Il cane dorme su un fianco, e a un certo punto comincia: le zampe si muovono come se corresse, le palpebre tremano, esce un guaito strozzato. Dura mezzo minuto, poi si rimette a dormire. La domanda viene da sé, e per una volta la risposta non è un’opinione: il momento in cui succede si può registrare, e lo hanno registrato.

Da una decina d’anni un gruppo di ricerca ungherese misura il sonno dei cani di famiglia con gli stessi elettrodi che si usano sulle persone, attaccati con la pasta conduttiva mentre il cane sta sdraiato accanto al proprietario. Niente gabbie, niente anestesia, niente addestramento: il cane si addormenta e la macchina scrive.

Sommario:

Il cane dorme a cicli di venti minuti

La struttura del sonno del cane la conosciamo dal 1977, da una registrazione di 24 ore su sei pointer in laboratorio. Sono i numeri che ancora oggi vengono citati, e raccontano un sonno spezzettato in tratti brevi.

Veglia vigile44% del tempo
Sonnolenza (il cane appisolato che ti segue con l’orecchio)21%
Sonno profondo a onde lente23%
Sonno REM, la fase dei sogni12%
Durata media di un episodio REM6 minuti
Intervallo fra un episodio REM e il successivo20 minuti
Ciclo completo veglia-sonno83 minuti

Il confronto con noi è la parte interessante. Una persona adulta fa cicli da circa novanta minuti e dorme tutto di seguito una volta al giorno; il cane fa cicli da venti minuti e li distribuisce nell’arco delle ventiquattro ore, con episodi di sonno da tre quarti d’ora e risvegli continui. Per questo un cane sembra dormire sempre e allo stesso tempo è in piedi al primo rumore in cortile.

Quei sei minuti di REM ogni venti sono la finestra in cui compaiono i movimenti che ci fanno dire «sta sognando».

Come si registra il sonno di un cane senza toccarlo

Il metodo moderno è del 2014: ventidue cani di famiglia e dodici persone, elettrodi sulla testa, tre ore di registrazione in una stanza tranquilla con il proprietario presente. L’obiettivo era vedere se un cane comune, senza preparazione, si addormenta lo stesso. Si addormenta, e il tracciato che produce somiglia a quello umano abbastanza da poter usare gli stessi criteri di lettura.

Da lì in avanti sui cani si sono potute misurare cose che prima si potevano solo raccontare: quanto durano le fasi, quanti movimenti oculari ci sono dentro un episodio di REM, come cambia il sonno con l’età, cosa succede al tracciato dopo una giornata piena.

Perché diciamo che nel REM ci sono i sogni

Nessuno ha svegliato un cane in fase REM per chiedergli cosa stava vedendo, e questo resta il limite di tutta la faccenda. Il collegamento fra REM e sogni nell’essere umano è stato costruito così, con i risvegli e i racconti; negli animali si arriva per altre due strade.

La prima sono i ratti. Nel 2001 al MIT hanno registrato l’attività dei neuroni dell’ippocampo mentre l’animale percorreva un tracciato, e poi durante il sonno: nelle fasi REM le stesse sequenze di neuroni si riaccendevano nello stesso ordine e alla stessa velocità del percorso fatto da sveglio. Nel cervello addormentato la giornata veniva ripassata.

La seconda sono i gatti di Lione. Negli anni ’60 e ’70 il gruppo di Michel Jouvet ha danneggiato la zona del tronco encefalico che durante il REM tiene i muscoli sciolti. I gatti operati, appena entravano in REM, si alzavano e mettevano in scena sequenze intere: la postura dell’agguato, la zampata, la difesa da un avversario che non c’era. Dormivano, con gli occhi chiusi, e si muovevano dentro qualcosa.

Messe insieme, le due strade dicono che durante il REM il cervello dei mammiferi lavora su materiale vissuto. Dire che il cane sogna è un’inferenza costruita su questo, non una lettura del suo sogno.

Le zampe che corrono e i guaiti nel sonno

Il motivo per cui il cane si muove nel sonno mentre noi restiamo immobili è meccanico. Durante il REM un circuito del tronco encefalico spegne il tono dei muscoli del corpo, così che i comandi motori non arrivino a destinazione. Il blocco non è mai perfetto: qualcosa passa, e quello che passa sono le zampe che scattano, i baffi che si muovono, i versi soffocati.

