American Water Spaniel
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
L’American Water Spaniel in breve
L’American Water Spaniel è il cane da acqua del Wisconsin, disegnato attorno a una barchetta: da 38 a 46 cm al garrese, 11,5-20,5 kg, pelo dal marcel al riccio stretto con sottopelo e un colore solo, fegato, marrone o cioccolato scuro. Ha i piedi palmati, la coda curva a bilanciere e la fronte senza ciuffo. Il carattere, testuale: intelligenza, desiderio di compiacere e amichevolezza. Grande energia e ardore per la caccia, ma controllabile sul terreno.
Che cane è l’American Water Spaniel

È un cane da caccia tuttofare statunitense, nato per riportare da skiff o canoe e lavorare anche il terreno. Piccolo abbastanza da stare in barca, resistente abbastanza da entrare in un lago a novembre.
Lo riconoscete dal pelo riccio color fegato, dalla fronte liscia senza ciuffo e dalla taglia contenuta, che è la cosa che lo distingue subito dagli altri cani da acqua.
Cosa chiede: almeno un’ora e mezza al giorno fra movimento e lavoro di testa, acqua quando è possibile, una spazzolata a settimana e persone che lo prendano con le buone, perché è una razza sensibile.
Cosa lo rende speciale: è il cane ufficiale dello Stato del Wisconsin dal 1985, una delle poche razze sviluppate interamente negli Stati Uniti, e uno dei pochi cani da riporto che sta comodo in un appartamento normale.
Il punto dolente è la reperibilità: in Italia la razza non è iscritta al libro genealogico dell’ENCI, non ci sono allevamenti e nemmeno negli Stati Uniti è facile trovarne uno.
Storia ed origine dell’American Water Spaniel

L’American Water Spaniel nasce nel primo Ottocento nelle zone umide del Wisconsin, lungo i fiumi Fox e Wolf, per risolvere un problema pratico: serviva un cane abbastanza piccolo da stare in uno skiff, la barchetta piatta dei cacciatori di anatre, e abbastanza tuttofare da lavorare anche nel bosco su beccacce e cedroni. Fra gli antenati vengono indicati l’Irish Water Spaniel, l’English Water Spaniel oggi estinto, il Curly Coated Retriever, il Barbone e gli spaniel da terra britannici.
Per quasi un secolo resta una faccenda locale, senza nome e senza registri. A cambiare le cose è il dottor Fred J. Pfeifer, medico di New London, che apre i Wolf River Kennels e vende i cuccioli per posta a 25 dollari il maschio e 20 la femmina, con annunci sulle riviste di caccia nazionali.
Il riconoscimento arriva a tappe: United Kennel Club nel 1920 con Curly Pfeifer, Field Dog Stud Book nel 1938, American Kennel Club nel 1940. Nel 1985 la razza diventa il cane ufficiale dello Stato del Wisconsin, e solo nel 1999 la FCI pubblica il proprio standard.
Popolare non lo è mai diventato: nel 1998 l’AKC registrò 233 cuccioli in tutto l’anno, la popolazione stimata è di circa 3.000 cani e nella classifica AKC delle razze più rare del 2025 è al 27esimo posto.
Carattere e descrizione dell’American Water Spaniel

È un cane da acqua di taglia media contenuta: da 38 a 46 cm al garrese, misura uguale per maschi e femmine, per 13,5-20,5 kg i maschi e 11,5-18 le femmine. La taglia non è casuale: lo standard dice che è allevato per riportare da skiff o canoe, e in una barchetta un cane grosso non ci sta.
Il pelo va dal marcel, cioè onde uniformi, al riccio stretto, con sottopelo obbligatorio, e la fronte deve essere a pelo corto e liscio, senza ciuffo: è la differenza dichiarata con l’Irish Water Spaniel. Il colore è uno solo, fegato, marrone o cioccolato scuro, con poco bianco ammesso su dita e petto. I piedi sono palmati e la coda è curva a bilanciere.
Il carattere sta in due righe dello standard: intelligenza, desiderio di compiacere e amichevolezza. Grande energia e ardore per la caccia, ma controllabile sul terreno. Nella pagina trovi anche la particolarità degli occhi gialli, che squalificano, il confronto con l’Irish Water Spaniel, quanto vive (10-13 anni) e i tre esami che il club di razza chiede ai riproduttori.
Addestramento ed educazione dell’American Water Spaniel

Ha intelligenza e desiderio di compiacere nello standard, quindi impara in fretta, ma è una razza sensibile: il metodo è il rinforzo positivo, e con i modi bruschi si spegne invece di ribellarsi.
Le priorità dei primi mesi sono quattro: la socializzazione, perché lo standard mette fra i difetti eliminatori il cane eccessivamente timido; l’abbaio, perché è una razza vocale e l’abitudine si forma presto; le assenze, perché si lega parecchio; e il primo contatto con l’acqua, che va fatto da riva e mai buttandolo dentro.
Il riporto non si insegna, si organizza: porta in mano, lascia al comando, aspetta il via. Da lì si va ovunque, dai working test al dock diving, dal nose work al dog trekking.
Serve almeno un’ora e mezza al giorno fra movimento e lavoro di testa, e il pelo si spazzola ma non si tosa: quel mantello con sottopelo è l’impermeabile del cane. Le orecchie lobulari vanno controllate ogni settimana e asciugate dopo ogni bagno.
Allevamento dell’American Water Spaniel

In Italia l’American Water Spaniel non esiste come razza allevata: non è iscritto al libro genealogico dell’ENCI e le banche dati ufficiali non registrano né nascite né affissi. Chi ne vuole uno deve importarlo dagli Stati Uniti, e non ha senso indicare un prezzo italiano che non esiste.
Anche in patria è raro: nel 1998 l’AKC registrò 233 cuccioli in tutto l’anno e la popolazione stimata è di circa 3.000 cani, concentrati fra Wisconsin, Minnesota e Michigan. Le liste d’attesa sono lunghe e il viaggio va messo in conto insieme a passaporto, microchip e antirabbica.
I controlli da chiedere sono i tre del programma CHIC del club di razza: anche con lastre OFA a due anni compiuti, occhi con visita specialistica CAER ripetuta ogni anno fino agli otto, e cuore. Il test del DNA esiste per una cosa sola, la mielopatia degenerativa.
Nella pagina trovi anche cosa guardare in una cucciolata, dal colore (solo fegato, marrone o cioccolato) alla fronte senza ciuffo, fino agli occhi, perché il giallo limone in questa razza è motivo di squalifica.


