Springer Spaniel Inglese
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Lo Springer Spaniel Inglese in breve
Lo Springer Spaniel Inglese è un cane da cerca e riporto di taglia media, circa 51 cm al garrese, con manto fegato e bianco o nero e bianco e frange moderate. Lo standard lo definisce di origini antiche e pure, il più antico dei cani da caccia sportivi, e ne descrive il carattere in cinque parole: amichevole, di indole allegra, docile. In Italia sono nati 18.199 cuccioli negli ultimi dieci anni.
Che cane è lo Springer Spaniel Inglese

È un cane da cerca, gruppo 8 sezione 2, con prova di lavoro. Il mestiere è nel nome: lo springer è il cane che fa alzare la selvaggina, e poi la riporta.
Lo riconoscete dalla taglia media e dalla costruzione atletica – lo standard dice che è il più alto sulle gambe e il più snello di tutti gli spaniel da terra inglesi – dal manto pezzato fegato e bianco o nero e bianco, e dalle orecchie lobulari attaccate in linea con l’occhio.
Cosa chiede: almeno due ore al giorno di attività, di cui una parte con il naso al lavoro, e compagnia. Non è un cane da giardino e non è un cane da lasciare solo dieci ore.
Cosa lo rende speciale: la combinazione di naso e voglia di collaborare. È la ragione per cui è uno dei cani da caccia più usati al mondo e, allo stesso tempo, uno dei cani da ricerca esplosivi preferiti da polizie ed eserciti.
Da sapere prima di scegliere: esistono due Springer, quello di linea da lavoro e quello di linea da esposizione. Cambiano pelo, orecchie e soprattutto intensità: è la scelta più importante che farai.
E una nota pratica che vale per tutti i soggetti: le orecchie. Lobulari, pendenti, bellissimi e a rischio otite. Si controllano ogni settimana.
Storia ed origine dello Springer Spaniel Inglese

Lo standard FCI apre dicendo che è una razza di origini antiche e pure, la più antica dei cani da caccia sportivi, e spiega il mestiere che le ha dato il nome: trovare e fare alzare la selvaggina per la rete, il falco o il levriero. Prima dei fucili il cane serviva a questo, e to spring in inglese è far scattare.
La data d’inizio che i club citano è il 1812, quando la famiglia Boughey di Aqualate, nello Shropshire, comincia a tenere un registro dei propri spaniel: il cane indicato come primo Springer di tipo si chiamava Mop I. Dagli anni Cinquanta dell’Ottocento questi cani si espongono col nome di Norfolk Spaniel.
Poi arriva il dettaglio che oggi fa sorridere: fino a fine Ottocento Cocker e Springer nascevano nella stessa cucciolata, e la razza la decideva la bilancia. Sotto le 25 libbre, circa 11,3 chili, era un Cocker; sopra, uno Springer. Nel 1885 nasce lo Sporting Spaniel Club, nel 1899 si tiene la prima prova di lavoro per spaniel, e nel 1902 il Kennel Club riconosce lo Springer come razza separata.
Il Novecento aggiunge due cose. La prima è la separazione fra linee da esposizione e linee da lavoro, che nella razza è particolarmente marcata. La seconda è un mestiere nuovo: lo Springer diventa uno dei cani da ricerca esplosivi più usati da polizie ed eserciti. In Italia è una razza importante: 18.199 cuccioli fra il 2015 e il 2024 e 57 allevamenti con affisso.
Carattere e descrizione dello Springer Spaniel Inglese

