La prima settimana con un cucciolo è quella in cui si fanno più errori, e quasi sempre per eccesso di entusiasmo: troppe persone, troppe uscite, troppo tutto. Il cucciolo che arriva ha perso in un giorno la madre, i fratelli, gli odori e i rumori di casa sua, e la cosa più utile che puoi dargli non è un giocattolo nuovo: è una settimana noiosa.
Qui c’è cosa preparare prima, cosa fare nelle prime ore, come si gestiscono le notti, cosa controllare dal veterinario e quali carte vanno messe a posto ed entro quando.
Sommario:
Quando può arrivare a casa: i 60 giorni non sono un dettaglio
Un cucciolo non può essere ceduto prima dei 60 giorni e non può essere ceduto se non è identificato: lo dice l’Accordo Stato-Regioni del 24 gennaio 2013, che vieta la vendita e la cessione a qualunque titolo di cani non identificati e registrati e di cani di età inferiore a due mesi. Il microchip va messo entro 60 giorni dalla nascita, a spese e a nome di chi possiede la madre, e comunque prima che il cucciolo cambi casa.
Sui 60 giorni c’è un però che i veterinari comportamentalisti ripetono da anni: il limite di legge dice quando un cucciolo può andare via, non quando gli conviene. Fra i 60 e i 90 giorni, con la madre e i fratelli, un cucciolo impara a modulare il morso e a gestire la frustrazione, e chi lo prende a due mesi si ritrova a insegnare a mano cose che si imparano meglio in cucciolata. Se l’allevatore propone di tenerlo qualche settimana in più, non ti sta facendo un dispetto.
Cosa serve avere in casa prima che arrivi
La lista corta, quella che serve il primo giorno. Il resto si compra dopo, quando hai capito che cane ti è arrivato.
Quello che invece è meglio non comprare, almeno per ora: collari elettrici o a spruzzo, guinzagli allungabili, un letto costoso che verrà distrutto, e la seconda cuccia perché la prima non gli piace. Il resto lo deciderai vivendoci.
Il primo giorno: cosa fare e cosa evitare
L’arrivo è la parte in cui bisogna trattenersi. Il cucciolo scende dall’auto, va nel punto del giardino o del marciapiede dove vorrai che faccia i bisogni, e ci resta qualche minuto senza che nessuno lo prenda in braccio. Se fa pipì, una parola tranquilla e un premio: hai già cominciato a insegnargli dove si fa.
Poi entra in casa e la esplora da solo, al suo passo, con te seduto per terra che non lo chiama. Le prime ore vanno spese così: acqua a disposizione, un pasto piccolo se è ora, e molte pause. Un cucciolo che si nasconde sotto il divano non è triste, sta facendo esattamente la cosa giusta.
Le due cose da non fare il primo giorno sono le più tentate: chiamare parenti e amici a vederlo, e portarlo a fare il giro del quartiere. Entrambe possono aspettare qualche giorno, e non ti stai perdendo niente.
Le prime notti e il pianto
Le prime notti sono la parte faticosa. Un cucciolo di due mesi che dorme da solo in una stanza chiusa piange, e non è capriccio: fino a ieri dormiva in mezzo a quattro fratelli.
La strada che funziona meglio è quella intermedia: la prima settimana dorme in camera con te, nella sua cuccia o nel trasportino accanto al letto, così ti sente e si calma. Poi, una volta ambientato, la cuccia si sposta di qualche metro alla volta verso il posto definitivo, se lo vuoi fuori dalla camera. Portarlo nel letto è una scelta legittima, ma sappi che è una scelta per i prossimi dieci anni: cambiare idea dopo è molto più difficile che decidere adesso.
Nella notte metti in conto una o due uscite: a due mesi non tiene otto ore. Si esce in silenzio, si aspetta che faccia, niente giochi e niente chiacchiere, e si torna a letto. Se lo trasformi in un momento divertente, quella sveglia diventerà un appuntamento fisso.
Quanto dorme un cucciolo
Un cucciolo dorme dalle 18 alle 20 ore al giorno, spezzate in tanti pisolini. Non è pigrizia e non è noia: è il momento in cui cresce e in cui archivia quello che ha imparato da svegli. Un cucciolo che non dorme abbastanza diventa quello che ogni proprietario descrive come “impazzito verso sera”: morde tutto, non ascolta niente, si eccita per un nulla.
