Storia ed origine dell’American Water Spaniel
Il cane delle anatre dei fiumi Fox e Wolf, dal Wisconsin allo standard FCI
Lo standard FCI dell’American Water Spaniel, come tutti quelli di scuola americana, non ha un cenno storico: si limita a dire che la razza è stata sviluppata negli Stati Uniti come cane da caccia tuttofare. La storia va cercata altrove, e per fortuna è documentata bene.
In questa pagina: i laghi del Wisconsin di inizio Ottocento, gli antenati, il medico che ha salvato la razza, le date del riconoscimento e com’è messa oggi.
Sommario
Il cane delle paludi fra il Fox e il Wolf

La razza nasce nel primo Ottocento nelle zone umide del Wisconsin, lungo i fiumi Fox e Wolf. Non nasce in un allevamento: nasce fra i cacciatori di anatre, che avevano un problema pratico da risolvere.
Il problema era la barca. Si cacciava dallo skiff, la barchetta piatta e stretta che si spinge fra i canneti, e serviva un cane che ci stesse dentro senza farla ballare, che si buttasse, riportasse e risalisse a bordo da solo.
Serviva anche che, finita la giornata in acqua, lo stesso cane sapesse lavorare nel bosco su beccacce e cedroni. Un cane, non tre: nelle fattorie del Midwest non c’era spazio né budget per una muta di specialisti.
Da quel bisogno esce un cane da caccia tuttofare, piccolo di taglia e con un mantello che tiene l’acqua gelata di novembre. Le razze che vengono indicate come antenati sono quelle che nel Midwest si trovavano: l’Irish Water Spaniel, l’English Water Spaniel oggi estinto, il Curly Coated Retriever, il Barbone, i cani dei nativi americani e gli spaniel da terra britannici come il Field e il Sussex.
Per quasi un secolo il cane resta una faccenda locale, senza nome ufficiale e senza registri. Lo si chiamava semplicemente il cane da acqua, e si passava di fattoria in fattoria.
Il medico di New London e il riconoscimento

La razza ha un nome preciso da ringraziare: il dottor Fred J. Pfeifer, medico di New London, in Wisconsin. All’inizio del Novecento apre i Wolf River Kennels e comincia a fare quello che nessuno aveva fatto: prendere sul serio quei cani.
Pfeifer li seleziona, li registra e soprattutto li vende per posta, con annunci sulle riviste di caccia nazionali: 25 dollari per un maschio, 20 per una femmina. È così che il cane delle paludi del Wisconsin esce dal Wisconsin.
Il primo riconoscimento arriva nel 1920 dallo United Kennel Club, e il primo American Water Spaniel iscritto è un cane suo, Curly Pfeifer. Nel 1938 la razza entra nel Field Dog Stud Book, il registro dei cani da caccia americani.
Il passo grosso è del 1940: l’American Kennel Club la riconosce ufficialmente, grazie al lavoro di John Scofield del Missouri e di Thomas Brogdan di Rush Lake, Wisconsin.
Nel 1985 arriva la consacrazione simbolica: l’American Water Spaniel diventa il cane ufficiale dello Stato del Wisconsin. È una delle poche razze al mondo ad avere un riconoscimento del genere, e dice quanto sia legata a un pezzo preciso di territorio.
Sul piano internazionale, invece, le cose vanno piano: lo standard statunitense in vigore è del 1995, e la FCI pubblica il proprio, il numero 301, solo il 22 gennaio 1999.
L’American Water Spaniel oggi

Nonostante il riconoscimento e il titolo di cane di stato, l’American Water Spaniel non è mai diventato popolare. Nel 1998 l’American Kennel Club registrò in tutto l’anno 233 cuccioli, e la popolazione mondiale viene stimata intorno ai 3.000 cani.
La concentrazione geografica è rimasta quella di partenza: Wisconsin, Minnesota e Michigan. Fuori dal Midwest, anche negli Stati Uniti, è un cane che si vede di rado.
Le classifiche di popolarità americane raccontano una discesa lenta: 125esima razza nel 2000, 143esima nel 2010 su 167. Nella graduatoria delle razze più rare pubblicata dall’AKC per il 2025 l’American Water Spaniel compare al 27esimo posto.
Il paradosso è che non c’è niente che non vada: è un cane sano, longevo, di taglia comoda e con un carattere facile. Semplicemente, la caccia all’anatra dalla barca è un mestiere di nicchia, e chi vuole un retriever da compagnia compra un Labrador.
In Italia la situazione è netta: la razza non è iscritta al libro genealogico dell’ENCI, che censisce 292 razze, e le banche dati ufficiali non registrano né nascite né affissi. Chi ne vuole uno deve importarlo.
Per chi cerca qualcosa di simile e disponibile qui, il ragionamento più onesto porta ad altre razze da acqua: il Chesapeake Bay Retriever per il lavoro in acqua fredda, il Lagotto Romagnolo per taglia e mantello riccio.

