Addestramento ed educazione dello Schipperke
Un cane da pastore in cinque chili, e un abbaio da gestire
Lo Schipperke è piccolo, ma nella testa è un cane da pastore: sveglio, indaffarato e con un bisogno costante di sapere cosa succede. Educarlo significa dargli un lavoro e gestire la sua parte più rumorosa.
In questa pagina: quanto movimento serve, come si imposta un cucciolo, la questione dell’abbaio e le attività adatte.
Sommario
Di quanto movimento ha bisogno uno Schipperke

Più di quanto la taglia lasci pensare. Lo standard usa tre parole che valgono un programma: attivo e indaffarato, agile, instancabile.
Il fabbisogno pratico è di circa un’ora al giorno fra camminate e gioco, più una buona dose di lavoro di testa. Con un cane da cinque chili la parte fisica si esaurisce in fretta; è la mente che chiede di più.
Le attività che funzionano meglio sono quelle che gli danno un problema da risolvere: giochi di attivazione mentale, ricerca del cibo in casa o in giardino, esercizi con delle sequenze.
Cammina anche molto: uno Schipperke in forma fa senza problemi un’escursione di ore, e questo sorprende sempre chi lo vede solo attraversare il salotto.
Con un cucciolo valgono le solite cautele, ma con un cane così piccolo e leggero il problema è più il contrario: bisogna ricordarsi che è un cucciolo anche quando sembra instancabile.
Come si imposta un cucciolo di Schipperke

Con un cucciolo di questa razza ci sono tre cose da mettere in ordine, e la prima è quella che decide la pace del condominio.
La prima è l’abbaio. Lo standard lo definisce un allarme eccezionale con un abbaio acuto, quindi il cane avviserà: il lavoro non è impedirglielo, è insegnargli a smettere quando ha finito. Si comincia da cucciolo, riconoscendo l’avviso e chiedendo il silenzio con un comando.
La seconda è la socializzazione. È un cane distaccato con gli estranei per carattere, e senza esperienze nei primi mesi quel distacco può diventare diffidenza vera.
La terza è la gestione delle risorse, e lo standard la anticipa con una frase precisa: è portato a scattare se qualcuno si avvicina agli oggetti che gli sono stati affidati. Tradotto: ciotola, giochi, cuccia. Si lavora da cucciolo sullo scambio, mai togliendo le cose di mano.
Sul metodo, questo è un cane sveglissimo che impara in fretta e che si annoia altrettanto: sessioni brevi, molta varietà, rinforzo positivo. Con le maniere dure si ottiene solo un cane che abbaia di più.
Un errore tipico: trattarlo come un cane da compagnia perché è piccolo. Lo Schipperke ha bisogno di regole chiare quanto un pastore tedesco, e le capisce benissimo.
L’abbaio, che è la parte da gestire
Se dovessimo indicare l’unico motivo per cui uno Schipperke può diventare un problema, sarebbe questo: abbaia, e ha una voce acuta che passa attraverso i muri.
Non è un difetto: lo standard lo mette fra i pregi, definendolo un allarme eccezionale. Per i calzolai di Bruxelles del Seicento era esattamente quello che serviva.
Cosa si può fare, concretamente. Primo: insegnare un comando di stop, riconoscendo l’avviso invece di sgridarlo. Un cane sgridato mentre abbaia, dal suo punto di vista, ha appena ricevuto rinforzo.
Secondo: ridurre gli stimoli. Uno Schipperke che passa la giornata alla finestra sull’ingresso del palazzo ha un lavoro a tempo pieno.
Terzo, e vale più di tutti: un cane che ha lavorato abbaia meno. Buona parte dell’abbaio di questa razza è curiosità inutilizzata, non allarme vero.
E infine l’onestà: non lo trasformerete in un cane silenzioso. Se vivi in un condominio con vicini sensibili, questo è un tema da valutare prima di prendere il cucciolo.
Le attività adatte allo Schipperke
È piccolo, agile e ha una gran voglia di avere un compito: la lista è più lunga di quanto la taglia lasci immaginare.