Da qui la regola meno intuitiva della prima settimana: il tuo compito non è intrattenerlo, è proteggergli il sonno. Quando dorme non si sveglia per farlo vedere a qualcuno, per una foto o per giocare cinque minuti. E se in casa ci sono bambini, questa è la prima cosa da spiegare loro, prima di tutto il resto.
Il cibo: non cambiarlo subito
Per la prima settimana non cambiare niente: stesso alimento, stesse quantità, stessi orari di prima. Un cucciolo che ha appena cambiato casa ha già lo stomaco in subbuglio, e un cibo nuovo sopra quello è il modo più rapido per finire dal veterinario con la diarrea.
Quando vuoi passare a un altro alimento, si fa in 7-10 giorni mescolando: tre giorni un quarto di nuovo, tre giorni metà e metà, tre giorni tre quarti, poi tutto nuovo. Se compaiono feci molli si torna indietro di un passo e si va più lenti.
Sui pasti al giorno il riferimento generale è: quattro fino ai 4 mesi, tre fino ai 6, due da lì in avanti. Le quantità stanno sulla confezione come punto di partenza, ma il metro vero è il cucciolo: si guarda che cresca senza diventare tondo, e si pesa una volta a settimana.
La prima visita dal veterinario
La prima visita si fa entro due o tre giorni dall’arrivo, anche se il cucciolo sta benissimo. Serve a due cose: avere una fotografia di partenza (peso, cuore, articolazioni, denti, ernia ombelicale, testicoli nei maschi) e impostare il calendario di vaccinazioni e sverminazioni sul suo, non su quello generico.
Cosa portare: il libretto sanitario, il documento di cessione, il codice del microchip e, se te lo chiedono, un campione di feci fresche per l’esame parassitologico. Portati anche le domande scritte, perché in ambulatorio si dimenticano tutte.
Le cose da dire senza aspettare che te le chiedano: da dove viene il cucciolo, se ha avuto diarrea o vomito, cosa mangia e quante volte, e se in casa ci sono altri animali.
Microchip, anagrafe e passaggio di proprietà
La parte burocratica è breve ma ha delle scadenze. Il microchip, come dicevamo, deve essere già stato messo da chi ti ha ceduto il cucciolo. Quello che tocca a te è il passaggio di proprietà in anagrafe canina.
I tempi standard sono: 15 giorni per chi cede a dichiarare la cessione e 30 giorni per chi acquisisce a registrarsi come nuovo proprietario. Le anagrafi sono regionali, quindi la procedura cambia: in alcune regioni si fa dal veterinario libero professionista, in altre dalla ASL, in altre online con lo SPID. La cosa concreta da fare è chiedere al veterinario alla prima visita: lo sanno esattamente.
Se cambi regione o città, la variazione va comunicata: un microchip registrato a un indirizzo vecchio serve poco quando il cane si perde. E la medaglietta con il tuo numero di telefono, che non è obbligatoria per niente, è la cosa che lo riporta a casa più in fretta di qualunque banca dati.
Cosa non fare nella prima settimana
Il parco cani. Non nella prima settimana e non prima di aver parlato col veterinario: è il posto con la più alta concentrazione di feci e di cani sconosciuti che esista, e per un cucciolo non ancora coperto dalle vaccinazioni è un rischio inutile. Socializzare si deve, ma non lì e non così.
Sgridarlo per la pipì in casa. Nella prima settimana la farà, più volte. Sgridare non insegna dove si fa, insegna a farla di nascosto.
Lasciarlo solo tutto il giorno. Se hai preso il cucciolo durante le ferie, la settimana di presenza continua seguita dal ritorno al lavoro è il copione che crea i problemi di solitudine: si comincia da subito a stare senza di te per pochi minuti, come raccontiamo in quanto può stare solo un cane.
La processione di parenti. Dieci persone nuove in tre giorni non sono socializzazione, sono un sovraccarico. Meglio due persone per volta, calme, sedute.
Cosa iniziare subito, senza fretta
Le cose che invece conviene iniziare dal primo giorno, in dosi piccolissime e senza trasformarle in lezioni:
- Il nome: si dice una volta, quando ti guarda arriva un premio. Non si usa per sgridare, mai, o smetterà di girarsi.