Passa di più nei cuccioli, dove il sistema è ancora in costruzione, e nei cani anziani. Nei cani giovani cambia anche la quantità di REM: in un campione di sessanta cani fra i due e i quattordici mesi la quota di sonno REM diminuiva con l’età fra i due e i sei mesi. Un cucciolo che si agita nel sonno sta facendo il suo mestiere.

Svegliarlo non serve e non conviene: gli togli la parte di sonno che serve a fissare quello che ha imparato, e un cane svegliato di soprassalto può rispondere prima di capire dove si trova. Se il movimento ti preoccupa, guardalo bene e filmalo.

Quando invece serve il veterinario

Esiste un confine, ed è quello fra il cane che si muove un po’ e il cane che nel sonno si alza, morde l’aria, sbatte contro i mobili. Nelle persone ha un nome, disturbo del comportamento in sonno REM, e nei cani è stato documentato con l’elettroencefalogramma.

Il primo caso pubblicato con il tracciato è del 2004: una meticcia di labrador di nove mesi aveva due tipi di episodi, e la registrazione ha mostrato che quelli notturni cadevano dentro il REM mentre quelli da sveglia erano crisi epilettiche: problemi diversi, con terapie diverse, distinguibili solo con la macchina. Nel 2023 a Davis lo stesso è stato fatto su un airedale di tre mesi con il tetano: trentuno ore di EEG con video, e i movimenti anomali comparivano sempre fra i venti e i centottanta secondi dall’inizio della fase REM.

Da casa la distinzione non si fa a occhio. Quello che serve al veterinario è un video: quanto dura, se il cane risponde al nome mentre succede, com’è quando finisce, se capita solo mentre dorme.

Quello che impara di giorno se lo tiene dormendo

Sul sonno del cane c’è un risultato che vale più di tutti gli altri messi insieme, e riguarda quello che il sonno serve a fare.

A quindici cani ungheresi sono stati insegnati «seduto» e «terra» con i comandi in inglese, cioè con parole nuove per azioni che già conoscevano. Poi tre ore di registrazione del sonno, poi di nuovo il test: i cani erano migliorati, e il miglioramento era legato a com’era andato il tracciato nella fase REM.

Il secondo esperimento è ancora più pratico. Cinquantatré cani, stessa lezione, poi un’ora passata in quattro modi diversi tirati a sorte: dormire in macchina, passeggiare al guinzaglio, imparare altri comandi, giocare con un Kong. Al controllo di una settimana dopo, l’unico gruppo che andava meglio del punto di partenza era quello che aveva dormito.

La conseguenza pratica: dopo una sessione di lavoro sul richiamo o su qualsiasi altra cosa nuova, il pezzo di lezione che manca è il sonno. Conta anche per come misuriamo quanto un cane impara in fretta, che è il mestiere delle classifiche sul cane più intelligente.

Senza di te dorme peggio

Un lavoro del 2025 ha registrato nove cani due volte: una notte con il proprietario nella stanza e una con un estraneo, mentre il proprietario aspettava fuori. Senza la persona di casa i cani ci mettevano più tempo ad addormentarsi, restavano svegli più a lungo dentro il periodo di riposo e facevano meno sonno profondo. La quota di REM, invece, non cambiava.

Il campione è piccolo e va detto. Ma la direzione è la stessa che conosce chiunque abbia lasciato un cane in pensione per una settimana e se lo sia ritrovato a casa a dormire due giorni di fila.

E cosa sognano?

E allora cosa sognano? Qui finiscono i dati e cominciano le interviste. La frase «i cani sognano i loro padroni» gira da anni attribuita a una ricercatrice di Harvard, ma è un’ipotesi detta a un giornalista, non il risultato di uno studio: nessuno ha un metodo per sapere cosa passa nella testa di un cane che dorme.

Quello che si può dire sta un gradino sotto, ed è già parecchio: il cervello del cane, durante il REM, rimette in circolo quello che ha vissuto da sveglio, e quel passaggio serve a tenerlo. Se il tuo cane oggi ha fatto una cosa nuova, stanotte una parte del suo cervello ci torna sopra.

Domande frequenti

I cani sognano?

Hanno la fase REM, quella a cui nell’essere umano corrispondono i sogni, e la fanno per circa sei minuti ogni venti. Nei ratti si è visto che durante il REM il cervello ripete le sequenze di neuroni registrate da svegli, e nei gatti a cui era stato tolto il blocco muscolare del REM comparivano interi comportamenti. Il contenuto dei sogni di un cane, invece, non lo ha mai misurato nessuno.

Perché il cane muove le zampe mentre dorme?

