Carattere e descrizione dell’American Water Spaniel
Taglia, pelo riccio, colore fegato e temperamento del cane da acqua del Wisconsin
L’American Water Spaniel è stato costruito attorno a un vincolo pratico: doveva stare in una barchetta. Lo standard lo dice nella casella dell’utilizzazione, allevato per riportare da skiff o canoe, e da lì viene tutto il resto.
In questa pagina: quanto è grande e perché, il pelo dal marcel al riccio, l’unico colore ammesso, gli occhi gialli che squalificano, la differenza con l’Irish Water Spaniel, il carattere, quanto vive e a chi è adatto.
Sommario
L’American Water Spaniel in breve
L’American Water Spaniel è un cane da acqua statunitense di taglia media, anzi medio-piccola: da 38 a 46 centimetri al garrese, senza differenza fra maschi e femmine, per 13,5-20,5 kg nei maschi e 11,5-18 nelle femmine. Il pelo va dal marcel, cioè onde uniformi, al riccio stretto, sempre con sottopelo, e il colore è uno solo: fegato, marrone o cioccolato scuro. Il carattere, testuale: intelligenza, desiderio di compiacere e amichevolezza. Grande energia e ardore per la caccia, ma controllabile sul terreno.
Quanto è grande un American Water Spaniel

Va da 15 a 18 pollici al garrese, cioè da 38 a 46 centimetri, e lo standard è uno dei pochi a dare la stessa misura per i due sessi. Il peso separa: 13,5-20,5 kg i maschi, 11,5-18 le femmine.
Il motivo di quella taglia sta scritto nella riga sull’utilizzazione: è un cane allevato per riportare da skiff o canoe. Lo skiff è la barchetta piatta dei cacciatori di anatre dei laghi del Midwest, e un cane da trenta chili lì dentro, che si sposta e si scrolla, è un problema serio.
Ecco perché lo standard insiste tanto: l’accento è posto sulla taglia corretta, e chiarisce che nessuna preferenza di taglia vale dentro quell’intervallo. In altre parole, un American Water Spaniel di 46 centimetri e uno di 38 sono ugualmente giusti, purché il resto sia in equilibrio.
Le proporzioni sono leggermente più lungo che alto, non troppo quadrato o compatto: un rettangolo appena accennato, niente cane tozzo.
La sostanza ha una formula onesta: la razza ha tanta ossatura e sostanza quanta ne serve a reggere la muscolatura, ma non tanta da apparire goffa. È un cane muscoloso che deve nuotare, non un peso morto.
I piedi chiudono il quadro e dicono il mestiere: dita raccolte, palmate e ben cuscinate, davanti e dietro. La palmatura non è un dettaglio curioso, è l’attrezzo con cui il cane spinge in acqua.
Il pelo dell’American Water Spaniel: dal marcel al riccio

Il mantello è la seconda cosa su cui lo standard mette l’accento, insieme alla taglia e al colore. Va dal marcel, cioè onde uniformi, al riccio stretto, e la quantità di onde o riccioli può variare da una zona all’altra del cane.
Quel marcel è una parola che viene dall’acconciatura femminile degli anni Venti, l’ondulazione regolare a colpi di ferro. Un American Water Spaniel può averla su tutto il corpo, oppure avere onde sulla schiena e riccioli stretti sulle cosce: sono entrambi cani tipici.
La parte che conta è sotto: è importante avere il sottopelo, per dare densità sufficiente a proteggere da tempo, acqua e vegetazione punitiva, ma non troppo ruvido né troppo morbido. Un mantello senza sottopelo, in un cane che a novembre entra in un lago del Wisconsin, è un difetto funzionale prima che estetico.
C’è poi un divieto che vale come segno di riconoscimento: la fronte è coperta di pelo corto e liscio e senza ciuffo. Il topknot, il cappello di riccioli in testa, è dell’Irish Water Spaniel. Se un cane che vi presentano come American Water Spaniel ha il ciuffo, qualcosa non torna.
Sulla toelettatura lo standard è insolitamente permissivo: il pelo può essere spuntato per dare un aspetto curato, le orecchie possono essere rasate, ma nessuna delle due cose è richiesta. È una razza da cacciatori, e si vede.
Il colore è uno solo, dichiarato in una riga: fegato pieno, marrone o cioccolato scuro. È ammesso un po’ di bianco su dita e petto, e nient’altro. Non esistono American Water Spaniel neri, fulvi o particolari.
La testa, gli occhi gialli e la coda a bilanciere

