Lo scodinzolio è il gesto del cane che tutti pensano di saper leggere, e infatti nessuno lo guarda per bene. Nel 2007 tre ricercatori italiani lo hanno filmato e misurato fotogramma per fotogramma, e hanno trovato una cosa che a occhio non si vede: la coda non si muove uguale dalle due parti. Quando il cane vede qualcosa a cui vuole andare incontro, il movimento è più ampio verso destra; quando vede qualcosa da cui si tirerebbe indietro, è più ampio verso sinistra.

Destra e sinistra vanno intese dal punto di vista del cane, non dal nostro. E la ragione non ha niente di magico: sta nel modo in cui i due emisferi del cervello si dividono il lavoro, negli esseri umani come nei cani, negli uccelli e nei pesci.

Sommario:

Trenta cani, quattro cose da guardare, una telecamera

L’esperimento è del 2007 e porta la firma di Angelo Quaranta e Marcello Siniscalchi dell’Università di Bari con Giorgio Vallortigara, allora a Trieste. Trenta cani di famiglia, di razze diverse, sono stati messi uno alla volta in un box e filmati mentre, da un’apertura, comparivano quattro cose diverse: il loro proprietario, una persona sconosciuta, un gatto e un malinois sconosciuto e di taglia importante.

I filmati sono stati analizzati misurando l’ampiezza dei colpi di coda da una parte e dall’altra. Il risultato è stato costante: davanti al proprietario i cani scodinzolavano tanto e spostati verso destra; davanti allo sconosciuto lo stesso, ma con meno intensità; davanti al gatto ancora meno, sempre verso destra; davanti al cane grosso e sconosciuto la coda si muoveva poco e spostata verso sinistra.

Le quattro situazioni, messe in fila, disegnano una scala: dal «vengo subito» al «meglio di no».

Cosa vedeva il caneCome si muoveva la coda
Il proprietariomovimento ampio, spostato verso destra
Una persona sconosciutaverso destra, meno ampio
Un gatto sconosciutoverso destra, ancora meno ampio
Un cane grosso e sconosciutomovimento ridotto, spostato verso sinistra

Cosa c’entrano i due emisferi del cervello

Nel cervello dei vertebrati i due emisferi non fanno le stesse cose, e ognuno comanda il lato opposto del corpo: l’emisfero sinistro muove la metà destra, il destro la metà sinistra. Da decenni si sa che l’emisfero sinistro è più coinvolto nei comportamenti di avvicinamento, il destro in quelli di ritiro e di allarme.

La coda non fa altro che mostrare all’esterno quale dei due sta spingendo di più. Non è un messaggio che il cane decide di mandare: è la conseguenza visibile di come si accende il suo cervello. Per questo lo stesso cane, nella stessa giornata, può spostare la coda da una parte o dall’altra a seconda di chi si trova davanti.

La stessa asimmetria è stata osservata in altri comportamenti dei cani, per esempio nel modo in cui girano la testa verso i suoni o verso le facce. È un filone di ricerca che va avanti da vent’anni e che ha nei gruppi italiani uno dei centri principali.

Anche gli altri cani si accorgono della differenza

La domanda successiva era più interessante: gli altri cani lo notano? Nel 2013 lo stesso gruppo ha fatto guardare ai cani dei video di altri cani che scodinzolavano, montati in modo da mostrare lo spostamento a destra o a sinistra. Ai cani era attaccato un misuratore del battito cardiaco. Chi guardava lo scodinzolio spostato a sinistra aveva la frequenza cardiaca più alta e mostrava più segnali di disagio; chi guardava quello spostato a destra restava tranquillo.

Tre anni prima, in Canada, un gruppo dell’Università di Victoria aveva provato una strada diversa: un cane finto a grandezza naturale, telecomandato, piazzato in un parco frequentato da cani liberi. Nelle prove del 2008 e in 378 incontri validi del 2009 hanno contato quanti cani si avvicinavano al modello senza fermarsi: il 56 per cento quando la coda finta si muoveva verso sinistra, il 31 per cento quando si muoveva verso destra.

