Nel parco nazionale Kruger, in Sudafrica, i ranger inseguivano i bracconieri di rinoceronti con bloodhound e malinois al guinzaglio. Il cane trovava la traccia, ma la coppia uomo-cane non reggeva il passo di chi scappava. Gli inseguimenti finivano spesso in sparatorie e in pochi arresti. Dal 2018 i cani corrono da soli, in muta, con un collare GPS. Sono segugi americani di una linea selezionata in Texas per riprendere i detenuti evasi. Secondo chi li ha portati, la quota di bracconieri noti presi è passata da uno su venti a uno su due.
È il mestiere del cane antibracconaggio, che in Africa si fa in due modi diversi: seguire le tracce nei parchi e fiutare avorio, corni e scaglie di pangolino negli aeroporti e nei porti. Per il primo servono segugi e pastori con le gambe e con la testa per ore di pista; per il secondo i malinois e i cani da caccia che già lavorano per le dogane. In Italia il bracconaggio ha un’altra faccia, quella delle reti e dei lacci per gli uccelli. Dal 2019 ci sono unità dei Carabinieri addestrate per trovarli.
Sommario:
Come lavora una muta di segugi nel Kruger
L’idea è arrivata dal Texas. Joe Braman, poliziotto a tempo parziale, uomo d’affari e cowboy di Refugio, e Zeke Ortiz, trent’anni di addestratore di cani per le prigioni dello stato, allevano black and tan coonhound di una linea vecchia di un secolo, nata per inseguire gli evasi. Il Southern African Wildlife College, la scuola dei ranger accanto al Kruger, ha provato la loro muta nel 2018. In due mesi gli addestratori hanno affinato venti cani su tre qualità: il naso sulla traccia, l’abbaio in pista e la combattività, che hanno dovuto ridurre dopo che in una prova un figurante è rimasto pesto.
In pista i cani si dividono per trovare la traccia e si riuniscono quando uno la prende. Si chiamano con guaiti e abbai e vanno avanti finché raggiungono l’uomo o si stancano. Quando lo raggiungono lo circondano e abbaiano fino all’arrivo della squadra, che segue i collari GPS e arriva in elicottero con i fucili, perché nel parco ci sono i bracconieri armati e gli animali. I fuggitivi, quasi sempre, salgono su un albero.
Il primo impiego, nel maggio 2018, ha coperto una quindicina di chilometri e ha portato a quattro bracconieri in un giorno, tre il giorno dopo e due quello dopo ancora. A settembre 2019 il conto era di 145 bracconieri presi e 53 armi sequestrate. Prima dei cani liberi, dicono i responsabili, si prendeva dal 3 al 5 per cento dei bracconieri noti; con la muta il 54. Il contesto spiega l’urgenza: dal 2008 al 2018 in Sudafrica sono stati uccisi circa ottomila rinoceronti, più della metà nel Kruger e nelle riserve intorno, in un paese che ospita l’80 per cento dei rinoceronti rimasti.
Perché segugi, malinois e pastori tedeschi
Il cane da traccia deve seguire per ore un odore vecchio di ore, nel caldo, senza perdere la testa davanti alla selvaggina. L’unità del Kruger usa bloodhound, pastori belgi e malinois. Dice che i suoi cani seguono una traccia vecchia di ore e restano in pista fino a due giorni. Il bloodhound, il cane di Sant’Uberto, è il segugio da uomo per eccellenza, con il naso più fornito di cellule olfattive fra tutte le razze, trecento milioni secondo i conteggi citati in letteratura. In Kenya i bloodhound della riserva di Ol Pejeta seguono un bracconiere per dodici o tredici ore e venti o trenta chilometri. Nel 2025 tre di loro sono stati certificati dall’accademia cinofila della polizia keniana.
Il programma dell’African Wildlife Foundation, che dal 2014 addestra i binomi in un centro vicino ad Arusha, in Tanzania, ha confrontato le razze sul campo e lo racconta con franchezza. Il malinois è un buon cane da rilevamento in tutte le situazioni, ma per la traccia dipende dal carattere del singolo. Il pastore tedesco è più lento da insegnare, ma costante e un buon tracciatore. Foxhound e dobermann, allevati con buoni risultati nell’Africa australe, sono i prossimi in arrivo. Il bracco tedesco a pelo corto ha avuto qualche successo e un segugio polacco è in prova nel Serengeti. I cani si comprano in Europa, da club e allevatori amatoriali. I conduttori si scelgono fra chi sa già seguire le tracce, spesso i pastori dei villaggi.
La ricerca dice di non fermarsi alla razza. Una revisione del 2016 sui cani da conservazione conclude che la selezione «non è facile», che oltre al naso contano i tratti fisici, psicologici e sociali e che non esiste uno strumento di selezione validato: le organizzazioni usano razze da lavoro e da caccia di taglia media e grande, che reggono ore di lavoro e il clima, e «la variabilità dentro la razza è forte». Vale per i cani da traccia come per i cani che lavorano per la fauna.
Il cane da avorio negli aeroporti
La seconda metà del mestiere si fa nei terminal. Dal 2014 la fondazione ha formato 48 cani e più di settanta conduttori, messi agli aeroporti, ai porti e ai valichi di Kenya, Uganda, Tanzania, Botswana e Mozambico; dodici conduttori dell’Uganda lavorano all’aeroporto di Entebbe. Il cane impara l’odore dell’avorio, del corno di rinoceronte e delle scaglie di pangolino. Poi segnala la valigia o il container. Nell’anno fiscale 2022 i cani della fondazione hanno portato a 78 arresti e a 41 ritrovamenti. Sono cifre dichiarate dalla fondazione stessa. In Kenya il piccolo Drum, uno springer spaniel della riserva di Ol Pejeta, fa lo stesso lavoro sulle armi, sulle munizioni e sull’avorio dentro la riserva.
