Levriero Polacco
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Levriero Polacco in breve
Il Levriero Polacco, o Chart Polski, è un levriero di grande taglia – 70-80 cm nei maschi, 68-75 nelle femmine – che lo standard descrive nettamente più forte e meno fine degli altri levrieri a pelo corto. La sua utilizzazione ufficiale nomina lepre, volpe, capriolo, otarda e il lupo. È attestato in Polonia dal XIII secolo, è quasi scomparso dopo la guerra ed è stato ricostruito negli anni Settanta. In Italia sono nati 32 cuccioli in sette anni.
Che cane è il Levriero Polacco

È un levriero da caccia del gruppo 10, sezione dei levrieri a pelo corto. Ma è un levriero diverso dagli altri: più grande, più forte, con le mascelle potenti di un cane che doveva tenere il lupo, non solo raggiungere la lepre.
Lo riconoscete da due cose: la coda frangiata, portata a falce verso l’alto o chiusa in un anello, e il pelo piuttosto duro, che non è quello raso e setoso degli altri levrieri.
Quanto è grande: 70-80 cm i maschi e 68-75 le femmine, per un peso fra i 27 e i 35 chili. È uno dei cani più alti di tutta la nomenclatura FCI.
Cosa chiede: spazio recintato e la possibilità di galoppare qualche volta a settimana. Non serve che corra molto, serve che corra forte.
Cosa lo rende speciale: la sua utilizzazione ufficiale, unica fra i levrieri, nomina il lupo. E lo standard, invece di limitarsi a descriverlo, spiega che ossatura, muscolatura e mascelle sono quello che sono perché questo cane cacciava nel clima difficile della Polonia.
Da sapere prima: il richiamo, in campo aperto, non regge; il predatorio è alto e i piccoli animali che scappano restano prede; e come tutti i levrieri ha bisogno di un veterinario avvisato prima di ogni anestesia.
In compenso, in casa, è uno dei cani più tranquilli che esistano: silenzioso, pulito, discreto, e convinto che il divano sia suo.
Storia ed origine del Levriero Polacco

Il Chart Polski è attestato in Polonia dal XIII secolo: era il cane della nobiltà, e la sua utilizzazione ufficiale, ancora oggi, nomina lepre, volpe, capriolo, otarda e il lupo. È la parola lupo a spiegare la sua costruzione: più peso, mascelle più forti e più coraggio degli altri levrieri.
Lo standard fa una cosa insolita: smentisce una tesi. L’autore russo Sabaniejew sosteneva che la razza nascesse da un incrocio fra Greyhound e Borzoi, e lo standard risponde con una data: il Borzoi non era conosciuto prima del XVI secolo, mentre il Chart Polski c’era già nel XIII. L’origine vera va cercata nei levrieri asiatici di tipo Saluki.
Poi arriva la parte difficile. Dopo la Seconda guerra mondiale la caccia col levriero fu vietata in Polonia e la razza quasi scomparve. Negli anni Settanta un gruppo di appassionati cercò i superstiti nelle campagne; il libro genealogico preliminare fu aperto nel 1981, la FCI riconobbe la razza in via provvisoria il 13 giugno 1989 e in via definitiva il 1 marzo 2001. Oggi sono le corse e il coursing a tenere in piedi la selezione.
Carattere e descrizione del Levriero Polacco

Lo standard usa quattro aggettivi e una frase che non si legge quasi mai: sicuro di sé, fiducioso, riservato e coraggioso. In caccia è veloce, molto abile e instancabile. In azione reagisce in fretta e con brutalità. È la frase che spiega tutto: un levriero che affronta il lupo deve chiudere il conto in fretta.
In casa, però, è un altro cane: tranquillo, silenzioso, che dorme molto e occupa il divano. L’interruttore si accende fuori, e il punto delicato sono i piccoli animali che scappano, che per lui restano prede.
È un cane di grande taglia: 70-80 cm nei maschi, 68-75 nelle femmine, e lo standard lo descrive nettamente più forte e meno fine degli altri levrieri a pelo corto, con le mascelle potenti. Il suo tratto inconfondibile è la coda frangiata, portata a falce verso l’alto o chiusa ad anello.
Nella pagina ci sono le misure, il capitolo sul pelo – piuttosto duro, non setoso come negli altri levrieri – la griglia dei colori, che lo standard ammette tutti, il confronto con il Greyhound, la salute con le cautele su torsione e anestesia, e il capitolo finale su a chi è adatto.
Addestramento ed educazione del Levriero Polacco

Il tema numero uno è il richiamo, e la risposta onesta è che in campo aperto, con una lepre in movimento, il richiamo di un Chart Polski non regge. Da qui la regola valida per tutti i levrieri: si scioglie solo in spazi recintati o in contesti organizzati, e fuori si usa la longhina. Il collare largo da levriero e un GPS completano il quadro.
Il secondo tema è il predatorio: alto, con reazioni rapidissime. Con i gatti di casa la convivenza si costruisce da cucciolo; con conigli e galline la gestione è fisica; con i cani molto piccoli che corrono serve attenzione vera. La museruola, in questa categoria, è normale e si insegna da cuccioli.
Il terzo è il movimento, e qui c’è la sorpresa: un levriero non ha bisogno di correre molto, ha bisogno di correre forte. Un’ora e mezza di passeggiate al giorno più qualche galoppata libera a settimana, e il resto del tempo dorme.
Nella pagina trovate anche il coursing e le corse in pista, che sono le attività per cui è costruito e il modo in cui in Polonia lo si seleziona ancora, le cautele sull’età e sul caldo, e i sei errori tipici, a partire dal più pericoloso: scioglierlo in campo aperto perché fino a ieri tornava.
Allevamento del Levriero Polacco

In Italia il Levriero Polacco è raro ma non introvabile: le API dell’ENCI, sul codice 333, registrano 32 cuccioli in sette anni, con un picco netto di 14 nel 2022, e due affissi: uno in provincia di Ancona e uno a Roma, entrambi dedicati solo a questa razza.
Il bacino vero resta la Polonia, dove la razza è nazionale e dove le corse e il coursing tengono viva la selezione sul lavoro. Un cucciolo con pedigree in Italia costa indicativamente fra i 1.000 e i 1.500 euro.
Cosa chiedere: il pedigree, le lastre ufficiali di anche, la visita cardiologica dei riproduttori – nei levrieri i parametri normali sono diversi e serve un veterinario che conosca la categoria – e il carattere dei genitori, perché aggressività e timidezza sono squalifiche.
E poi c’è la domanda che in questa razza conta più delle altre: dove correrà il cane. Un allevatore serio ve lo chiederà, perché un Chart Polski che non galoppa mai è un cane sprecato. Nella pagina: le cifre reali e cosa guardare quando vai a vedere la cucciolata.