Due esperimenti, due risposte non sovrapponibili: nel primo lo scodinzolio a sinistra mette a disagio, nel secondo un modello che muove la coda a sinistra viene avvicinato più spesso senza esitazioni. Vuol dire che i cani colgono la differenza, ma non che si sappia già cosa ne fanno. È una faccenda ancora aperta, e chi la racconta come chiusa sta semplificando.

Come si guarda la coda (e perché a occhio non funziona)

Chi legge queste righe adesso guarderà il proprio cane e cercherà di capire da che parte va la coda. Due avvertenze prima di provarci.

La prima: destra e sinistra sono quelle del cane. Se lo guardi in faccia è tutto rovesciato, quindi il posto giusto per guardare è dietro di lui, dalla stessa parte in cui guarda lui.

La seconda: la differenza è una questione di ampiezza media su molti colpi di coda, non un movimento tutto da un lato. Nei laboratori si misura sui filmati, fotogramma per fotogramma, con il cane fermo in una posizione nota. A occhio nudo, con un cane che si muove, è quasi impossibile dire qualcosa di sensato. È un risultato scientifico interessante, non un test casalingo.

Scodinzolare non vuol dire essere contenti

C’è un equivoco più grosso, ed è pensare che la coda che si muove voglia dire «sono contento». Lo scodinzolio segnala attivazione: il cane è coinvolto in qualcosa. Se poi quel qualcosa sia bello o brutto lo dicono il resto del corpo e il contesto. Un cane teso, con la coda alta e rigida che vibra veloce, sta scodinzolando, e non è un invito.

Non esiste un dizionario delle code valido per tutti i cani, anche perché la coda cambia forma da razza a razza: un carlino con la coda arrotolata sulla schiena e un levriero con la coda bassa e sottile partono da posizioni diverse. Quello che si guarda è come si muove rispetto al solito di quel cane, e cosa fa il resto: orecchie, peso del corpo, muscoli della faccia, respiro.

Coda che si muove larga, morbida, con il sedere che ondeggiacane rilassato e coinvolto, di solito in avvicinamento
Coda alta e rigida che vibra veloceattivazione alta con tensione: non è un invito, e vale per i cani come per le persone
Coda bassa che si muove appena, corpo abbassatocane a disagio o insicuro, spesso mentre cerca di disinnescare la situazione
Coda ferma e alta, corpo immobilecane che sta valutando: l’assenza di movimento dice più del movimento

Perché i cani scodinzolano molto più dei lupi

Una rassegna del 2024 su Biology Letters ha messo in fila quello che si sa e quello che non si sa. Il punto di partenza è che i cani scodinzolano molto più degli altri canidi, lupi compresi, e nessuno sa con certezza perché.

Le ipotesi sul tavolo sono due. La prima: è un effetto collaterale della selezione per la docilità, lo stesso pacchetto di cambiamenti che nella domesticazione ha portato orecchie pendenti, macchie bianche e musi più corti. La seconda: l’abbiamo selezionato noi, perché siamo una specie attratta dai movimenti ritmici e ci piace il cane che ci accoglie agitando la coda. Gli autori fanno notare che, per essere il comportamento canino più famoso del mondo, è stato descritto pochissimo in modo quantitativo.

E i cani con la coda corta?

Resta una domanda pratica: e i cani con la coda cortissima, per nascita o perché tagliata? Le prove col cane robot in Canada erano nate proprio da lì, e la conclusione del filone è che una coda corta trasmette meno informazione: il segnale si vede meno e da meno lontano.