Un lavoro che costa denti e malattie
Il cane antibracconaggio paga il lavoro con il corpo. Uno studio dentistico del 2026 su 72 cani del Kruger, seguiti dal 2021 al 2024, ha trovato traumi ai denti in più di un cane su tre: i cani da traccia consumano canini e premolari, i cani da cattura si rompono i denti più spesso. In Zambia, dove le unità cinofile esistono dal 2014, la mosca tse-tse trasmette ai cani la tripanosomiasi: 23 casi fra il 2019 e il 2023, tutti con la febbre, due morti con segni neurologici, nonostante la profilassi. Sono i numeri che spiegano perché nel Kruger i cani vengono ritirati quando si fanno male, come Scent, un incrocio di bloodhound di otto anni fermo dal 2023 per un legamento rotto.
Le unità antibracconaggio in Italia: reti, lacci e tagliole
In Italia i bracconieri non sparano ai rinoceronti ma agli uccelli e li catturano con reti, archetti, tagliole e richiami elettronici. Nel solo Bresciano, nell’autunno 2025 fino a metà ottobre, i Carabinieri forestali hanno denunciato 67 persone e sequestrato 903 uccelli abbattuti, 264 vivi, 582 dispositivi di cattura e 106 reti. Per questo lavoro, dal 2018, esiste una scuola: la Scuola di alta formazione antibracconaggio, nata da Legambiente con i Carabinieri, con la collaborazione dell’ENCI. Il primo corso si è tenuto nel 2018 a Rispescia, in Maremma, 208 ore fra lezioni e pratica. Nel maggio 2019 si sono diplomate le prime sette unità dei Carabinieri: cinque malinois e due labrador, già operativi sui bocconi avvelenati, addestrati a trovare reti, armi, munizioni, lacci, trappole e tagliole.
Le sette unità sono state destinate ai punti neri del bracconaggio italiano: le Prealpi lombardo-venete, il delta del Po, le coste fra Lazio e Campania, le zone umide pugliesi, lo Stretto di Messina, la Sicilia occidentale e la Sardegna meridionale. Sono gli stessi cani, e la stessa scuola, dei nuclei antiveleno: la differenza sta nell’odore che cercano. Di come siano andate le unità negli anni successivi non abbiamo trovato bilanci pubblici: nei comunicati dell’operazione Pettirosso del 2025 i cani non compaiono.
Domande frequenti
Che razza sono i cani antibracconaggio?
In Africa bloodhound, malinois e pastori tedeschi per le tracce, segugi americani per le mute libere del Kruger, malinois e spaniel per fiutare avorio e corni negli aeroporti. In Italia malinois e labrador, addestrati a trovare reti, lacci e armi.
Perché nel Kruger i cani corrono senza guinzaglio?
Perché al guinzaglio la coppia uomo-cane non stava dietro ai bracconieri in fuga. In muta i segugi seguono la traccia da soli con il collare GPS e circondano l’uomo abbaiando finché arriva la squadra. La quota di catture, secondo i responsabili, è passata dal 3-5 al 54 per cento.
Il cane attacca il bracconiere?
Le mute del Kruger lo circondano e abbaiano. I cani da cattura esistono, ma l’aggressività è stata ridotta durante l’addestramento dopo che un figurante era rimasto pesto. Negli aeroporti il cane si limita a segnalare.
Cosa cerca un cane da avorio?
L’odore dell’avorio, del corno di rinoceronte, delle scaglie di pangolino e della carne di selvaggina nei bagagli e nei container. Nel 2022 i cani di un programma africano hanno trovato 632 chili di avorio e 873 di scaglie di pangolino.
In Italia esistono cani antibracconaggio?
Sì, dal 2019: sette unità dei Carabinieri, cinque malinois e due labrador, diplomate alla scuola di Legambiente a Rispescia e destinate ai punti neri del bracconaggio, dalle Prealpi bresciane alla Sardegna. Cercano reti, lacci, tagliole, armi e munizioni.
È un lavoro pericoloso per il cane?
Sì. Nel Kruger più di un cane su tre ha traumi ai denti. In Zambia la tripanosomiasi trasmessa dalla tse-tse ha colpito 23 cani in cinque anni e ne ha uccisi due. I cani feriti vengono ritirati.
Fonti. National Geographic, P. Steyn, «Texan hounds fight rhino poaching», 11 settembre 2019. SANParks Honorary Rangers, «K9 national project», letta il 12 ottobre 2026. P. T. Liversage, A. P. Coetzer-Liversage e C. Tutt, Journal of Veterinary Dentistry, 2026. F. Sundelin e altri, Veterinary Parasitology: Regional Studies and Reports 59, 101231, 2025. African Wildlife Foundation, «AWF-trained detection and tracking dogs deter wildlife crime across Africa», 22 dicembre 2020, e pagine del programma Canines for Conservation. Ol Pejeta Conservancy, pagina dell’unità cinofila e rapporti 2025. S. C. Beebe, T. J. Howell e P. C. Bennett, Frontiers in Veterinary Science 3, 96, 2016. A. Grimm-Seyfarth, W. Harms e A. Berger, Methods in Ecology and Evolution, 2021. Sky TG24, 26 aprile 2018. L’Adige, 10 maggio 2019. Il Giorno, 29 ottobre 2025. Degli studi del 2026 e del 2025 sono stati letti i riassunti, di Beebe 2016 il testo intero.
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