Lo standard chiede un cane costruito simmetricamente, compatto, forte, allegro, attivo, e gli assegna un primato: è il più alto sulle gambe e il più snello di tutti gli spaniel da terra inglesi. Sulla taglia dà un numero solo, circa 51 cm al garrese, senza intervallo e senza distinzione fra i sessi; il peso non c’è, e i 18-23 kg che si leggono in giro sono dati dei club.
I colori sono fegato e bianco, nero e bianco, con o senza focature fulve. Il pelo è aderente, liscio e resistente alle intemperie, mai ruvido, con frange moderate: è un cane da roveto, non da ring. La coda era tradizionalmente tagliata e lo standard descrive anche quella naturale: in Italia il taglio è vietato dalla legge 201/2010.
Il capitolo più utile della pagina è quello sui due tipi. Nella pratica la razza si è divisa in linee da lavoro – più leggere, pelo corto, motore altissimo – e linee da esposizione, più pesanti di ossatura e più gestibili in casa. Lo standard descrive un cane solo, ma chi compra un cucciolo compra una linea, e cambia la vita.
Il carattere sta in cinque parole: amichevole, di indole allegra, docile, con timidezza o aggressività altamente indesiderabili. Nella pagina ci sono anche il confronto con il Cocker, la salute con i test del DNA per fucosidosi e PFK, la longevità mediana di 13,35 anni e il capitolo scomodo sull’indagine americana del 2005 sull’aggressività verso i proprietari, raccontato con i suoi limiti di metodo.
Addestramento ed educazione dello Springer Spaniel Inglese

È uno dei cani più facili da addestrare e uno dei più facili da rovinare: impara in fretta, e in fretta impara anche le cose sbagliate. Le priorità dei primi mesi sono la gestione dell’entusiasmo, il richiamo allenato ogni giorno, la condotta al guinzaglio, il lavoro sulla bocca – prendere e lasciare, mai tirare per togliere un oggetto – e l’abitudine a stare da solo, costruita per gradi.
Il motore vero è il naso: mezz’ora di ricerca olfattiva stanca più di un’ora di corsa. Le attività giuste sono nose work, mantrailing, working test col dummy, riporto e acqua. Quella sbagliata è il lancio della palla a ripetizione, che stanca il corpo e accende la testa.
Il mestiere della razza si chiama cerca: il cane batte il terreno davanti al cacciatore a distanza di fucile, fa alzare la selvaggina e la riporta. Le tre cose che si allenano sono la distanza, lo stop al fischio e la capacità di non partire dietro alla selvaggina. Anche chi non caccia dovrebbe allenarle: sono quelle che rendono il cane gestibile.
Il fabbisogno è di almeno due ore al giorno, di più nelle linee da lavoro, e il contenuto conta più delle ore. Nella pagina ci sono anche gli errori tipici, dal richiamo dato per scontato alla gestione delle orecchie, che in questa razza è la prima voce del veterinario.
Allevamento dello Springer Spaniel Inglese

In Italia lo Springer Spaniel Inglese è una razza solida: 18.199 cuccioli iscritti al libro genealogico fra il 2015 e il 2024, con il picco di 2.321 nel 2021 e 1.634 nel 2024, e 57 allevamenti con affisso. Trovare un cucciolo, qui, non è un problema: il problema è scegliere bene.
La geografia dice molto: 18 affissi su 57 sono in Toscana, poi vengono Lombardia con 11, Lazio con 5, e quattro ciascuno Emilia Romagna, Marche, Veneto e Umbria. È la mappa della caccia alla selvaggina di penna in Italia.
Un cucciolo con pedigree costa indicativamente fra gli 800 e i 1.500 euro, e le cucciolate da genitori con risultati in prova di lavoro possono costare di più. La prima domanda da fare non è il prezzo: è se si tratta di una linea da lavoro o da esposizione, perché è la differenza che si sentirà ogni giorno per dieci anni.
Le carte da chiedere sono precise e in questa razza esistono: i test del DNA per la fucosidosi – malattia recessiva e fatale, con schema ufficiale del Kennel Club dal 2005 – e per il deficit di PFK, le radiografie dell’anca e le visite oculistiche. E poi una cosa che non è un documento: stare cinque minuti con la madre e, se possibile, con il padre.