In Italia il taglio della coda a scopo estetico è vietato, e il divieto ha una ragione anche fuori dal discorso del dolore: si toglie al cane un pezzo di linguaggio che gli altri cani leggono. Chi convive con un cane a coda naturalmente corta non deve fare niente di speciale, solo sapere che i suoi malintesi con altri cani possono cominciare da lì.

Domande frequenti

Il cane scodinzola a destra quando è contento?

Nello studio del 2007 l’ampiezza dello scodinzolio era spostata verso destra davanti al proprietario, a una persona sconosciuta e a un gatto, e verso sinistra davanti a un cane grosso sconosciuto. Il senso è avvicinamento contro ritiro, che non è esattamente la stessa cosa di contento contro triste. E si parla della destra del cane, non di chi guarda.

Posso capire come sta il mio cane guardando da che parte va la coda?

Nella pratica no. La differenza si misura sull’ampiezza media di molti colpi di coda, con filmati analizzati fotogramma per fotogramma e il cane in una posizione fissa. A occhio, con un cane che si muove, non è leggibile. Per capire come sta il cane si guarda tutto il corpo, non solo la coda.

Un cane che scodinzola può mordere?

Sì. La coda che si muove dice che il cane è attivato, non che è amichevole. Uno scodinzolio rapido e rigido, con il corpo teso e il peso in avanti, è un cane da lasciare stare. È il motivo per cui ai bambini non va insegnato «se scodinzola puoi accarezzarlo».

Perché i cani scodinzolano più dei lupi?

Non si sa con certezza. Le due ipotesi raccolte in una rassegna del 2024 sono che sia un sottoprodotto della selezione per la docilità avvenuta con la domesticazione, oppure che l’abbiano selezionato le persone, attratte dai movimenti ritmici.

I cani si accorgono da che parte scodinzolano gli altri cani?

Se ne accorgono. Davanti a video di cani con scodinzolio spostato a sinistra, i cani osservati nel 2013 avevano battito cardiaco più alto e più segnali di ansia. Un esperimento canadese con un cane finto telecomandato ha invece trovato che i cani si avvicinavano senza fermarsi più spesso quando la coda andava a sinistra. La sensibilità è dimostrata, il significato no.

Il cucciolo nasce già capace di scodinzolare?

Lo scodinzolio compare nelle prime settimane di vita e diventa un segnale usato verso gli altri cani e verso le persone man mano che il cucciolo cresce e ha occasioni di incontro. È uno dei tanti aspetti che la rassegna del 2024 segnala come poco studiati con dati alla mano.

Il comportamento lo deve vedere un esperto

Per capire perché un cane si comporta in un certo modo bisogna osservarlo dove vive, con chi vive e nel momento in cui il problema succede: è il lavoro di un educatore o istruttore cinofilo qualificato, e si fa a casa vostra. In rete dello stesso comportamento trovi venti spiegazioni diverse, e nessuna è stata scritta per il tuo cane. Se in ballo ci sono ansia, paure o aggressività, la figura giusta è il medico veterinario esperto in comportamento: è un medico, quindi può prima di tutto escludere una causa fisica.

Fonti. A. Quaranta, M. Siniscalchi, G. Vallortigara, «Asymmetric tail-wagging responses by dogs to different emotive stimuli», Current Biology 17(6), 2007; M. Siniscalchi, R. Lusito, G. Vallortigara, A. Quaranta, «Seeing left- or right-asymmetric tail wagging produces different emotional responses in dogs», Current Biology 23(22), 2013; K. A. Artelle, L. K. Dumoulin, T. E. Reimchen, «Behavioural responses of dogs to asymmetrical tail wagging of a robotic dog replica», Laterality, 2010; S. Leonetti, A. Ravignani, S. Pika, «Why do dogs wag their tails?», Biology Letters, 2024.

Anton, autore di dogseteraScritto daAnton S.Pubblicato il 15 settembre 2026Vivo coi cani da sempre e su Dogsetera racconto razze, sport cinofili e vita quotidiana a sei zampe, senza fuffa.