Chesapeake Bay Retriever
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Chesapeake Bay Retriever in breve
Il Chesapeake Bay Retriever è l’unico retriever nato negli Stati Uniti, il cane da riporto della baia di Chesapeake: maschi alti 58-66 centimetri per 29,5-36,5 chili, femmine 53-61 per 25-32. Ha un doppio pelo corto e oleoso che lo standard vuole impermeabile come le piume dell’anitra, colori mimetici (marrone, carice, color foglia morta) e gli occhi gialli. È brillante e allegro, con tranquillo buon senso e istinto di protezione. Vive 10-13 anni.
Che cane è il Chesapeake Bay Retriever

È il retriever più rustico e il più indipendente: un cane selezionato per rompere il ghiaccio e riportare anatre nella baia di Chesapeake, con vento, marea e acqua gelida.
Il suo standard è uno dei pochi che comincia descrivendo il lavoro invece del cane, e la frase da ricordare è questa: cacciava nelle condizioni climatiche ed acquatiche più avverse, spesso costretto a rompere il ghiaccio durante molti estenuanti riporti.
Da quel lavoro viene tutto. Il pelo corto e ricchissimo di olio, che deve essere impermeabile come le piume dell’anitra e che scrollandosi non trattiene nessuna traccia d’acqua. Il colore, che deve somigliare all’ambiente in cui il cane lavora: marrone, carice, color foglia morta. E il posteriore alto come le spalle, per spingere nuotando.
Gli occhi sono la sua firma: molto chiari, giallognoli o ambra. Negli altri retriever un occhio così sarebbe un difetto; qui è un tratto caratteristico.
Il carattere è quello che sorprende chi arriva dal Labrador: è affettuoso e legatissimo alla sua gente, ma ha istinto di protezione, è riservato con gli estranei e ha un tranquillo buon senso che a volte assomiglia molto alla testardaggine.
Tre cose da sapere prima di prenderlo. Ha bisogno di lavoro e possibilmente di acqua, tutti i giorni. Non si tosa e non si lava spesso, perché l’olio è la sua protezione. E non è un Labrador più grande: è il retriever più impegnativo che ci sia.
Storia ed origine del Chesapeake Bay Retriever

Tutto comincia con un naufragio: nel 1807, davanti alle coste del Maryland, da una nave britannica in difficoltà vengono salvati due cuccioli, il maschio Sailor e la femmina Canton. Erano descritti come terranova, ma quasi certamente erano St. John’s water dog. Incrociati con i cani della baia, e più tardi con Curly e Flat-Coated Retriever, hanno dato il cane da riporto della Chesapeake Bay.
Nell’Ottocento quel cane era un attrezzo di lavoro per i cacciatori commerciali di anatre, e si racconta di soggetti capaci di riportare fino a 300 anatre al giorno nel gelo della baia. È quel mestiere che ha selezionato il pelo oleoso, il posteriore alto, le mascelle forti e morbide e un carattere capace di decidere da solo. L’AKC l’ha riconosciuta nel 1885, fra le prime razze americane.
Nella pagina trovi anche il resto: perché nel 1964 il Maryland l’ha dichiarato cane ufficiale dello stato, come è cambiata la razza dopo la fine della caccia commerciale (poco: confronta una foto del 1915 con un cane di oggi) e i numeri italiani, che raccontano una nicchia con qualche stagione buona.
Carattere e descrizione del Chesapeake Bay Retriever

Lo standard lo descrive con cinque cose: carattere brillante e allegro, intelligenza, tranquillo buon senso, natura affettuosa e istinto di protezione. Quest’ultimo lo distingue da tutti gli altri retriever: un Golden accoglie chiunque, un Chesapeake si mette fra te e lo sconosciuto e valuta. È anche testardo, nel senso del cane che ha capito e ha un’opinione diversa.
È il più grande dei retriever comuni: maschi 58-66 centimetri per 29,5-36,5 chili, femmine 53-61 per 25-32, con il posteriore alto come le spalle o un pochino di più. Ha gli occhi molto chiari, giallognoli o ambra, che negli altri retriever sarebbero un difetto e qui sono un tratto caratteristico.
Nella pagina trovi il capitolo sul pelo, che lo standard vuole impermeabile come le piume dell’anitra grazie all’olio del sottopelo (uscito dall’acqua e scrollato, non deve trattenere nessuna traccia d’acqua), i colori scelti per mimetizzarsi nell’ambiente di lavoro (marrone, carice, color foglia morta), il capitolo sul lavoro nel ghiaccio e la parte sulla salute, con i test da chiedere. Vive 10-13 anni.
Addestramento ed educazione del Chesapeake Bay Retriever

Impara in fretta ma non esegue per compiacere: con questa razza servono coerenza (prova le regole, e se una cosa è vietata a giorni alterni la considera negoziabile) e sessioni brevi e variate, perché alla quinta ripetizione ti guarda come per dire che ha capito. La ricompensa più forte non è il cibo, è il riporto.
La priorità dei primi mesi è la socializzazione, perché l’istinto di protezione è di razza e va indirizzato: un cucciolo che vede il mondo diventa un adulto che valuta, uno cresciuto isolato diventa un adulto che sospetta. Gli ospiti li accogli tu, e il cane impara che la valutazione la fa il proprietario.
Sulle attività la risposta è acqua e riporto: prove di lavoro per retriever, dock diving, caccia dove è praticata, nose work, obedience e dog trekking con il fresco. Da evitare i lanci della pallina fino allo sfinimento e gli sforzi intensi nelle ore calde, che con questo mantello sono il suo limite vero.
Allevamento del Chesapeake Bay Retriever

In Italia questa razza è una nicchia con qualche stagione buona: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato 125 cuccioli, con il picco fra il 2020 e il 2022 e un crollo a un solo cucciolo in un’annata. Gli affissi sono cinque. La cifra realistica per un cucciolo con pedigree, da un allevamento che fa i test, è fra i 1.200 e i 2.000 euro.
I test sono la parte che conta. Il primo è quello per la mielopatia degenerativa, una malattia neurologica che porta alla paralisi del posteriore e per cui il test del DNA esiste dal 2008. Poi vengono i controlli oculistici e le radiografie dell’anca. Ognuno costa fra i 50 e i 150 euro, e sono la ragione per cui un cucciolo testato costa più di uno non testato. La pagina li spiega uno per uno. Ci sono i numeri italiani anno per anno. C’è il capitolo delle linee da lavoro, spesso prenotate da cacciatori, con lo stesso prezzo o superiore. C’è il mantenimento. Ci sono le domande sul carattere, perché il Chessie è il più indipendente e il più deciso dei retriever, e chi se lo aspetta come un Labrador sbaglia razza. E c’è il rapporto con l’acqua, che qui è il mestiere.


