Schipperke

Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche

Lo Schipperke in breve

Lo Schipperke è il piccolo cane da pastore belga tutto nero: lo standard non indica l’altezza ma solo il peso, fra 3 e 9 chili, con una media ricercata di 4-7. Ha collare, criniera, jabot e culottes di pelo, orecchie piccolissime e dritte, e a volte nasce senza coda. In fiammingo il suo nome, dice lo standard, significa piccolo pastore. Nel 1690 era il cane dei calzolai di Bruxelles.

TagliaPiccola: circa 25-33 cm, ma lo standard non prescrive l’altezza
PesoFra 3 e 9 kg, con una media ricercata di 4-7 kg
Vita media13-15 anni
MantoNero, con collare, criniera, jabot e culottes
ColoriTotalmente nero, senza eccezioni
Livello di energiaMolto alto: lo standard lo dice ribollente di vitalità
Adatto aChi vuole un cane piccolo con la testa di un cane da pastore
Da sapereÈ un allarme eccezionale, quindi abbaia

Che cane è lo Schipperke

Schipperke nero di profilo con la criniera e le orecchie dritte

È un cane da pastore del gruppo 1, sezione 1, ed è uno dei pochissimi cani piccoli di quel gruppo. Lo standard gli dà un mestiere doppio: piccolo cane da guardia e da compagnia.

Lo riconoscete subito: tutto nero, con il collare di pelo che gli ingrossa il collo, le orecchie piccole e dritte e quella sagoma che lo standard definisce, giustamente, unica.

Quanto è grande: lo standard non dà l’altezza, solo il peso, fra 3 e 9 chili. Nella pratica sono cani di venticinque, trentatré centimetri.

Cosa chiede: un’ora al giorno di movimento e, soprattutto, qualcosa da fare con la testa. È un pastore in miniatura, non un cane da grembo.

Cosa lo rende speciale: la sua storia urbana. Nel 1690 era il cane degli operai e dei calzolai di Bruxelles, che organizzavano gare per mostrare i collari di ottone dei loro cani.

Da sapere prima: abbaia, e lo standard lo dice apertamente definendolo un allarme eccezionale con un abbaio acuto.

In compenso è molto dolce con i bambini, vive 13-15 anni ed è uno dei cani più divertenti con cui si possa vivere.

Storia ed origine dello Schipperke

Due Schipperke in piedi su una roccia in un bosco

Sul nome di questa razza circolano due versioni, e conviene conoscerle entrambe. Quella popolare dice che schipperke significa piccolo battelliere, il cane delle chiatte dei canali belgi. Lo standard FCI, però, apre il paragrafo storico dicendo un’altra cosa: nel dialetto fiammingo, Schipperke significa piccolo pastore. E il resto del documento gli dà ragione, perché la razza sta nel gruppo 1 e il suo antenato comune con i pastori belgi sarebbe un cane chiamato Leuvenaar.

Le origini risalgono al XVII secolo, e il paragrafo più bello dello standard racconta che intorno al 1690 lo Schipperke era il cane preferito degli operai e dei calzolai del quartiere di Saint-Gery, a Bruxelles, che organizzavano gare per mostrare i collari di ottone finemente lavorati con cui adornavano i loro cani. Il mestiere vero, intanto, era cacciare topi, ratti e talpe.

La storia moderna comincia nel 1882, con la prima esposizione nella città di Spa; la razza diventa di moda grazie alla regina Maria Enrichetta del Belgio, arriva in Gran Bretagna e negli Stati Uniti nel 1887, e nel 1888 nasce il club di razza, che lo standard definisce il più antico del Belgio.

Nella pagina ci sono anche le immagini d’epoca, dalle fotografie del 1890 e del 1897 ai dipinti di fine Ottocento, e mostrano una cosa curiosa: questa razza non è quasi cambiata. L’unica differenza è la coda, che una volta veniva amputata e che oggi, giustamente, si vede di nuovo.