- Restare solo: due minuti dietro una porta chiusa, mentre sei in casa. Ogni giorno un po’ di più.
- Farsi toccare: orecchie, zampe, bocca, coda, con calma e premi. Ti ringrazierà il veterinario, e anche tu quando ci sarà da tagliare le unghie.
- Il trasportino: aperto in casa, con dentro qualcosa di buono, senza mai chiuderlo per punizione.
- Superfici e suoni: pavimenti diversi, scale (in braccio, se è piccolo), lavatrice, aspirapolvere a distanza. Un cucciolo che a tre mesi ha sentito l’aspirapolvere non diventerà il cane che scappa quando la accendi.
Domande frequenti
A che età può arrivare a casa un cucciolo?
Non prima dei 60 giorni: l’Accordo Stato-Regioni del 2013 vieta la cessione di cani sotto i due mesi e di cani non identificati. Molti allevatori seri lo consegnano fra i 70 e i 90 giorni, e non è per trattenerlo: fra i due e i tre mesi, con madre e fratelli, il cucciolo impara cose che poi tocca insegnare a mano.
Dove deve dormire la prima notte?
In camera con te, nella sua cuccia o nel trasportino accanto al letto. Non perché debba restarci per sempre, ma perché sentirti riduce il pianto e le prime notti si risolvono in due giorni invece che in due settimane. Poi la cuccia si sposta gradualmente, se la vuoi altrove.
Il cucciolo piange di notte: devo andare o lasciarlo piangere?
Distingui due cose. Se piange perché deve uscire, esci: a due mesi non tiene tutta la notte. Se piange perché è solo, la soluzione non è lasciarlo piangere fino allo sfinimento, è avvicinarlo a te per qualche notte e poi allontanarlo per gradi.
Posso portarlo fuori prima di aver finito le vaccinazioni?
Sì, con criterio, e sarebbe un errore tenerlo chiuso in casa: la finestra della socializzazione si chiude presto. Si evitano i posti a rischio, come parchi cani e aree con feci, e si privilegiano braccia, superfici pulite e cani adulti sani e vaccinati che conosci. Il piano preciso lo fai col tuo veterinario.
Quanto ci vuole perché si ambienti?
Qualche giorno per capire dove si mangia e dove si dorme, due o tre settimane per vederlo a casa sua. Se dopo un mese resta spaventato, si nasconde, non mangia o si irrigidisce quando lo tocchi, è il momento di farlo vedere: non è timidezza da lasciar passare.
Devo comprare la gabbia?
Non serve una gabbia, serve un posto suo. Il trasportino usato bene, cioè come tana aperta e mai come punizione, fa lo stesso lavoro ed è utile in auto e dal veterinario. Se invece l’obiettivo è chiuderlo dentro per ore, il problema non lo risolve.
Su questo decide il veterinario
Un cane che sta male va visitato. Gli stessi sintomi possono avere cause diverse, e per trovare quella giusta servono una visita e a volte degli esami: li può fare solo il medico veterinario. Chiamalo e raccontagli cosa vedi, da quanto dura e cosa è cambiato. Nel dubbio chiamalo lo stesso: anche sentirti dire che puoi aspettare è una risposta.
Il comportamento lo deve vedere un esperto
Per capire perché un cane si comporta in un certo modo bisogna osservarlo dove vive, con chi vive e nel momento in cui il problema succede: è il lavoro di un educatore o istruttore cinofilo qualificato, e si fa a casa vostra. In rete dello stesso comportamento trovi venti spiegazioni diverse, e nessuna è stata scritta per il tuo cane. Se in ballo ci sono ansia, paure o aggressività, la figura giusta è il medico veterinario esperto in comportamento: è un medico, quindi può prima di tutto escludere una causa fisica.
Fonti: Accordo Stato-Regioni del 24 gennaio 2013 in materia di identificazione e registrazione degli animali da compagnia (divieto di cessione di cani non identificati e di età inferiore a due mesi, microchip entro 60 giorni a carico del proprietario della madre); linee guida delle anagrafi regionali per i termini di cessione e acquisizione; letteratura veterinaria comportamentale su sonno, ambientamento e periodo di sviluppo del cucciolo. Verificato il 27 agosto 2026.
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