Carattere e descrizione del Laika Russo-Europeo
La più piccola e la più riconoscibile delle tre laike: formato, colore, carattere e salute
Il Laika Russo-Europeo è la più piccola delle tre laike riconosciute dalla FCI – 52-58 cm nei maschi, 48-54 nelle femmine – e la più facile da riconoscere: è l’unica quadrata ed è l’unica che si vede quasi sempre in bianco e nero.
Lo standard la descrive equilibrata e calma, con un olfatto molto sviluppato e una grande capacità di individuare la selvaggina. In questa pagina: com’è fatta, il colore e le sue regole, il carattere, la salute e a chi è adatta.
Sommario
Il Laika Russo-Europeo in breve
Razza russa, gruppo 5 (cani di tipo spitz e di tipo primitivo) sezione 2 (cani nordici da caccia), con prova di lavoro, standard FCI 304. Altezza 52-58 cm nei maschi e 48-54 nelle femmine, formato quadrato. Colori: nero e bianco, bianco e nero, nero pieno, bianco pieno, e nessun altro. Nasce dalle laike di Komi, Carelia, Udmurtia e Arkhangelsk, unite in una razza sola nel 1947. In Italia non è mai nata.
Com’è fatto un Laika Russo-Europeo

È il più piccolo dei tre laika: 52-58 cm i maschi, 48-54 le femmine, per un peso che sta di solito fra i 18 e i 23 chili. Costruzione da media a forte, muscoli asciutti, ossatura robusta.
La differenza che si vede a colpo d’occhio è il formato: lo standard scrive che l’impressione generale è quella di un cane quadrato, con la lunghezza del corpo uguale all’altezza al garrese. In numeri: 100-103% nei maschi e 100-105% nelle femmine.
È l’unica delle tre laike costruita così. Il laika occidentale sta a 103-107% e quello orientale a 104-109%: cani nettamente più lunghi che alti.
La testa è asciutta, a cuneo, triangolare e più lunga che larga, con le guance ben sviluppate e gli zigomi pronunciati. Lo stop sembra marcato per via delle arcate sopracciliari sporgenti, ma lo standard precisa che non lo è mai.
Il muso è asciutto e appuntito, e il tartufo è nero in tutti i colori di mantello: qui non ci sono le tolleranze che le altre due laike concedono ai soggetti bianchi.
Le orecchie sono erette, non grandi, attaccate alte, a V e appuntite. Orecchie pendenti o semipendenti sono una squalifica.
La coda è arrotolata o a falce arrotolata e tocca il dorso, la coscia o la natica. Coda mozza naturale, a sciabola o a lontra squalificano.
Il bianco e nero: la regola più stretta fra le laike

Sul colore lo standard è netto: i colori più tipici sono nero con bianco e bianco con nero; esistono anche il nero pieno e il bianco pieno. Qualsiasi altro colore è una squalifica.
È la tavolozza più stretta delle tre laike, e non è un caso: è il risultato di una scelta di allevamento precisa. Nel censimento del 1968 l’82% dei soggetti aveva già il bianco e nero, e la selezione ha fissato quel carattere.
Ci sono poi due dettagli che separano un cane tipico da uno mediocre. Le focature rosse su testa e arti, cioè le classiche macchie fulve sopra gli occhi e sugli arti, sono un difetto grave. E la sfumatura grigiastra del nero è un difetto.
Il mantello è doppio: pelo di copertura duro e dritto, sottopelo denso, morbido, abbondante e lanoso. Sul collo e sulle spalle il pelo forma il collare, sugli zigomi i favoriti, dietro le cosce i pantaloni senza frange.
Anche qui c’è il dettaglio che racconta l’ambiente: fra le dita cresce un pelo protettivo che tiene lontani neve e ghiaccio.
L’assenza di collare e favoriti e un sottopelo insufficiente sono difetti elencati, e fra i difetti gravi c’è anche il mantello atipico durante la muta: un dettaglio che solo chi guarda i cani veri, e non le foto, può notare.
Il carattere del Laika Russo-Europeo