Durante il sonno REM un circuito del tronco encefalico spegne il tono dei muscoli, ma il blocco non è mai completo: qualche comando motorio passa e si vede come scatti delle zampe, tremito delle palpebre, versi. Succede di più nei cuccioli e nei cani anziani.

Devo svegliare il cane che si agita nel sonno?

Meglio di no. Quella è la fase che serve a fissare quello che ha imparato, e un cane svegliato di colpo può reagire prima di rendersi conto di dov’è. Se l’episodio ti preoccupa, filmalo e fallo vedere al veterinario.

Quando i movimenti nel sonno diventano un problema?

Quando il cane nel sonno si alza, si muove per la stanza, va a sbattere o si fa male. In quel caso serve distinguere fra disturbo del comportamento in sonno REM e crisi epilettiche, e la distinzione si fa con l’elettroencefalogramma: nei casi pubblicati è servita quella macchina, non l’occhio di chi guardava.

Quanto dorme un cane?

Nella registrazione di riferimento, fatta su sei pointer per 24 ore, il sonno vero occupava circa un terzo della giornata (23% profondo e 12% REM), più un altro 21% di sonnolenza. Il totale conta meno di come è distribuito: episodi di circa tre quarti d’ora sparsi nelle ventiquattro ore, di giorno e di notte.

Il cane impara mentre dorme?

Il sonno serve a tenere quello che ha imparato prima. Su cinquantatré cani che avevano appena imparato dei comandi nuovi, l’unico gruppo che a una settimana di distanza andava meglio del punto di partenza era quello che dopo la lezione aveva passato un’ora a dormire, invece di passeggiare, giocare o imparare altro.

I cuccioli sognano più dei cani adulti?

Passano più tempo in REM, e si muovono di più mentre dormono. In un campione di sessanta cani giovani la quota di sonno REM calava con l’età fra i due e i sei mesi. Se un cucciolo guaisce e scalcia nel sonno, di solito è il suo cervello che sta facendo manutenzione.

Il cane dorme peggio se non ci sono?

Uno studio su nove cani ha trovato che con il proprietario fuori dalla stanza i cani ci mettevano più tempo ad addormentarsi e facevano meno sonno profondo, mentre la quota di REM restava uguale. Sono pochi cani, quindi va preso come indizio.

Su questo decide il veterinario

Un cane che sta male va visitato. Gli stessi sintomi possono avere cause diverse, e per trovare quella giusta servono una visita e a volte degli esami: li può fare solo il medico veterinario. Chiamalo e raccontagli cosa vedi, da quanto dura e cosa è cambiato. Nel dubbio chiamalo lo stesso: anche sentirti dire che puoi aspettare è una risposta.

Fonti. E. A. Lucas, E. W. Powell, O. D. Murphree, «Baseline sleep-wake patterns in the pointer dog», Physiology and Behavior 19(2), 1977; A. Kis e altri, «Development of a non-invasive polysomnography technique for dogs», Physiology and Behavior 130, 2014; A. Kis e altri, «The interrelated effect of sleep and learning in dogs», Scientific Reports 7, 2017; E. Kovács, A. Kosztolányi, A. Kis, «Rapid eye movement density during REM sleep in dogs», Learning and Behavior 46(4), 2018; V. Reicher e altri, «Developmental features of sleep electrophysiology in family dogs», Scientific Reports 11, 2021; D. Baranyai, I. B. Iotchev, F. Gombos, A. Kis, «Family dogs’ sleep macrostructure reflects worsened sleep quality when sleeping in the absence of their owners», Animals 15, 2025; K. Louie, M. A. Wilson, «Temporally structured replay of awake hippocampal ensemble activity during rapid eye movement sleep», Neuron 29(1), 2001; J. P. Sastre, M. Jouvet, «Le comportement onirique du chat», Physiology and Behavior 22(5), 1979; W. W. Bush e altri, «Diagnosis of rapid eye movement sleep disorder with electroencephalography and treatment with tricyclic antidepressants in a dog», Journal of the American Animal Hospital Association 40(6), 2004; M. Knipe, C. Embersics, P. Dickinson, «Electroencephalography of rapid eye movement sleep behavior disorder in a dog with generalized tetanus», Journal of Veterinary Internal Medicine 37(1), 2023.

Anton, autore di dogseteraScritto daAnton S.Pubblicato il 17 settembre 2026Vivo coi cani da sempre e su Dogsetera racconto razze, sport cinofili e vita quotidiana a sei zampe, senza fuffa.