giochi di attivazione mentale questa capacità si può usare: si nascondono quantità diverse di bocconcini sotto due bicchieri e si lascia scegliere il cane. Conviene partire da differenze grandi, uno contro cinque, perché con quantità vicine anche i cani degli esperimenti sbagliavano spesso.

Domande frequenti

I cani sanno contare?

Non come noi. Distinguono il più dal meno quando la differenza è grande, e nel cervello hanno una zona che risponde al numero, ma nessuno studio ha mostrato un cane che conta uno, due, tre.

Fino a quanto sanno contare i cani?

Non c’è un numero massimo, perché non contano: stimano. Conta la proporzione fra le due quantità. Uno contro otto lo distinguono anche i cuccioli di due mesi, uno contro quattro no; per un cane adulto, quattro contro cinque è già molto difficile.

Il cane si accorge se gli do meno cibo?

Se la differenza è grande sì. Nella scelta fra due mucchi il cane guarda quanto cibo c’è in tutto, non quanti pezzi, quindi una ciotola mezza vuota la nota, qualche crocchetta in meno probabilmente no.

E i cani che in televisione contano abbaiando?

È un numero da spettacolo. Il caso più famoso è quello di Hans, un cavallo di Berlino che all’inizio del Novecento batteva lo zoccolo il numero giusto di volte: si scoprì che leggeva i movimenti minimi, involontari, di chi gli faceva la domanda. Un cane che «conta» a comando fa di solito la stessa cosa, ed è comunque un’abilità notevole.

I lupi sono più bravi dei cani con i numeri?

In un confronto del 2017, alla stessa prova, per i cani la scelta diventava più difficile man mano che le quantità si avvicinavano, per i lupi no. È un solo studio, e gli autori non escludono che dipenda da altro.

Fonti. L’1+1: R. E. West e R. J. Young, «Do domestic dogs show any evidence of being able to count?», Animal Cognition 5, pp. 183-186, 2002. Quantità e numero: M. E. Miletto Petrazzini e C. D. L. Wynne, «What counts for dogs in a quantity discrimination task?», Behavioural Processes 122, pp. 90-97, 2016. Cani e lupi: M. E. Miletto Petrazzini e C. D. L. Wynne, Behavioural Processes 144, pp. 89-92, 2017. I cuccioli: M. E. Miletto Petrazzini, F. Mantese ed E. Prato-Previde, «Food quantity discrimination in puppies», Animal Cognition 23, pp. 703-710, 2020. La risonanza: L. S. Aulet e altri, «Canine sense of quantity», Biology Letters 15, 20190666, 2019, letto per intero. Il cinque: K. E. Cameron e altri, «Training numerousness to numerosity in the dog», Journal of the Experimental Analysis of Behavior 123, pp. 486-496, 2025. Cani, gatti e persone: M. S. Pi e altri, PLoS One 20, e0331924, 2025. Degli studi non letti per intero sono stati letti i riassunti.

Anton, autore di dogseteraScritto daAnton S.Pubblicato il 25 settembre 2026Vivo coi cani da sempre e su Dogsetera racconto razze, sport cinofili e vita quotidiana a sei zampe, senza fuffa.