Ariégeois
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
L’Ariégeois in breve
L’Ariégeois è il segugio dei Pirenei, nato nel dipartimento dell’Ariège per la caccia alla lepre. Misura 52-58 cm i maschi e 50-56 le femmine, per 25-30 kg, ha il pelo corto, fine e fitto ed è bianco con macchie nero corvino a contorni ben definiti. Lo standard lo descrive cane leggero, di taglia media, elegante e distinto, con carattere allegro e socievole; facile da addestrare.
Che cane è l’Ariégeois

È un segugio da lepre francese, selezionato per spingere la selvaggina verso i fucili appostati e capace di lavorare sia da solo sia in muta su terreni difficili. Un grande segugio guascone alleggerito.
Lo riconoscete dal mantello bianco con macchie nere nette, dalle orecchie sottili e arrotolate che arrivano al tartufo senza superarlo, e dalla struttura asciutta: qui la parola dello standard è leggero.
Cosa chiede: due ore al giorno di movimento vero, lavoro di naso, una recinzione seria e possibilmente altri cani. In cambio la manutenzione è quasi zero.
Cosa lo rende speciale: ha il piede di lepre, quello allungato dei cani che coprono distanza, e una voce sonora che i cacciatori usano per capire, dal timbro, cosa sta facendo nel folto.
In Italia c’è la sorpresa: ne nascono tre volte più che in Francia. 7.310 cuccioli in dieci anni e undici affissi, concentrati dove si caccia la lepre col segugio.
Storia ed origine dell’Ariégeois

L’Ariégeois porta il nome del dipartimento dell’Ariège, nei Pirenei francesi, ed è nato nell’Ottocento sui colli e sui piemonti di quella zona per la caccia a tiro alla lepre. Lo standard racconta la ricetta: un briquet locale incrociato con un grande segugio da muta, che poteva essere il Bleu de Gascogne o il Gascon Saintongeois. Il nome che la storia associa alla selezione è quello del conte Élie de Vézins.
Il risultato lo dice lo standard stesso, senza diplomazia: ha conservato i tratti del grande segugio ma con meno distinzione, meno taglia e più leggerezza. La Société Centrale Canine riconosce lo standard nel 1912; la FCI arriva solo nel 1954.
Dopo la Seconda guerra mondiale la razza rischia di sparire: alla fine degli anni Sessanta le iscrizioni annuali francesi si contavano sulle dita di una mano. Poi la risalita, una cinquantina di nascite a fine anni Settanta e oltre 200 a fine anni Ottanta, anche grazie all’affiliazione al club del Bleu de Gascogne nel 1975.
Oggi in Francia si registrano circa 250 cuccioli l’anno. In Italia, invece, ne nascono tre volte tanti: 7.310 fra il 2015 e il 2024, con undici affissi concentrati dove la caccia alla lepre col segugio è una tradizione.
Carattere e descrizione dell’Ariégeois

È un segugio francese di taglia media: 52-58 cm i maschi e 50-56 le femmine, per 25-30 chili, che lo standard non indica. La prima parola della descrizione è leggero, seguita da elegante e distinto: è il grande segugio guascone in formato utile, e lo standard lo ammette apertamente.
Il mantello è uno solo: bianco con macchie nero corvino a contorni ben definiti, a volte screziato, con focature molto pallide sulle guance e sopra gli occhi. Qualsiasi altro colore è un difetto eliminatorio, come lo sono gli occhi chiari. Le orecchie, sottili e arrotolate in dentro, devono arrivare all’attaccatura del tartufo senza superarla, e i piedi sono ovali allungati, cioè piede di lepre.
Il carattere lo standard lo divide in due. Comportamento: cane laborioso, con molta iniziativa e intraprendenza, voce sonora e rapido nelle sue combinazioni. Carattere: allegro e socievole; facile da addestrare. Nella pagina trovi anche il confronto con i segugi di Guascogna, quanto vive e a chi è adatto.
Addestramento ed educazione dell’Ariégeois

È un cane che ragiona in fretta, e proprio per questo decide anche da solo. Lo standard lo dice facile da addestrare, ma con molta iniziativa e intraprendenza: con un segugio da lepre il richiamo perfetto non esiste, e chi promette il contrario non ha mai visto un cane su una traccia fresca.
Le priorità dei primi mesi sono quattro: la socializzazione con le persone, perché un cucciolo cresciuto in canile ne vede poche; il guinzaglio, prima che il cane arrivi ai trenta chili; la gestione della voce, che si indirizza e non si cancella; e le assenze, perché è nato per vivere in muta.
Il naso è insieme il problema e la soluzione: mezz’ora di ricerca stanca più di dieci chilometri, e un cane che ha cercato è disponibile a imparare. Le attività giuste sono il mantrailing, il nose work, il canicross, il dog trekking e l’attivazione mentale nei giorni brutti.
Servono circa due ore al giorno di movimento vero. La manutenzione invece è quasi nulla: pelo corto, fine e fitto, una spazzolata a settimana, orecchie da controllare ogni sette giorni e piedi dopo ogni uscita.
Allevamento dell’Ariégeois

In Italia l’Ariégeois si trova, e questa è la notizia: fra il 2015 e il 2024 sono stati iscritti 7.310 cuccioli, fra i 600 e gli 874 ogni anno. Sono tre volte le iscrizioni francesi, dove la razza si ferma a circa 250 all’anno.
Gli affissi attivi sono undici e disegnano la mappa della caccia alla lepre col segugio: quattro in Lazio, due in Abruzzo, poi Toscana, Umbria, Sardegna, Piemonte ed Emilia-Romagna. Molti allevano anche altre razze da seguita.
Il prezzo è quello dei cani da caccia, non quello dei cani di moda: intorno ai 400-700 euro per un cucciolo con pedigree. Il consiglio è di non rinunciare ai documenti: in una razza dove il pedigree costa poco, un cane senza è un cane di cui non si sa nulla.
Non esistono programmi sanitari ufficiali né patologie ereditarie documentate come tipiche. Le domande da fare riguardano il lavoro dei genitori, le lastre delle anche se qualcuno le ha fatte, e il carattere della madre. Nella pagina trovi anche cosa guardare in una cucciolata, a partire dagli occhi, perché il chiaro qui squalifica.


