Laika Russo-Europeo

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Il Laika Russo-Europeo in breve

Il Laika Russo-Europeo è la più piccola delle tre laike riconosciute dalla FCI – 52-58 cm nei maschi, 48-54 nelle femmine – e la più facile da riconoscere: è l’unica quadrata e si vede quasi sempre in bianco e nero. Nasce dalle laike di Komi, Carelia, Udmurtia e Arkhangelsk, in un programma condotto fra il 1944 e il 1947, e ha un capostipite con nome e numero: Putik, nato nel 1946. In Italia non è mai nata.

TagliaMedia: 52-58 cm i maschi, 48-54 cm le femmine
Altezza al garreseMaschi 52-58 cm, femmine 48-54 cm
PesoNon è nello standard: in genere fra 18 e 23 kg
Vita media12-14 anni
MantoDoppio: pelo di copertura duro e dritto, sottopelo lanoso e abbondante
ColoriNero e bianco o bianco e nero, nero pieno, bianco pieno. Nessun altro colore
Livello di energiaMolto alto: è un cane da caccia che lavora da solo per ore
Adatto aCacciatori e persone molto attive con spazio: non è un cane da città

Che cane è il Laika Russo-Europeo

Laika Russo-Europeo bianco e nero in piedi di profilo a una esposizione

È un cane da caccia polivalente – così dice l’utilizzazione ufficiale – del gruppo 5, sezione dei cani nordici da caccia, riconosciuto con prova di lavoro. In Russia si usa dallo scoiattolo all’orso.

Lo riconoscete da due cose che le altre laike non hanno: il formato quadrato, con la lunghezza del corpo uguale all’altezza al garrese, e il mantello bianco e nero, l’unico ammesso insieme al nero pieno e al bianco pieno.

Quanto è grande: 52-58 cm i maschi e 48-54 le femmine, per un peso intorno ai 18-23 chili.

Cosa chiede: ore di movimento vero ogni giorno, un terreno recintato sul serio e qualcosa da cercare. Non è un cane da appartamento e non è un cane da box.

Cosa lo rende speciale: è una razza costruita, non raccolta. Sappiamo l’istituto che l’ha fatta, il cinologo che l’ha diretta e il nome del capostipite: Putik, nato nel 1946 e vissuto diciassette anni.

Da sapere prima: il richiamo è il lavoro di una vita, l’abbaio è il suo mestiere e non un difetto, e con i gatti che non sono di casa non si può stare tranquilli.

In compenso è un cane sano, rustico e longevo, che non chiede toelettatura e che in casa, quando ha finito la sua giornata, è silenzioso e discreto.

Storia ed origine del Laika Russo-Europeo

Testa di un cane da orso della Carelia con il collare GPS da caccia

Il Laika Russo-Europeo è l’unica delle tre laike di cui si conoscano il progetto, l’istituto e il nome del cane da cui è partito tutto. Prima c’erano le popolazioni locali delle foreste della Russia europea – Komi, Udmurtia, Arkhangelsk, Yaroslavl, Tver – descritte per la prima volta nell’album di Shirinsky-Shikhmatov del 1895.

Il lavoro di selezione comincia nel 1944, in piena guerra, all’istituto di ricerca sull’economia venatoria, il VNIIOZ, sotto la guida di E. I. Shereshevsky, e si chiude nel 1947. Il capostipite ha un nome e un numero: Putik, VRKOS 65/l, nato nel 1946, primo campione della razza, vissuto diciassette anni. Lo standard arriva nel 1952.

I numeri dicono quanto era piccolo il punto di partenza: entro il 1969 il libro genealogico russo aveva registrato 300 soggetti, e un censimento del 1968 su sei regioni ne conta 2.535, di cui l’82% già bianco e nero. Nella pagina trovate anche il rapporto con il cane da orso della Carelia, il cugino finlandese, e la storia della quarta laika, quella che oggi si chiama Spitz finlandese.