La testa è moderata in lunghezza, con cranio piuttosto ampio e pieno e stop moderatamente definito, ma non troppo pronunciato. L’espressione che chiede lo standard è attenta, sicura di sé, attraente e intelligente.
Gli occhi hanno la particolarità più curiosa di tutto il testo. Il colore può andare da un marrone giallastro chiaro al marrone, nocciola o tono scuro, in armonia col mantello. Ma poi arriva la riga secca: squalificare gli occhi gialli.
E lo standard si preoccupa di spiegare la differenza, perché sa che si presta all’equivoco: gli occhi gialli sono di un colore vivo come quello del limone, da non confondere col marrone giallastro chiaro. Un occhio chiaro caldo va bene, un occhio limone no.
Le orecchie sono lobulari, lunghe e larghe, inserite appena sopra la linea degli occhi, e hanno una misura pratica da provare su un cucciolo: la pelle dell’orecchio, tirata in avanti, arriva al tartufo.
Il tartufo è scuro, nero o marrone scuro, largo e con narici ben sviluppate per garantire un buon olfatto. La chiusura può essere a forbice o a tenaglia: entrambe corrette, cosa che non capita spesso.
La coda è la firma della razza e ha una descrizione che si ricorda: di lunghezza moderata, curva a bilanciere, portata leggermente sotto o sopra il livello del dorso, affusolata, vivace, coperta di pelo con frange moderate.
Quel rocker fashion dell’originale inglese descrive la curva di un pattino da sedia a dondolo, e la parola vivace dice il resto: è una coda che si muove, non un ornamento.
American Water Spaniel o Irish Water Spaniel: le differenze
Si confondono per il nome e per il pelo riccio, ma sono due razze distanti. La differenza si vede prima di tutto dal metro: l’americano sta fra i 38 e i 46 centimetri, l’irlandese fra i 51 e i 59. Sono due taglie diverse.
La seconda differenza è il ciuffo. Nell’Irish Water Spaniel il topknot di riccioli sulla testa è il tratto tipico; nell’American Water Spaniel la fronte deve essere a pelo corto e liscio, senza ciuffo. Non c’è margine di interpretazione.
La terza è la coda: nell’irlandese è la famosa coda a topo, a pelo raso; nell’americano è coperta di pelo con frange moderate e curva a bilanciere.
Poi c’è il mestiere. L’Irish Water Spaniel è uno specialista dell’acqua; l’American Water Spaniel nasce come cane da caccia tuttofare, uno solo per tutto: anatre dalla barca, beccacce e cedroni nel bosco, tutto con lo stesso cane. Era la richiesta dei cacciatori del Midwest, che ne volevano uno e non tre.
La parentela comunque c’è, e non è indiretta: l’Irish Water Spaniel è indicato fra gli antenati della razza americana insieme al Curly Coated Retriever, al Barbone, all’estinto English Water Spaniel e agli spaniel da terra come il Field e il Sussex.
Un’ultima nota per chi confronta i cani da acqua a pelo riccio in generale: la stessa idea di cane, ricci e sottopelo compresi, la ritrovate nel Lagotto Romagnolo, che però in Italia ha preso una strada diversa e oggi cerca tartufi.
Il carattere dell’American Water Spaniel

