Field Spaniel
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Field Spaniel in breve
Il Field Spaniel è uno spaniel britannico da cerca e riporto, alto circa 46 centimetri per 18-25 chili: più grande e più lungo di un cocker, con il pelo lungo, piatto e serico e le frange su petto, ventre e arti. I colori sono nero, fegato e i roani, anche con focature. Carattere eccezionalmente docile, attivo, sensibile ed indipendente. Lo standard avverte che non è adatto a vivere in città. Vive 12-13 anni.
Che cane è il Field Spaniel

È lo spaniel inglese che quasi nessuno conosce, e per due volte ha rischiato di sparire. Oggi è un cane da cerca e riporto dalle proporzioni giuste, nobile di aspetto e con un carattere che i suoi proprietari descrivono sempre con la stessa parola: docile.
Fisicamente sta fra il cocker e i cani da riporto: circa 46 centimetri per 18-25 chili, più lungo che alto, con il pelo serico e le frange su petto, ventre e arti, ma mai dal garretto al suolo. I colori sono nero, fegato e roani, e sono vietati arancione, rosso e dorato.
Il carattere lo scrive lo standard in quattro parole: eccezionalmente docile, attivo, sensibile ed indipendente. Tradotto: un cane facile e discreto in casa, che collabora, che non chiede attenzioni ogni minuto e che con i modi bruschi si spegne.
C’è però una riga dello standard che va letta prima di innamorarsi: questo cane è ideale per la caccia nei terreni accidentati o compagno di chi vive in campagna, e non è adatto a vivere in città. Serve terreno, movimento e lavoro di naso, ogni giorno.
In Italia è praticamente introvabile: due cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni e nessun affisso.
Storia ed origine del Field Spaniel

Il Field Spaniel nasce alla fine del XIX secolo dall’incrocio fra il vecchio Sussex Springer e il Cocker Spaniel: uno spaniel da terra di taglia media, per la cerca e il riporto. Lo standard ricorda che questi cani sono in grado di fare lo stesso lavoro dei retriever, e che il collo lungo e muscoloso serve per riportare il selvatico senza fatica.
Poi arriva il disastro, e lo standard FCI lo scrive senza diplomazia: la moda che si è diffusa nei primi anni del 1900 ha rovinato la razza. I Field Spaniel vennero allevati sempre più lunghi e sempre più bassi, fino a non poter più lavorare: vincevano in esposizione e sparivano dalla campagna.
Il secondo rischio di estinzione è degli anni Cinquanta, quando i soggetti erano così pochi che il Kennel Club ritirò lo status di campionato, ristabilito solo nel 1969 dopo gli sforzi degli allevatori. Nella pagina trovi tutta la parabola, più i numeri italiani di oggi: due cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni.
Carattere e descrizione del Field Spaniel

Il carattere sta in quattro aggettivi dello standard, e il primo ha un avverbio che pesa: eccezionalmente docile, attivo, sensibile ed indipendente. In casa è tranquillo e discreto, con i bambini paziente, con gli altri cani facile; con i modi bruschi si spegne, perché sensibile qui è una parola tecnica.
È un cane da cerca e riporto alto circa 46 centimetri per 18-25 chili, quindi nettamente più grande di un cocker, con la cassa toracica lunga due terzi del corpo e un’andatura descritta come passo lungo e calmo con grande spinta. Il pelo è lungo, piatto, lucente e serico, mai arricciato, con frange abbondanti ma niente frange dal garretto al suolo.
Nella pagina trovi la testa che dà l’impressione di alto lignaggio con la sua espressione grave e gentile, i colori ammessi (nero, fegato e roani, tutti anche focati) e quelli vietati (arancione, rosso, dorato: i colori del cocker), il confronto con il Cocker e la parte sulla salute. E la frase più netta dello standard, che è anche la sua raccomandazione: non è adatto a vivere in città. Vive 12-13 anni.
Addestramento ed educazione del Field Spaniel

L’addestramento è la parte facile: lo standard lo definisce eccezionalmente docile e impara in fretta. Le due parole da tenere a mente sono sensibile (sessioni brevi, tono allegro, rinforzo positivo, mai la voce alzata) e indipendente, che riguarda il richiamo: non è un cane appiccicato e nel bosco prende iniziative.
Nei primi mesi, oltre alla socializzazione, conta un lavoro specifico di questa razza: abituare il cucciolo alla manipolazione, cioè orecchie controllate e asciugate, frange spazzolate, piedi guardati. Un cane che si lascia gestire vale dieci consigli di toelettatura.
Il lavoro si costruisce come in un retriever: riporto dal salotto al dummy fino al terreno vario, puntando alla consegna in mano, più la cerca nel folto, che è il suo mestiere. Se non vai a caccia servono nose work, mantrailing, dog trekking e nuoto, con un minimo di due ore al giorno fra movimento e naso.
Allevamento del Field Spaniel

In Italia il Field Spaniel non c’è: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato due cuccioli (uno nel 2015 e uno nel 2017) e non esiste nessun affisso dedicato. Anche in patria è raro: lo standard ammette che non è ancora una razza popolare.
Con il pedigree un cucciolo va dai 1.000 ai 1.600 euro in Gran Bretagna o nel nord Europa, più 200-600 euro di viaggio. Un pedigree FCI si iscrive senza problemi al libro genealogico italiano. Il mantenimento è quello di un cane da venti chili attivo, 60-100 euro al mese, più le spazzolate delle frange.
Non ci sono test genetici di razza obbligatori diffusi: le domande giuste riguardano il coefficiente di consanguineità (la popolazione è piccola), le lastre di anche e gomiti, la visita oculistica e la gestione delle orecchie, che in tutti gli spaniel sono il punto debole. E una domanda sul contesto: chiedi all’allevatore che vita fanno i suoi cani, perché una razza che lo standard dichiara non adatta alla città va valutata anche su questo.