Carattere e descrizione dello Schipperke

Primo piano della testa di uno Schipperke con le orecchie piccole e dritte

Lo standard lo definisce con una formula da ricordare: un cane da pastore di piccole dimensioni, ma costruito in modo molto solido, di tipo lupoide. E fa una cosa insolita: non indica l’altezza, ma solo il peso, fra 3 e 9 kg con una media ricercata di 4-7. La groppa, arrotondata dietro, viene chiamata a porcellino d’India.

Il pelo è organizzato in quattro zone che gli danno la sagoma unica: il collare attorno al collo, la criniera sulla parte alta, il jabot sul petto e le culottes dietro le cosce. Il colore è totalmente nero, senza eccezioni: qualsiasi altro colore, o anche una macchia bianca minuscola sulle dita, è una squalifica.

C’è poi un capitolo che sorprende sempre: alcuni Schipperke nascono senza coda, o con una coda rudimentale, e lo standard specifica che non devono essere penalizzati per questo. È la coda corta naturale, che nella razza c’è da sempre.

Il carattere è descritto con il paragrafo più vivace di tutta la nomenclatura: allarme eccezionale, ribollente di vitalità, distaccato con gli estranei, attivo, indaffarato, agile, instancabile, molto dolce con i bambini e sempre curioso di sapere cosa c’è dietro una porta chiusa. Vive 13-15 anni e ha una malattia genetica specifica, la mucopolisaccaridosi IIIB, per cui esiste il test del DNA.

Addestramento ed educazione dello Schipperke

Schipperke nero in piedi accanto a una borsa da esposizione

Lo Schipperke è piccolo, ma nella testa è un cane da pastore: sveglio, indaffarato e con un bisogno costante di sapere cosa succede. Il primo errore da non fare è trattarlo come un cane da compagnia perché sta in cinque chili: ha bisogno di regole chiare quanto un pastore tedesco, e le capisce benissimo.

Sul movimento serve circa un’ora al giorno fra camminate e gioco, ma la parte che conta è il lavoro di testa: con un cane così piccolo la fatica fisica si esaurisce in fretta, mentre la curiosità no. Giochi di problem solving, ricerca del cibo, esercizi con delle sequenze.

Con un cucciolo le tre priorità sono l’abbaio, da gestire da subito insegnando un comando di stop invece di sgridarlo; la socializzazione, perché è distaccato con gli estranei per carattere; e la gestione delle risorse, visto che lo standard stesso dice che è portato a scattare se qualcuno si avvicina agli oggetti che gli sono stati affidati.

Nella pagina c’è anche il capitolo onesto sull’abbaio, che è l’unica cosa che può trasformare questo cane in un problema, e la lista delle attività in cui dà il meglio, dall’agility al nose work.

Allevamento dello Schipperke

Schipperke nero presentato in stand su un tappeto rosso

In Italia lo Schipperke è una razza piccola ma in salute: 251 cuccioli in dieci anni, con una crescita negli ultimi anni e un picco di 42 nel 2021. Gli affissi registrati sono otto, fra Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Sicilia, Umbria e Marche.

Per un cucciolo con i documenti in regola si parla di 1.000-1.600 euro, e il mantenimento di un cane da quattro o sette chili si assesta sui 50-80 euro al mese. La toelettatura è a zero: si spazzola, non si tosa.

La domanda numero uno da fare a un allevatore, in questa razza, è una sola: il test del DNA dei genitori per la mucopolisaccaridosi IIIB. È una malattia grave, che si manifesta verso i due anni e non lascia scampo, ma il test esiste e due genitori testati non producono cuccioli malati.

Nella pagina trovate anche cosa guardare in un cucciolo, dalle orecchie, che devono diventare erette, al nero assoluto del mantello, e la particolarità che spiazza chi non la conosce: in una cucciolata possono nascere cuccioli senza coda, e non è un difetto.

Alimentazione

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Attività di uno Schipperke

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Obedience

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Rally Obedience

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Nose Work

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Attivazione mentale