Storia ed origine del Levriero Polacco

Dal XIII secolo alla ricostruzione degli anni Settanta

Il Chart Polski è attestato in Polonia dal XIII secolo: era il cane della nobiltà, e cacciava lepre, volpe, capriolo, otarda e lupo. Poi, dopo la Seconda guerra mondiale, è quasi sparito.

In questa pagina: da dove viene, perché lo standard smentisce l’ipotesi del Greyhound, cosa è successo dopo il 1945 e come è stato ricostruito.

Sommario

Il cane della nobiltà polacca

Due Chart Polski al guinzaglio accanto a persone in costume tradizionale polacco

La presenza dei levrieri in Polonia è documentata dal XIII secolo, e per secoli il Chart Polski è stato il cane dei nobili: compare spesso nella letteratura venatoria e nei quadri, sempre con lo stesso aspetto.

È proprio questa costanza iconografica l’argomento che lo standard usa per dire che la razza è antica: le rappresentazioni sono notevolmente uniformi, e questo prova che, nonostante gli incroci, l’aspetto originale è rimasto invariato fino alla fine del XIX secolo.

La caccia a cui era destinato spiega la sua costruzione. Lo standard elenca le prede: lepre, volpe, capriolo, otarda – la grande otarda, oggi rarissima in Europa – e il lupo.

Il lupo è la parola che cambia tutto. Cacciare la lepre chiede velocità; cacciare il lupo chiede peso, mascelle e coraggio, e spiega perché questo levriero sia più massiccio degli altri.

L’origine, secondo lo standard, va cercata nei levrieri asiatici di tipo Saluki, arrivati in Europa orientale lungo le rotte che collegavano la steppa alle corti.

Perché non discende dal Greyhound

Ring del decimo gruppo a una esposizione canina in Polonia con diversi levrieri

Il nome inglese della razza – Polish Greyhound – ha creato un equivoco che dura da un secolo, e lo standard FCI lo affronta di petto, cosa piuttosto rara in un documento del genere.

L’autore russo Sabaniejew aveva scritto che il Chart Polski nascesse dall’incrocio fra Greyhound e Borzoi. Lo standard risponde con un’obiezione cronologica: il Borzoi non era conosciuto prima del regno di Ivan il Terribile, nel XVI secolo, mentre il Chart Polski c’era già nel XIII.

È un dettaglio da conoscere, perché racconta anche una cosa più generale: le razze non sono quasi mai il risultato di un incrocio raccontabile in una riga, e gli standard più seri lo ammettono.

Quello che resta certo è che il Chart Polski appartiene alla famiglia dei levrieri orientali, quella del Saluki, e che ha sviluppato in Polonia le caratteristiche che lo distinguono: più peso, mascelle più forti, pelo più duro.

Il divieto, la sparizione e la ricostruzione

Chart Polski con la giacchetta rossa in corsa lungo il tracciato di gara

Dopo la Seconda guerra mondiale la caccia con il levriero fu vietata in Polonia. Per una razza che esisteva solo in funzione di quella caccia, e che apparteneva a una classe sociale che il nuovo regime aveva cancellato, il colpo fu quasi definitivo.

Negli anni Settanta un gruppo di appassionati cominciò a cercare i soggetti superstiti nelle campagne e nelle regioni orientali, dove qualche cane era rimasto in mano ai contadini. L’allevamento moderno viene fatto risalire a Stanislaw Czerniakowski.

Il libro genealogico preliminare fu aperto nel 1981. La FCI riconobbe la razza in via provvisoria il 13 giugno 1989 e in via definitiva il 1 marzo 2001.

Lo standard oggi in vigore porta la data del 1 ottobre 1999.

Oggi la razza vive soprattutto in Polonia, dove le corse e il coursing hanno preso il posto della caccia e tengono in piedi la selezione sul lavoro. Le fotografie che si trovano in giro vengono quasi tutte da lì.

In Italia i numeri sono piccoli ma non nulli: 32 cuccioli in sette anni secondo le API dell’ENCI, e due affissi, uno in provincia di Ancona e uno a Roma.

QuandoCosa succede
XIII secoloLa presenza dei levrieri in Polonia è attestata dai documenti
Dal Medioevo al SettecentoÈ il cane della nobiltà polacca, usato anche sul lupo
Fine XIX secoloL’iconografia mostra un tipo rimasto sostanzialmente invariato
Dopo il 1945La caccia col levriero viene vietata e la razza quasi scompare
Anni SettantaUn gruppo di appassionati cerca i soggetti superstiti nelle campagne
1981Viene aperto il libro genealogico preliminare
13 giugno 1989Riconoscimento provvisorio della FCI
1 ottobre 1999Data dello standard oggi in vigore
1 marzo 2001Riconoscimento definitivo della FCI