Addestramento ed educazione dell’Ariégeois

Un cane che ragiona in fretta, e proprio per questo decide da solo

Lo standard dice che è facile da addestrare e che è rapido nelle sue combinazioni. Le due cose insieme descrivono bene la realtà: impara in fretta, e proprio per questo capisce anche quando può fare di testa sua.

In questa pagina: le priorità dei primi mesi, il richiamo con un segugio da lepre, quanto movimento serve, gli sport adatti e la manutenzione, che è minima.

Sommario

Le priorità dei primi mesi

Ariégeois in stand su una pedana di esposizione

La prima è la socializzazione con le persone. Un cucciolo cresciuto in un canile di campagna con altri dodici cani vede pochi estranei nei mesi che contano, e lo standard mette il soggetto timido fra i difetti.

La seconda è il guinzaglio, da insegnare prima che il cane arrivi ai trenta chili. Un segugio adulto che tira su una traccia sposta chi lo tiene: pettorina, long line e pazienza, da subito.

La terza è la voce. La voce sonora dello standard è uno strumento di lavoro e non si cancella, ma si può insegnare quando basta: si premia il silenzio dopo il primo avviso, invece di sgridare il rumore.

La quarta è la solitudine. È un cane da muta: se vive in famiglia da solo, le assenze vanno allenate presto e gradualmente.

Sul metodo, rinforzo positivo con una precisazione pratica che vale per tutti i segugi: il cibo funziona benissimo, ma un cane con il naso acceso non lo vede. Le sessioni si fanno in un posto noioso, prima che il cane trovi qualcosa di più interessante di te.

Il richiamo e il naso: cosa si può ottenere

Con un segugio da lepre il richiamo perfetto non esiste. Lo standard lo dice con parole gentili: molta iniziativa e intraprendenza, rapido nelle sue combinazioni. Tradotto: pensa da solo, e sulla traccia pensa a quello.

Il che non vuol dire rinunciare. Vuol dire lavorarci ogni giorno sapendo che il risultato sarà un cane che torna quasi sempre, e organizzare il resto di conseguenza: recinzione seria, long line negli spazi aperti, microchip registrato e medaglietta col numero di telefono.

Le regole del richiamo sono tre e non cambiano mai: si premia sempre il rientro, non si richiama mai per finire il divertimento, e non si chiama due volte a vuoto.

L’altra faccia della medaglia è che quel naso è la tua risorsa più grande. Mezz’ora di ricerca stanca più di dieci chilometri di passeggiata al guinzaglio, e si può fare anche sotto la pioggia.

Si comincia con cose semplici: cibo sparso nell’erba alta, tracce di crocchette lunghe decine di metri, oggetti da ritrovare. Poi si passa al mantrailing o al nose work, che sono lo stesso lavoro in versione organizzata.

Una regola d’oro con questa razza: fagli usare il naso prima di chiedergli obbedienza. Un segugio con la testa piena di odori non impara niente; lo stesso cane, dopo aver cercato, è disponibile a tutto.

E se cacciate, ricordati che questa è una razza con prova di lavoro: le prove su lepre esistono, e sono il modo migliore per capire che cane hai in mano.

Quanto movimento serve e cosa gli piace fare

Due Ariégeois presentati insieme in esposizione

Serve molto, e serve tutti i giorni. È un cane costruito per muoversi con facilità su terreni difficili: due passeggiate corte al guinzaglio non lo toccano nemmeno.

L’asticella ragionevole è due ore al giorno fra camminata, corsa in sicurezza e lavoro di naso. In stagione di caccia il conto lo fa il bosco, ma sono gli altri nove mesi il problema.

Il canicross è l’attività che gli calza meglio fuori stagione: ha resistenza, andatura leggera e nessun problema a tirare. In corsa, finalmente, tirare è permesso.

Il dog trekking è la sua dimensione naturale: viene dai piemonti dei Pirenei e in salita non si lamenta.

Il mantrailing e il nose work sono il modo di far lavorare il naso in un contesto controllato, e per un cane da traccia valgono doppio.

L’attivazione mentale serve nei giorni brutti: giochi olfattivi in casa, contenitori da aprire, cibo nascosto. Dieci minuti valgono mezz’ora di passeggiata.

Non fanno per lui, invece, le discipline di precisione a contatto stretto: non perché non sia capace, ma perché non è quello che lo rende felice. Un cane rapido nelle sue combinazioni si diverte a risolvere problemi, non a ripetere esercizi.

Il pelo, le orecchie e la manutenzione

Il pelo è corto, fine e fitto: una spazzolata a settimana con un guanto di gomma e finisce lì. Niente toelettatore, niente stripping, niente tosature.

Le orecchie sono l’unico punto che chiede costanza. Sono sottili, morbidi, arrotolati in dentro e pendenti, su un cane che vive a naso basso: si guardano ogni settimana e si asciugano dopo la pioggia.

I piedi vanno controllati dopo ogni uscita in campagna: il piede di lepre è allungato e le dita sono asciutte e serrate, ma i tagli e i forasacchi arrivano lo stesso, soprattutto da aprile a luglio.

Le unghie di un cane che lavora su terreno duro si consumano da sole; quelle di un cane che vive su un prato vanno accorciate.

Sul peso serve disciplina fuori stagione. Su una struttura che lo standard vuole leggera, i chili di troppo si vedono subito, e il volume eccessivo è elencato fra i difetti.

Un dettaglio che riguarda i cani a fondo bianco: la pelle sotto il pelo corto è chiara nelle zone senza macchia, e d’estate una scottatura sul naso o sulle orecchie è possibile. Ombra nelle ore centrali e attenzione dopo la tosa del prato.

Ultima cosa, banale ma decisiva con questa razza: microchip registrato e medaglietta con il numero di telefono. Un segugio che si allontana è la norma, non l’eccezione.

Gli errori tipici con un Ariégeois

Fidarsi del richiamo in campo aperto. Ha molta iniziativa: sulla traccia non vi sente.

Tenerlo in appartamento in città. Senza corsa e senza naso diventa rumoroso e distruttivo.

Volergli togliere la voce. La voce sonora è uno strumento di lavoro: si indirizza, non si cancella.

Lasciarlo solo tutto il giorno. È un cane da muta e la solitudine gli pesa.

Dimenticare le orecchie. Sottili, arrotolate e sempre nell’erba: controllo settimanale.

Farlo ingrassare fuori stagione. Lo standard vuole un cane leggero, e il volume eccessivo è un difetto.

Trattarlo come un cane da guardia. È allegro e socievole: con gli estranei non farà mai il suo dovere.