Laika della Siberia Occidentale

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Il Laika della Siberia Occidentale in breve

Il Laika della Siberia Occidentale è il cane da caccia più diffuso della Russia: taglia media – 55-62 cm nei maschi, 51-58 nelle femmine – coda arrotolata sul dorso, orecchie a punta e un doppio mantello fatto per la taiga. Nasce dai cani dei popoli Khanty e Mansi e diventa una razza sola nel 1947. Lo standard lo descrive equilibrato e calmo, con una passione per la caccia pronunciata. In Italia sono nati 73 cuccioli in dieci anni, senza un solo affisso registrato.

TagliaMedia: 55-62 cm i maschi, 51-58 cm le femmine
Altezza al garreseMaschi 55-62 cm, femmine 51-58 cm
PesoNon è nello standard: in genere fra 18 e 25 kg
Vita media12-14 anni
MantoDoppio: pelo di copertura duro e dritto, sottopelo lanoso e abbondante
ColoriGrigio, rosso, fulvo e rosso-bruno in tutte le sfumature, bianco puro o particolore
Livello di energiaMolto alto: è un cane da caccia che lavora per ore da solo
Adatto aCacciatori e persone molto attive con spazio: non è un cane da appartamento

Che cane è il Laika della Siberia Occidentale

Laika della Siberia Occidentale grigio e fulvo in piedi con la coda arrotolata sul dorso

È un cane da caccia polivalente – così lo definisce l’utilizzazione ufficiale – del gruppo 5, sezione dei cani nordici da caccia, e uno dei pochi di quel gruppo a essere riconosciuto con prova di lavoro.

Lo riconoscete dall’insieme: testa a cuneo che dall’alto disegna un triangolo equilatero, occhi obliqui e infossati più che nelle altre laike, orecchie erette a V e coda arrotolata stretta sul dorso.

Quanto è grande: 55-62 cm i maschi e 51-58 le femmine, per un peso che in condizione di lavoro sta fra i 18 e i 25 chili.

Cosa chiede: ore di movimento vero ogni giorno, un terreno recintato sul serio e qualcosa da cercare. Non è un cane da appartamento e non è un cane da box.

Cosa lo rende speciale: è un cane primitivo arrivato fino a noi quasi intatto. Cerca da solo, decide da solo, trova la selvaggina e la tiene ferma abbaiando finché arriva l’uomo.

Da sapere prima: il richiamo è il lavoro di una vita, l’abbaio è il suo mestiere e non un difetto, e con i gatti che non sono di casa non si può stare tranquilli.

In compenso è un cane sano, rustico e longevo, che non ha bisogno di toelettatura e che in casa, quando ha finito la sua giornata, è silenzioso e discreto.

Storia ed origine del Laika della Siberia Occidentale

Francobollo sovietico del 1965 da 12 copechi con un laika siberiano che abbaia a uno scoiattolo

Il Laika della Siberia Occidentale non è stato creato, è stato raccolto: alle spalle ha secoli di cani da caccia dei popoli Khanty e Mansi, negli Urali e nella pianura siberiana. I russi li chiamavano Ostiachi e Voguli, e all’inizio del Novecento i cinologi scrissero due standard separati, uno per la laika Vogul e uno per la Ostyak. Prima del 1930 non esistono registrazioni di una razza con questo nome. Il primo documento sui cani nordici dalle orecchie a punta è l’album di Shirinsky-Shikhmatov del 1895.

La guerra interrompe tutto e l’allevamento con i registri riparte nel 1946. L’anno dopo, nel 1947, una nuova classificazione delle laike unisce i discendenti dei cani Khanty e Mansi in una razza sola, e nella stessa riorganizzazione nascono il Laika Russo-Europeo, quello della Siberia Orientale e la Carelo-finnica. Lo standard arriva nel 1952, ma ancora negli anni Sessanta molti cacciatori dicevano laika Mansi.

Nella pagina trovate anche il capitolo sulle tre laike FCI messe a confronto, quello su come lavora un laika – il bark pointer che trova la selvaggina e la tiene ferma abbaiando – e la tabella con tutte le date. Oggi è la razza da caccia più diffusa in Russia, dalla Carelia alla Kamchatka.

