Qualche secondo prima può darsi. Ore prima, come si legge dopo ogni terremoto, non è dimostrato. I cani sentono vibrazioni e rumori che a noi sfuggono, quindi è probabile che si accorgano per primi delle scosse piccole e della prima onda di quelle grandi. Che avvertano qualcosa che arriva dalla terra prima che la terra si muova è un’altra cosa, e per ora nessuno è riuscito a provarlo in modo che regga.

Uno degli studi più completi fatti sugli animali domestici è italiano: una fattoria a pochi chilometri dall’epicentro del terremoto di Norcia, due cani compresi. Conviene raccontarlo intero, perché dentro ci sono sia la parte che fa notizia sia i limiti.

Sommario:

Lo studio sugli animali di una fattoria vicino a Norcia

Il 28 ottobre 2016, due giorni prima della scossa più forte della sequenza del Centro Italia, un gruppo di ricercatori dell’istituto Max Planck, con l’università di Camerino, è arrivato nella fattoria dei fratelli Angeli, a Capriglia. Hanno messo addosso agli animali dei sensori di movimento, gli stessi che si usano per seguire gli animali selvatici, scegliendo quelli che i contadini indicavano come più sensibili ai terremoti: sei mucche, cinque pecore, due dei quattro cani della fattoria, e anche un coniglio, quattro galline e due tacchini, che però nell’analisi non ci sono perché, scrivono gli autori, sono stati mangiati durante le feste.

Gli animali sono stati seguiti fino all’aprile del 2017: prima in stalla, per tutto l’inverno, poi al pascolo. Nei mesi dello studio la zona ha registrato più di diciottomila terremoti, dai più piccoli, che nessuno sente, fino alla scossa del 30 ottobre. I cani stavano in casa o nel cortile, da cui potevano entrare nelle stalle, e più avanti giravano per i pascoli con le pecore.

Cosa hanno trovato e cosa non si può dire

Messi insieme i movimenti di tutti gli animali, i ricercatori hanno trovato dei periodi di agitazione fuori dal normale che arrivavano prima dei terremoti. L’anticipo andava da un’ora a venti ore, ed era più corto quando il terremoto era più vicino alla fattoria. Con una soglia precisa, più di tre quarti d’ora di agitazione molto sopra il solito, gli animali avevano «annunciato» otto dei nove terremoti sopra magnitudo 4, senza falsi allarmi.

Cosa dice lo studioIl limite
Gli animali si agitavano prima dei terremotiÈ il gruppo di mucche, pecore e cani insieme: i cani da soli non sono stati analizzati
Otto terremoti su nove sopra magnitudo 4 annunciatiLa soglia è stata ricavata da questi stessi dati e va ancora provata su dati nuovi
L’effetto c’era in stallaAl pascolo no, e gli autori non escludono che dipenda dalla stagione
Un anticipo da una a venti oreDa una fattoria sola non si capisce né dove né quando

Sono gli autori a scriverlo: con l’incertezza delle stime e con il «rumore» dei movimenti che non c’entrano niente con i terremoti, questi risultati non si possono usare per prevedere un terremoto. Per sapere dove e quando servirebbero molti animali seguiti in molti posti diversi per anni. Anche il meccanismo proposto, l’aria che si carica elettricamente quando le rocce sotto pressione cominciano a cedere, è un’ipotesi che lo studio non ha misurato.

Cosa dicono i sismologi degli animali che prevedono i terremoti

Nel 2018 quattro ricercatori del centro di ricerca tedesco per le scienze della terra, a Potsdam, hanno messo in fila tutto quello che era stato pubblicato sugli animali e i terremoti: 180 lavori, più di 700 segnalazioni, 160 terremoti, più di 130 specie. Le serie di dati raccolte con continuità, quelle che permettono di confrontare i giorni con il terremoto e i giorni senza, erano quattordici. Tutto il resto erano osservazioni singole, per lo più raccontate dopo.

Le segnalazioni, poi, si distribuiscono nel tempo come le scosse premonitrici, quelle piccole che a volte precedono la grande. Per i quattro autori almeno una parte degli animali «profeti» stava reagendo a queste scosse, che le persone non avvertono.

C’è anche un precedente storico. Nell’Ottocento l’amministrazione prussiana raccoglieva le testimonianze sui terremoti con dei questionari, e dal 1828 fra le domande c’erano anche quelle sul comportamento degli animali. Nel 1877, dopo averne valutato l’utilità, le hanno tolte.