Lo standard è il più stringato dei tre: equilibrato e calmo, con un olfatto molto sviluppato e una grande capacità di individuare la selvaggina. Punto.
Ha senso notare cosa non dice, perché è insolito. Il laika occidentale è descritto sicuro di sé e attento verso gli estranei, quello orientale amichevole, gentile e fiducioso verso le persone. Sul Russo-Europeo lo standard tace, e noi non ci inventiamo la differenza.
Quello che si può dire con certezza viene dal lavoro. È un cane polivalente: in Russia si usa su scoiattolo, martora, visone, selvaggina di bosco e sull’orso. Il suo modo di cacciare è quello di tutte le laike: trova, blocca e abbaia finché arriva l’uomo.
Questo significa due cose in una casa normale. La prima: abbaia, perché abbaiare è il suo mestiere, e in condominio è un problema serio. La seconda: si allontana, perché è stato selezionato per cercare da solo lontano dal conduttore.
Con la famiglia è attaccato e discreto. Con i gatti di casa la convivenza si costruisce da cucciolo; con quelli sconosciuti no, come in tutte le laike.
Aggressività e timidezza sono le due squalifiche di comportamento. Un laika che ringhia e uno che si nasconde sono ugualmente atipici.
Le differenze con le altre due laike

Le tre laike FCI si somigliano nelle fotografie e si distinguono benissimo negli standard. Il Russo-Europeo è quello che si riconosce più in fretta, per due motivi: è quadrato ed è quasi sempre bianco e nero.
Nella foto: un Laika della Siberia Occidentale, la razza sorella più diffusa.
Sulla taglia: il Russo-Europeo sta a 52-58 cm nei maschi, l’occidentale a 55-62, l’orientale a 57-64. Sono differenze che si vedono con i cani uno accanto all’altro.
Sul colore: qui solo bianco e nero, mentre l’occidentale ammette grigio, rosso, fulvo, bianco e particolore, e l’orientale il nero focato e i pezzati.
Sul formato: solo il Russo-Europeo è quadrato. Gli altri due sono nettamente più lunghi che alti.
E sul carattere scritto, la differenza è quella di cui abbiamo già parlato: due standard descrivono il rapporto con le persone, questo no.
Quanto vive e di cosa si ammala
Come per le altre due laike, la risposta onesta è che non esistono studi sanitari pubblicati su questa razza. È una popolazione da lavoro, selezionata su cani che dovevano reggere il bosco russo, e i problemi tipici delle razze da esposizione qui non si sono sviluppati.
La vita media indicata è di 12-14 anni. Un dato che colpisce, e che viene dalla storia della razza: il capostipite Putik, nato nel 1946, visse diciassette anni.
I controlli da chiedere sono quelli di qualunque cane di taglia media che lavora: lastre ufficiali di anche e gomiti dei riproduttori e visita oculistica. Sulla bocca lo standard pretende 42 denti.
L’attenzione vera va alla consanguineità: è una razza nata da pochi fondatori negli anni Quaranta e ricostruita intorno a poche linee. Il pedigree su quattro generazioni va guardato, non archiviato.
Il resto sono i rischi del mestiere: tagli ai cuscinetti, spine, forasacchi nelle orecchie e fra le dita, zecche e traumi da lavoro. Il controllo dopo ogni uscita nel bosco vale più di qualunque integratore.
A chi è adatto il Laika Russo-Europeo
È adatto a cacciatori e a persone molto attive che vivono in campagna o in montagna, con un terreno ben recintato e diverse ore al giorno da passare fuori, in ogni stagione.
Non è adatto alla città e nemmeno al condominio: abbaia per mestiere, ha bisogno di spazio e di esplorare, e una passeggiata al guinzaglio per lui non è movimento.
Non è adatto a chi vuole un cane da tenere in box: come tutte le laike sta male isolato, e un laika che si annoia scava, abbaia e scappa.
Non è adatto a chi tiene galline, conigli o gatti che entrano ed escono dal giardino, e nemmeno a chi sogna un cane da sguinzagliare al parco senza pensarci.
Non è adatto a chi è alla prima esperienza e si aspetta obbedienza immediata: questo è un cane che decide da solo, e va convinto.
È adatto invece a chi cerca un compagno rustico, sano e longevo, che non chiede toelettatura, che in casa è silenzioso e che nel bosco non si ferma mai. In Italia, però, è una razza che non incontrerai: non ne è mai nato uno.