Carattere e descrizione del Laika della Siberia Occidentale

Due cuccioli di Laika della Siberia Occidentale bianchi e grigi che annusano una pianta

Lo standard lo descrive equilibrato e calmo, un cane vigoroso con un olfatto molto sviluppato e una passione per la caccia vigile e pronunciata, ugualmente motivato sul pelo e sulla penna, sicuro di sé e attento verso gli estranei. In casa è un cane silenzioso che si accuccia in un angolo; fuori è un altro animale.

La parte da leggere due volte è quella sulla caccia: questo cane non è stato selezionato per obbedire, ma per allontanarsi e lavorare da solo a distanza dal cacciatore. Da qui vengono le due conseguenze che cambiano la vita quotidiana: il richiamo è un lavoro permanente e i gatti che non sono di casa, gli scoiattoli e le galline del vicino rientrano nella sua idea di lavoro. I gatti di famiglia invece li accetta, perché distingue benissimo il domestico dal selvatico.

Nella pagina ci sono le misure – 55-62 cm nei maschi, 51-58 nelle femmine – la differenza fra tipo Mansi e tipo Khanty, il doppio mantello con il pelo a spazzola fra le dita, i colori ammessi e le quattro squalifiche di colore, il capitolo sulla salute e quello finale su a chi è adatto. Con un’avvertenza detta chiara: abbaia per mestiere, e in condominio è un problema.

Addestramento ed educazione del Laika della Siberia Occidentale

Due Laika della Siberia Occidentale in piedi sulla neve in un bosco di betulle

Educare un laika vuol dire lavorare contro il suo mestiere, e conviene saperlo prima. Il richiamo si costruisce dal primo giorno, si paga sempre bene e si allena per anni con la longhina: in bosco o in campagna aperta, in questa razza, non sarà mai affidabile al cento per cento. Un laika che scappa non si insegue mai, si va nella direzione opposta.

L’abbaio non è un difetto da correggere ma lo strumento di lavoro della razza: non si punisce, si toglie il motivo. Schermare la recinzione, non lasciarlo fuori da solo per ore, riempirgli la giornata e premiare i secondi di silenzio funziona; urlare no.

Il predatorio è alto e la gestione con galline e conigli è fisica, non educativa. Con i cani dello stesso sesso può essere territoriale. La recinzione è la spesa più importante: un metro e ottanta, con le fondamenta interrate, perché salta e scava.

Nella pagina trovate anche le attività che gli danno un senso quando non si va a caccia – dog trekking, nose work, pista di sangue, canicross e attivazione mentale – e i sei errori tipici, a partire dal più comune di tutti: trattarlo come un cane nordico da slitta, che non è.

Allevamento del Laika della Siberia Occidentale

Cucciolo di Laika della Siberia Occidentale grigio in piedi sulle foglie secche

In Italia la razza esiste ma è rarissima: le API dell’ENCI, sul codice 306, registrano 73 cuccioli in dieci anni e zero affissi. Vuol dire che le cucciolate ci sono, ma non c’è un allevamento strutturato: si passa da privati o dall’estero. Le altre due laike, la Russo-Europea e quella della Siberia Orientale, in Italia non sono mai nate.

Sui prezzi la pagina dice quello che si sa: in Russia un cucciolo con documenti sta fra i 15.000 e i 20.000 rubli, con punte fino a 60.000 dai canili orientati al lavoro, cioè poche centinaia di euro al cambio. In Italia un listino non esiste, e alla spesa del cucciolo vanno aggiunti viaggio e pratiche.

Cosa chiedere: il pedigree, i diplomi di lavoro dei genitori – in questa razza valgono più delle esposizioni – le lastre di anche e gomiti, e la bocca, perché lo standard pretende 42 denti e squalifica dai quattro mancanti in su.

Un dato pratico da mettere in conto: la maggior parte delle femmine ha un solo calore all’anno, in febbraio-marzo, quindi le cucciolate sono poche e stagionali e le attese lunghe. Nella pagina ci sono anche la tabella anno per anno delle nascite italiane e il capitolo su cosa guardare in una cucciolata.

Alimentazione

Per saperne di più sull’alimentazione del proprio cane consigliamo di visitare la pagina dedicata all’alimentazione, con le indicazioni valide per tutte le razze.

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Attività di un Laika della Siberia Occidentale

icona Dog trekking attività cinofila

Dog Trekking

icona Nose Work attività cinofila

Nose Work

icona Pista di sangue attività cinofila

Pista di sangue

icona Mantrailing attività cinofila

Mantrailing

icona Attivazione mentale attività cinofila

Attivazione mentale