Storia ed origine del Laika Russo-Europeo
Dalle laike di Komi e Carelia a una razza creata in laboratorio nel 1947
Il Laika Russo-Europeo è l’unica delle tre laike FCI di cui si conoscano il progetto, l’istituto che l’ha fatto e il nome del cane da cui è partito tutto. Non è una razza raccolta: è una razza costruita, fra il 1944 e il 1947.
In questa pagina: le popolazioni di partenza, il lavoro del VNIIOZ, il capostipite Putik, i numeri veri dei primi vent’anni e il rapporto con il cane da orso della Carelia.
Sommario
Le laike delle foreste della Russia europea

Prima della razza c’erano le popolazioni locali. Lo standard FCI le elenca per regione: Komi, Udmurtia, Arkhangelsk, Yaroslavl, Tver, Mosca e poche altre aree della Russia europea.
Il primo documento che le mette per iscritto è l’album delle laike di A. A. Shirinsky-Shikhmatov, pubblicato nel 1895: una rassegna dei cani nordici dalle orecchie a punta, dove compaiono nomi come le laike Cheremis e Zyrianskiy, popolazioni che oggi non esistono più come tali.
Erano cani da caccia di villaggio, selezionati sul lavoro e su niente altro: trovavano lo scoiattolo e la martora, tenevano a bada l’orso, avvisavano. Chi non lavorava non veniva riprodotto.
Da questo materiale nasce, molto più tardi, la razza moderna. Ed è una nascita documentata meglio di quella di quasi tutte le altre razze da caccia.
Il VNIIOZ, Shereshevsky e il cane che si chiamava Putik

Il lavoro comincia nel 1944, in piena guerra, all’istituto di ricerca sull’economia venatoria – il VNIIOZ – sotto la guida del cinologo E. I. Shereshevsky. Le popolazioni portate nel programma sono le laike careliane, Komi, votiatsk e di Arkhangelsk.
Nella foto: un francobollo bielorusso del 2010 dedicato alla razza, che la raffigura mentre segnala una martora su un abete. È esattamente il lavoro per cui è stata creata.
Il lavoro si chiude nel 1947, e nello stesso anno la nuova classificazione delle laike unisce quelle popolazioni sotto un nome solo: Laika Russo-Europeo. Lo standard arriva nel 1952.
Il capostipite ha un nome e un numero: Putik, iscritto al libro genealogico come VRKOS 65/l, nato nel 1946 nel canile del VNIIOZ, primo campione della razza. Visse diciassette anni, e la sua linea è alla base dell’allevamento moderno.
C’è una frase, nei cenni storici dello standard FCI, che merita di essere letta per intero: il tipo moderno corretto non è stato ottenuto incrociando i discendenti di laike diverse, ma è il risultato di una selezione condotta per un lungo periodo. È un modo elegante per dire che la razza non è un meticciato riuscito, ma un lavoro lungo.
I numeri dei primi anni raccontano quanto fosse piccolo il punto di partenza: entro il 1969 il libro genealogico russo aveva registrato 300 laike russo-europee, mentre nei quindici anni precedenti quello pansovietico ne aveva registrate appena 15.
Un censimento del 1968 su sei regioni conta 2.535 laike: l’86% aveva documenti di origine, il 68% una qualifica di esteriore, il 21% un diploma di lavoro. E l’82% era già bianco e nero.
Il cugino finlandese: il cane da orso della Carelia

Chi vede una foto di Laika Russo-Europeo e pensa subito a un cane da orso della Carelia non sbaglia di molto: le due razze si somigliano perché condividono una parte della stessa origine.
Nella foto: un cane da orso della Carelia, razza finlandese, standard FCI numero 48.
Fra le popolazioni portate nel programma sovietico c’era anche la laika careliana. Dallo stesso bacino, dall’altra parte del confine, i finlandesi hanno costruito il loro Karjalankarhukoira: due razze nate nella stessa area, riconosciute da due paesi diversi.
Le differenze ci sono. Il cane da orso della Carelia è leggermente più grande ed è specializzato sulla selvaggina grossa – il nome finlandese vuol dire proprio cane da orso – mentre il Russo-Europeo è nato come cane polivalente, dallo scoiattolo all’orso.
Chi in Italia cerca un cane di questo tipo, in pratica, trova il finlandese e non il russo: il cane da orso della Carelia in Europa occidentale è molto più presente.
La quarta laika: lo Spitz finlandese

La riorganizzazione del 1947 ha prodotto quattro razze, non tre. La quarta era la Carelo-finnica, e oggi la FCI la riconosce con un altro nome: Spitz finlandese.
Nella foto: uno Spitz finlandese, standard FCI numero 49.
È la più piccola e la più chiara delle quattro, di colore rosso, e in Finlandia è il cane nazionale: si usa sul gallo cedrone con la stessa tecnica delle altre laike, cioè trovando e abbaiando.
Per anni russi e finlandesi hanno discusso se Carelo-finnica e Spitz finlandese fossero la stessa razza. La nomenclatura FCI ha risolto la questione tenendo un nome solo.
Il risultato pratico è che oggi, delle quattro laike sovietiche, tre sono razze FCI russe – 304, 305 e 306 – e una è una razza FCI finlandese.

