Barzoi
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Barzoi in breve
Il Barzoi è il levriero russo da caccia, uno dei cani più alti al mondo: 75-85 cm i maschi e 68-78 le femmine, per 34-48 kg. Ha il pelo lungo, morbido, setoso, ondulato o a grandi riccioli, la linea dorsale ad arco e quasi tutti i colori ammessi, tranne marrone, blu e isabella. Lo standard lo definisce cane dall’aspetto aristocratico, con un temperamento calmo; all’impatto ben evidente.
Che cane è il Barzoi

È un levriero da caccia russo, nato per inseguire a vista lepre e volpe e, meno spesso di quanto si racconti, il lupo. In casa è un cane silenzioso che dorme; fuori, quando parte, è un predatore.
Lo riconoscete dalla testa lunghissima e stretta, dal pelo setoso con le frange, dalle orecchie ripiegate all’indietro lungo il collo e dalla schiena che disegna un arco.
Cosa chiede: circa un’ora e mezza di passeggiate al giorno più una o due corse libere a settimana in uno spazio recintato, due spazzolate a settimana e una casa con dello spazio.
Cosa lo rende speciale: è un cane che ha attraversato cinque secoli di storia russa, dai levrieri dei tartari alle mute da centinaia di cani dei granduchi, e che si è salvato dalla rivoluzione del 1917 solo perché era già stato esportato.
In Italia si trova: circa novanta cuccioli l’anno e quindici allevamenti con affisso, quasi tutti al nord.
Storia ed origine del Barzoi

Lo standard fa partire la storia dal XV secolo e dall’invasione mongola: i tartari avevano levrieri di origine araba, i koutsi, i cacciatori russi no, e usavano i fortissimi cani loshaya, capaci di catturare un cervo o un’alce. Dall’incrocio fra i due nasce il prototipo del Barzoi, già raffigurato nel libro di preghiere del gran principe Vasily III, il padre di Ivan il Terribile.
Nei secoli seguenti arrivano il levriero polacco, poi il klock, un enorme, forte, feroce e barbuto levriero di Curlandia da cui nasce il tipo gustopsovy, e il sangue di Greyhound, che dà il tipo chistopsovy. In coda i levrieri di montagna e di Crimea, scelti per la resistenza.
Fra il XVIII e il XIX secolo nascono le grandi cacce a cavallo con mute che potevano contare diverse centinaia di cani. La più famosa è quella del Pershino, del granduca Nikolai Nikolaevich: al culmine ospitava 130 Barzoi adulti, 60 cuccioli, 87 cavalli e 78 dipendenti. Il primo congresso di razza è del 1874, il primo standard del 1888, scritto da N.P. Yermolov per la Società di Caccia di Mosca.
Poi arriva il 1917: Pershino viene distrutta e i cani uccisi perché legati all’aristocrazia. La razza si è salvata perché era già emigrata, con i soggetti esportati in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, dove l’AKC l’aveva riconosciuta nel 1891 col nome di Russian Wolfhound.
Carattere e descrizione del Barzoi

È un levriero a pelo lungo di grande taglia: 75-85 cm i maschi e 68-78 le femmine, per 34-48 chili, che lo standard non indica. Pesa meno di quanto sembri perché è asciutto e abbastanza piatto nel corpo. Lo standard detta anche misure verificabili col metro: la groppa non può essere più stretta di 8 centimetri fra le punte iliache, e il torace è alto la metà del garrese.
La linea dorsale ad arco, con il punto più alto sulla prima o seconda vertebra lombare, è un carattere di razza: un dorso diritto nei maschi è un difetto grave. La testa ha la descrizione più memorabile della nomenclatura, così asciutta che le vene principali sono visibili attraverso la pelle, e le orecchie stanno ripiegate all’indietro lungo il collo, con la variante che lo standard chiama orecchio di cavallo.
Il carattere sta in due righe: il temperamento è calmo; all’impatto ben evidente. L’atteggiamento nei confronti delle persone è neutrale o amichevole. È un cane silenzioso e tranquillo in casa e un predatore serissimo appena parte. Nella pagina trovi anche i colori ammessi e quelli che squalificano, il confronto con gli altri levrieri e quanto vive.
Addestramento ed educazione del Barzoi

Con un Barzoi bisogna accettare due cose: che l’atteggiamento verso le persone è neutrale o amichevole, quindi nessuna smania di compiacere, e che quando parte all’inseguimento il richiamo non è affidabile. Dalla camminata al pieno galoppo passano due secondi.
Le priorità dei primi mesi sono quattro: la socializzazione, perché un cane neutrale mal socializzato diventa diffidente; la gestione della crescita, perché un cucciolo che arriva a ottanta centimetri in un anno ha articolazioni fragili; il guinzaglio con la pettorina e mai il collare a strangolo; e il rapporto con gatti e cani piccoli.
Il movimento serve meno di quanto si pensi ma di un tipo preciso: circa un’ora e mezza al giorno di passeggiate più una o due corse libere a settimana in uno spazio recintato. Le attività sue sono il lure coursing e il racing; il resto della giornata dorme, e non è pigrizia.
Il pelo setoso si spazzola due volte a settimana, molto di più nelle mute, e non si tosa mai. I nodi si formano sempre negli stessi quattro punti: dietro le orecchie, sotto le ascelle, sulle culotte e alla base della coda.
Allevamento del Barzoi

In Italia il Barzoi si trova: fra il 2015 e il 2024 sono stati iscritti 919 cuccioli, circa novanta all’anno, e ci sono quindici affissi attivi, quasi tutti al nord fra Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte. Il 2024 però ha segnato un calo netto, con 60 cuccioli.
Il prezzo di un cucciolo con pedigree si aggira sui 1.200-2.000 euro. Il mantenimento è quello di un cane grande, anche se un Barzoi mangia meno di quanto la mole faccia pensare, e sulla toelettatura si spende poco: due spazzolate a settimana e nessuna tosatura.
I controlli da chiedere sono tre: l’ecocardiogramma dei riproduttori per la cardiomiopatia dilatativa, l’esame degli occhi recente per la PRA e per la retinopatia descritta nella razza, e il test del DNA per la mielopatia degenerativa. Molti allevatori controllano anche la tiroide.
Nella pagina trovi anche cosa guardare in una cucciolata e le due cose che con questa razza vanno messe in conto prima del cane: una recinzione seria e la consapevolezza che i levrieri smaltiscono lentamente l’anestesia.