I cani prima del terremoto del Giappone del 2011

Dopo il terremoto del Giappone dell’11 marzo 2011 alcuni ricercatori giapponesi hanno chiesto ai proprietari se avessero notato qualcosa di strano nei loro animali. Hanno risposto di sì 236 proprietari di cani su 1.259, poco meno di uno su cinque, e 115 proprietari di gatti su 703. Il comportamento più citato era l’irrequietezza, quasi sempre nel giorno prima.

È un sondaggio fatto a cose avvenute, e un ricordo raccolto dopo un disastro ha tutti i difetti che i sismologi di Potsdam elencano: ci si ricorda dei giorni strani che hanno preceduto la scossa e non di quelli, uguali, che non hanno preceduto niente. In più, due giorni prima, il 9 marzo, davanti alla stessa costa c’era stata una scossa di magnitudo 7,3, seguita da altre scosse.

Qualche secondo prima: la prima onda del terremoto

Il vantaggio del cane su di noi sta nei secondi. Un terremoto manda prima un’onda più veloce e più debole, poi quella che fa tremare le case. Un animale che sente vibrazioni leggere e suoni bassi può accorgersi della prima e agitarsi qualche secondo prima che la persona accanto senta qualcosa. Nella rassegna del 2018 i casi che si spiegano così sono pochi, ma ci sono: i fagiani osservati in Giappone fra il 1913 e il 1916, che reagivano in media tre secondi e mezzo prima delle scosse.

Il cane che abbaia o scappa in un’altra stanza un attimo prima che tremino i vetri ha probabilmente sentito l’inizio del terremoto, non il terremoto che doveva venire. È già qualcosa, ma è un’altra cosa rispetto a prevederlo.

Domande frequenti

I cani sentono il terremoto?

Sentono le vibrazioni e i rumori bassi meglio di noi, quindi è molto probabile che si accorgano delle scosse piccole che le persone non avvertono e della prima onda, più debole, di quelle grandi. Che sentano il terremoto ore prima non è stato dimostrato.

Quanto tempo prima il cane sente il terremoto?

Qualche secondo è plausibile. Lo studio fatto vicino a Norcia ha trovato un’agitazione degli animali da una a venti ore prima, ma gli autori stessi scrivono che non basta per prevedere niente, e in quello studio i cani non sono stati analizzati da soli.

Perché il cane è agitato prima di un terremoto?

Le spiegazioni che i sismologi considerano più probabili sono le scosse premonitrici, piccole e non avvertite dalle persone, e la prima onda del terremoto, che arriva qualche secondo prima di quella forte. Molto spesso, però, l’agitazione che si ricorda dopo è un’agitazione normale, che si nota solo perché poi è arrivato il terremoto.

I cani avvertono le scosse di assestamento?

È probabile che sentano anche quelle troppo deboli per noi. Nella fattoria vicino a Norcia gli animali reagivano alle scosse della sequenza, e l’effetto si vedeva soprattutto quando erano chiusi in stalla.

Esistono cani addestrati a prevedere i terremoti?

No. Nessun servizio sismico usa i cani per dare l’allerta, e non si può addestrare un cane a riconoscere qualcosa che non si sa ancora se sente. I cani che lavorano con i terremoti sono quelli che cercano le persone sotto le macerie, dopo.

Fonti. La fattoria di Capriglia: M. Wikelski e altri, «Potential short-term earthquake forecasting by farm animal monitoring», Ethology 126, pp. 931-941, 2020, letto per intero. La rassegna dei sismologi: H. Woith, G. M. Petersen, S. Hainzl e T. Dahm, «Review: Can Animals Predict Earthquakes?», Bulletin of the Seismological Society of America 108, pp. 1031-1045, 2018, letta per intero. Il sondaggio dopo il terremoto del Giappone: H. Yamauchi, H. Uchiyama, N. Ohtani e M. Ohta, «Unusual Animal Behavior Preceding the 2011 Earthquake off the Pacific Coast of Tohoku, Japan», Animals 4, pp. 131-145, 2014 (letto il riassunto). Le scosse del 9 marzo 2011 e del 30 ottobre 2016: catalogo dei terremoti dell’USGS, il servizio geologico degli Stati Uniti.

Anton, autore di dogseteraScritto daAnton S.Pubblicato il 25 settembre 2026Vivo coi cani da sempre e su Dogsetera racconto razze, sport cinofili e vita quotidiana a sei zampe, senza fuffa.