Lo standard lo mette in due frasi: il contegno indica intelligenza, desiderio di compiacere e amichevolezza. Grande energia e ardore per la caccia, ma controllabile sul terreno.
Quel controllabile è la parola chiave, e in un cane da caccia non è scontata. L’American Water Spaniel è stato selezionato per lavorare vicino, a portata di voce e di fucile, spesso da dentro una barca ferma: un cane che parte per conto suo, qui, non serviva a nessuno. Il risultato è un cane che consulta, che guarda cosa fai.
Il desiderio di compiacere lo rende facile da educare, ma è anche il suo punto sensibile: è una razza che prende male i modi bruschi e che con la durezza si spegne. Funziona benissimo a cibo e a gioco.
In casa è attaccatissimo alla famiglia, e non nel senso generico: è un cane che vuole stare nella stanza dove sei. Con gli estranei invece è più riservato di quanto ci si aspetti da uno spaniel, e ci mette qualche minuto prima di sciogliersi.
Ha una voce che usa volentieri: alcuni soggetti abbaiano parecchio e avvisano di tutto. È una cosa da mettere in preventivo, e da indirizzare presto.
E ha una testa che, se resta vuota, si occupa da sola. Un American Water Spaniel annoiato scava, rosicchia e apre porte. Non è dispetto: è un cane da caccia tuttofare senza niente da fare.
L’acqua, infine, non è un’attività ma un istinto. Se c’è un fosso, un lago o una pozza, quel cane ci va. Chi lo prende dovrebbe considerarlo un dato di fatto e non una sorpresa.
Quanto vive un American Water Spaniel e di cosa si ammala

La vita media è dai 10 ai 13 anni, e il club di razza statunitense arriva a dire 12-15 con le cure giuste. Nel complesso è un cane rustico: la displasia dell’anca si aggira intorno all’8 per cento, uno dei valori più bassi fra i cani da caccia.
Il club di razza chiede tre esami per la certificazione CHIC, e sono i tre capitoli sanitari della razza. Il primo sono le anche, con lastre valutate dall’OFA a due anni compiuti.
Il secondo sono gli occhi: visita di un oftalmologo specialista, registrata con la sigla CAER, da rifare ogni anno fino agli otto. Si guardano cataratta, problemi della retina e glaucoma. La cataratta in questa razza può comparire molto presto, anche prima dell’anno di età, ed è il motivo per cui la visita si ripete invece di farsi una volta sola.
Il terzo è il cuore, con l’esame OFA di base entro un anno dall’accoppiamento oppure quello avanzato dopo l’anno di età.
Fuori dai tre obbligatori il club segnala come occasionali l’epilessia, l’ipotiroidismo, il diabete e la mielopatia degenerativa, che arriva tardi, fra gli otto e gli undici anni, ed è l’unica per cui esiste un test del DNA.
C’è poi una stranezza estetica tipica della razza, la calvizie a chiazze: perdita di pelo su zone precise del corpo, che non fa male al cane ma sorprende chi non se l’aspetta.
La manutenzione quotidiana riguarda le orecchie. Sono lobulari, lunghi e larghi, su un cane che vive mezzo dentro l’acqua: si guardano ogni settimana e si asciugano bene dopo ogni bagno, altrimenti le otiti diventano una costante.
A chi è adatto l’American Water Spaniel
È adatto a chi ha vicino acqua e ci passa del tempo: laghi, fiumi, mare fuori stagione. Un cane così senza acqua vive lo stesso, ma è come tenere un Border Collie senza mai fargli vedere un prato.
È adatto a chi vuole un cane da lavoro in un formato gestibile: sotto i venti chili, che entra in macchina, in barca e in un appartamento normale.
È adatto a chi caccia o fa attività venatorie simulate, dai working test al riporto in acqua: è nato per quello ed è per quello che sta bene.
È adatto alle famiglie attive, con la premessa che è un cane sensibile che va preso con le buone.
Non è adatto a chi vuole un cane tranquillo da salotto: grande energia e ardore per la caccia, dice lo standard, e con due giri dell’isolato non si sfoga.
Non è adatto a chi non sopporta l’abbaio: molti soggetti sono vocali e avvisano di tutto.
Non è adatto a chi lo vuole subito. In Italia la razza non è iscritta al libro genealogico dell’ENCI e non ci sono allevamenti: chi lo cerca deve importarlo dagli Stati Uniti, dove pure è raro.

