Laika della Siberia Orientale
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Laika della Siberia Orientale in breve
Il Laika della Siberia Orientale è la più grande delle tre laike riconosciute dalla FCI – 57-64 cm nei maschi, 53-60 nelle femmine – e la più orientata alla selvaggina grossa. Viene dai cani tungusi e yakuti della taiga, è riconosciuta come razza dal 1947 e ha lo standard definitivo dal 1981. Lo standard la descrive amichevole e fiduciosa verso le persone ma molto indipendente quando caccia. In Italia non è mai nata.
Che cane è il Laika della Siberia Orientale

È un cane da caccia polivalente – così dice l’utilizzazione ufficiale – del gruppo 5, sezione dei cani nordici da caccia, riconosciuto con prova di lavoro. In Russia lo si usa dallo scoiattolo all’orso.
Lo riconoscete dall’insieme: testa forte e grande a triangolo equilatero, orecchie erette a V attaccate larghe, occhi obliqui con un’espressione aperta e coda arrotolata o a falce sul dorso.
Quanto è grande: 57-64 cm i maschi e 53-60 le femmine, per un peso che in condizione di lavoro sta fra i 20 e i 30 chili.
Cosa chiede: ore di movimento vero ogni giorno, un terreno recintato sul serio e qualcosa da cercare. Non è un cane da appartamento e non è un cane da box.
Cosa lo rende speciale: è il più raro dei tre laika e il più orientato alla selvaggina grossa. Nel 1979 il libro genealogico russo dei cani da caccia ne contava 39.
Da sapere prima: non è un cane da guardia, perché lo standard lo vuole amichevole con le persone; il richiamo è il lavoro di una vita; l’abbaio è il suo mestiere e non un difetto.
In compenso è un cane sano, rustico e longevo, che non chiede toelettatura e che in casa, quando ha finito la sua giornata, sparisce in un angolo e non dà fastidio a nessuno.
Storia ed origine del Laika della Siberia Orientale

Il Laika della Siberia Orientale viene dai cani aborigeni delle terre a est dello Yenisei: la taiga, il Bajkal, il bacino dell’Amur, la Yakutia. Lo standard FCI dice che nasce dai discendenti delle laike tunguse, yakute, pre-baikaliane e pre-amuriane, e che la prima descrizione utile – quella della laika pre-amuriana – è dell’inizio del XX secolo.
La razza nasce ufficialmente al congresso cinologico pansovietico del 1947, con cani presi dall’area del Bajkal, da Irkutsk, dal circondario degli Evenki, dall’Amur e dalle zone costiere. Lo standard provvisorio è del 1949, ma quello definitivo arriva solo nel 1981: trentaquattro anni dopo, il tempo più lungo fra tutte le laike sovietiche.
Il motivo è la rarità: nel 1979 il libro genealogico russo dei cani da caccia ne contava appena 39. Nella pagina trovate anche i cinque tipi regionali – Evenki, Irkutsk, Yakutia, Amur e Tofolar – il confronto fra le tre laike FCI e la tabella con tutte le date.
Carattere e descrizione del Laika della Siberia Orientale

Lo standard lo descrive con quattro parole da leggere insieme: temperamento equilibrato, cane vigoroso con una passione per la caccia pronunciata soprattutto sulla selvaggina grossa, molto indipendente quando caccia, amichevole, gentile e fiducioso verso le persone.
Quell’ultimo punto è la differenza vera con il laika occidentale, che invece è attento verso gli estranei: questo è un cane che con le persone si fida, e che come guardiano vale poco. Lo standard mette la leggera intolleranza verso l’uomo fra i difetti gravi e l’aggressività fra le squalifiche.
È il più grande delle tre laike: 57-64 cm nei maschi, 53-60 nelle femmine, con la testa forte e grande, gli occhi ovali e obliqui e il petto che arriva sotto il gomito. La coda è arrotolata o a falce, e qui lo standard è più permissivo del cugino occidentale.
Nella pagina ci sono le misure, il capitolo sul pelo doppio con il pelo a spazzola fra le dita, la griglia dei sette colori fotografati su soggetti veri, il carattere, la salute e il capitolo finale su a chi è adatto. Con l’avvertenza di sempre: abbaia per mestiere.
Addestramento ed educazione del Laika della Siberia Orientale

C’è una frase nello standard che spiega tutto: very independent when hunting, molto indipendente quando caccia. Il richiamo va costruito dal primo giorno, pagato sempre bene e allenato per anni con la longhina, sapendo che in bosco non sarà mai affidabile al cento per cento. Un laika che si allontana non si insegue mai: si va nella direzione opposta.
L’abbaio non è un difetto ma lo strumento di lavoro della razza: non si punisce, si toglie il motivo. E sulla guardia conviene sfatare il luogo comune: questo cane fa festa a chi arriva, non lo ferma.
Il predatorio è orientato alla selvaggina grossa, quindi non insegue e basta: affronta e tiene a bada. Con galline e conigli la gestione è fisica. La recinzione è la spesa più importante: un metro e ottanta, con le fondamenta interrate, perché salta e scava.
Nella pagina trovate anche le attività che gli danno un senso quando non si va a caccia – dog trekking, nose work, pista di sangue, canicross e attivazione mentale – e i sei errori tipici, a partire dai due più comuni: prenderlo per un cane da guardia e trattarlo come un cane da slitta.
Allevamento del Laika della Siberia Orientale

In Italia il Laika della Siberia Orientale non c’è: le API dell’ENCI, sul codice 305, registrano zero nascite e zero affissi in dieci anni. Stessa cosa per il Laika Russo-Europeo. L’unica delle tre laike che in Italia nasca è quella della Siberia Occidentale, con 73 cuccioli in dieci anni.
Chi la vuole parte quindi dall’estero: la Russia, dove la razza vive e dove esistono le prove di lavoro per specie, oppure la Scandinavia e i paesi baltici, gli unici posti in Europa dove se ne vedano con una certa regolarità.
Cosa chiedere: il pedigree completo, i diplomi di lavoro dei genitori – in questa razza contano più delle esposizioni – le lastre di anche e gomiti, e la bocca, perché lo standard pretende 42 denti e squalifica dai quattro mancanti in su.
Da mettere in conto: la consanguineità, perché fuori dalla Russia la popolazione è piccola, e l’attesa, perché le femmine hanno in genere un solo calore all’anno. Nella pagina ci sono i costi reali, viaggio e pratiche compresi, e il capitolo su cosa guardare in una cucciolata.


