Storia ed origine del Laika della Siberia Orientale
Dai cani tungusi e yakuti alla razza riconosciuta nel 1947
Il Laika della Siberia Orientale viene dai cani aborigeni delle terre a est dello Yenisei: la taiga, il Bajkal, il bacino dell’Amur, la Yakutia. Cani da caccia dei popoli del nord, raccolti in una razza sola soltanto a metà del Novecento.
In questa pagina: da quali popolazioni nasce, i cinque tipi che ancora oggi si riconoscono, le date del riconoscimento e perché è rimasta la più rara delle tre laike.
Sommario
I cani della taiga a est dello Yenisei

Lo standard FCI apre dicendo che questa è una delle razze da caccia principali della taiga e delle zone montuose della Siberia centrale e orientale, e che è nata dai discendenti delle laike tunguse, yakute, pre-baikaliane e pre-amuriane.
Sono nomi di popoli e di fiumi, non di allevamenti: i Tungusi – oggi si dice Evenki – gli Yakuti, le genti del Bajkal e quelle dell’Amur. Ognuna aveva i suoi cani, selezionati sul lavoro e su niente altro.
La prima descrizione scritta che diventerà la base dello standard è quella della laika pre-amuriana, dell’inizio del XX secolo.
In quelle economie il cane non era un accessorio: era lo strumento con cui si trovava lo zibellino, con cui si teneva a bada l’orso e con cui si portava a casa l’alce. Un cane che non lavorava non veniva riprodotto, e la selezione era spietata senza bisogno di regolamenti.
Il risultato è quello che i cinologi chiamano un cane aborigeno: rustico, longevo, capace di lavorare da solo, con un solo calore all’anno e nessuna delle fragilità che l’allevamento moderno ha aggiunto ad altre razze.
Il riconoscimento del 1947 e lo standard del 1981

La razza nasce ufficialmente al congresso cinologico pansovietico del 1947, lo stesso in cui vengono riorganizzate tutte le laike. I cani di partenza vengono dall’area del Bajkal, dall’oblast di Irkutsk, dal circondario degli Evenki, dal bacino dell’Amur e dalle zone costiere.
Nella foto: un dipinto ottocentesco di Tikhmenev con dei cani che tengono a bada una lince. Non ritrae la razza, che allora non esisteva come tale, ma il tipo di lavoro che questi cani hanno sempre fatto.
Lo standard provvisorio esce nel 1949. Quello definitivo arriva solo nel 1981: trentaquattro anni dopo il riconoscimento, ed è il tempo più lungo fra tutte le laike sovietiche.
Il motivo è la rarità. Secondo i dati riportati dalla letteratura cinofila russa, nel 1979 il libro genealogico dei cani da caccia registrava appena 39 laike della Siberia Orientale. L’allevamento sistematico è cominciato solo negli anni Settanta.
Oggi la razza è diffusa nelle zone di origine, con materiale di fondazione introdotto nella regione di Irkutsk, e ha una popolazione consistente anche nella Russia europea: Leningrado, Smolensk, Tver e parte della regione di Mosca. Fuori dalla Russia il posto dove si vede di più è la Scandinavia.
Lo standard FCI oggi in vigore porta la data del 13 ottobre 2010.
I cinque tipi: Evenki, Irkutsk e gli altri

Sotto un solo standard convivono cinque tipi regionali. I due principali sono l’Evenki e l’Irkutsk; i tre minori sono Yakutia, Amur e Tofolar.
Nella foto: il francobollo sovietico del 1988 dedicato alla razza, che la raffigura mentre tiene a bada un orso. Non è un caso: è il lavoro per cui è famosa.
I tipi non sono varietà ufficiali e non compaiono nello standard FCI: sono il modo in cui i cinologi russi descrivono le differenze di colore e di struttura che restano fra soggetti che vengono da zone lontane centinaia di chilometri.
Per chi guarda le fotografie la conseguenza è pratica: due laike della Siberia Orientale possono sembrare molto diverse fra loro senza che nessuna delle due sia atipica.
È anche il motivo per cui la tavolozza dei colori reale è più ampia di quella elencata dallo standard, che si limita a indicare i colori più tipici.
Le tre laike riconosciute dalla FCI

La riorganizzazione del 1947 ha prodotto quattro razze sovietiche, e tre di queste sono oggi razze FCI. Si somigliano in fotografia e si distinguono benissimo negli standard.
Nella foto: un Laika della Siberia Occidentale, la razza sorella e di gran lunga la più diffusa delle tre.
Il Laika Russo-Europeo (standard 304) è il più piccolo, 52-58 cm nei maschi, e ha un mantello quasi sempre nero e bianco. Viene dalle foreste della Russia europea.
Il Laika della Siberia Occidentale (standard 306) sta in mezzo, 55-62 cm, ed è il cane da caccia più diffuso della Russia. Lo standard lo descrive sicuro di sé e attento verso gli estranei.
Il Laika della Siberia Orientale (standard 305) è il più grande, 57-64 cm, il più orientato alla selvaggina grossa e il più amichevole con le persone. È anche il più raro.
C’è poi la quarta laika di quella riorganizzazione, la Carelo-finnica, che la FCI riconosce oggi come Spitz finlandese: un’altra casella della nomenclatura, un’altra storia.