Carattere e descrizione del Laika Russo-Europeo

Testa di un Laika Russo-Europeo nero e bianco vista da vicino

Lo standard del Laika Russo-Europeo è il più stringato dei tre: equilibrato e calmo, con un olfatto molto sviluppato e una grande capacità di individuare la selvaggina. E poi basta: sul rapporto con le persone, a differenza delle altre due laike, non dice niente, e nella pagina lo diciamo invece di inventarcelo.

Quello che si sa con certezza viene dal lavoro. È un cane polivalente che in Russia si usa su scoiattolo, martora, visone, selvaggina di bosco e sull’orso, e che caccia trovando, bloccando e abbaiando. Da qui le due conseguenze di sempre: abbaia per mestiere e si allontana per mestiere.

È la più piccola delle tre laike – 52-58 cm nei maschi, 48-54 nelle femmine – ed è l’unica quadrata: lunghezza del corpo uguale all’altezza al garrese, mentre le altre due sono nettamente più lunghe che alte. Ha anche la tavolozza più stretta: nero e bianco, bianco e nero, nero pieno, bianco pieno, e nient’altro.

Nella pagina ci sono le misure, il capitolo sul colore con le sue regole precise – le focature rosse sono un difetto grave – il carattere, il confronto con le altre due laike, la salute e il capitolo finale su a chi è adatto.

Addestramento ed educazione del Laika Russo-Europeo

Spitz finlandese rosso in piedi su un prato, la quarta laika della riorganizzazione sovietica

Questo cane è stato selezionato per cercare la selvaggina da solo, lontano dal conduttore, e segnalarla abbaiando: tutto l’addestramento parte da lì. Il richiamo si costruisce dal primo giorno, si paga sempre bene e si allena per anni con la longhina, sapendo che in bosco non sarà mai affidabile al cento per cento. Il GPS sul collare, nei paesi nordici, è la norma.

L’abbaio non è un difetto ma lo strumento di lavoro della razza: non si punisce, si toglie il motivo. Schermare la recinzione, non lasciarlo fuori da solo per ore, riempirgli la giornata e premiare i secondi di silenzio funziona; urlare no.

Il predatorio è alto e con galline e conigli la gestione è fisica, non educativa. Con i cani dello stesso sesso può essere deciso. La recinzione è la spesa più importante: un metro e ottanta, con le fondamenta interrate, perché salta e scava.

Nella pagina trovate anche le attività che gli danno un senso quando non si va a caccia – dog trekking, nose work, pista di sangue, canicross e attivazione mentale – e i sei errori tipici, a partire dal più comune: trattarlo come un cane da slitta, che non è.

Allevamento del Laika Russo-Europeo

Cane da orso della Carelia seduto su un prato con il collare rosso

In Italia il Laika Russo-Europeo non esiste: le API dell’ENCI, sul codice 304, registrano zero nascite e zero affissi in dieci anni. Stessa situazione del Laika della Siberia Orientale, mentre quello della Siberia Occidentale qualche cucciolata la fa: 73 cuccioli fra il 2015 e il 2024.

Chi lo vuole parte quindi dall’estero: la Russia in primo luogo, dove la razza vive e dove esistono le prove di lavoro per specie, e poi Bielorussia e paesi baltici. Nei paesi nordici, al suo posto, si trova il cane da orso della Carelia, che è il cugino finlandese.

Cosa chiedere: il pedigree completo, i diplomi di lavoro dei genitori – in questa razza contano più delle esposizioni – le lastre di anche e gomiti, e la bocca, perché lo standard pretende 42 denti.

E poi c’è il capitolo colore, che qui è più importante che altrove: qualsiasi colore diverso dal bianco e nero è una squalifica, e le focature rosse su testa e arti sono un difetto grave. Un cucciolo fulvo o grigio, in questa razza, è un problema. Dentro ci sono i costi veri e il capitolo sui segnali da leggere in cucciolata.

Alimentazione

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Attività di un Laika Russo-Europeo

icona Dog trekking attività cinofila

Dog Trekking

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Nose Work

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Pista di sangue

icona Mantrailing attività cinofila

Mantrailing

icona Attivazione mentale attività cinofila

Attivazione mentale