Carattere e descrizione del Barzoi
Taglia, la linea dorsale ad arco, il pelo setoso e il temperamento del levriero russo
Il Barzoi è il levriero russo da caccia, e lo standard lo apre con una parola che non si trova quasi mai in un testo tecnico: cane dall’aspetto aristocratico. Con 75-85 centimetri nei maschi è anche uno dei cani più alti al mondo.
In questa pagina: quanto è grande, la linea dorsale ad arco e i numeri che lo standard pretende, la testa più asciutta della cinofilia, i colori ammessi e quelli vietati, il carattere neutrale, quanto vive e a chi è adatto.
Sommario
Il Barzoi in breve
Il Barzoi, il cui nome ufficiale è Borzoi, levriero russo da caccia, è un levriero a pelo lungo di grande taglia: 75-85 cm i maschi e 68-78 le femmine, per un peso che lo standard non indica e che sta fra i 34 e i 48 chili. Ha il pelo lungo, morbido, setoso, ondulato o a grandi riccioli e quasi tutti i colori sono ammessi. Il carattere, testuale: il temperamento è calmo; all’impatto ben evidente. L’atteggiamento nei confronti delle persone è neutrale o amichevole.
Quanto è grande un Barzoi

I maschi vanno dai 75 agli 85 centimetri al garrese, le femmine dai 68 ai 78. Sono misure da cane molto grande: un Barzoi maschio nella parte alta dello standard supera il metro e mezzo alzandosi sulle zampe posteriori.
Il peso lo standard non lo dà, e la sorpresa è che pesa meno di quanto sembri: un cane di questa altezza sta fra i 34 e i 48 chili, perché è asciutto e abbastanza piatto nel corpo.
La descrizione dell’insieme merita per intero: cane dall’aspetto aristocratico, di grande taglia, di costituzione asciutta e nello stesso tempo robusta, di costituzione armoniosa, piuttosto alto nelle gambe e abbastanza piatto nel corpo.
Lo standard poi si mette a fare i conti, e sono conti che si possono verificare con un metro. Nei maschi l’altezza al garrese è uguale o 1-2 centimetri superiore a quella dell’osso sacro; nelle femmine le due altezze sono uguali.
L’altezza del torace è circa la metà di quella al garrese, e il torace scende almeno al livello dei gomiti. La lunghezza del corpo supera leggermente l’altezza, e le femmine sono generalmente più lunghe dei maschi.
C’è poi una misura che è quasi una firma della razza: la larghezza della groppa, misurata fra le due punte iliache, non deve essere inferiore a 8 centimetri. In un cane così asciutto è il modo di dire che il motore posteriore non può essere stretto.
La pelle è sottile, elastica, senza pieghe, e i muscoli asciutti, allungati, ben sviluppati: struttura ossea forte ma non massiccia.
La linea dorsale ad arco e come si muove

La linea superiore del Barzoi disegna un leggero arco, e lo standard specifica dove sta il punto più alto: alla prima o seconda vertebra lombare, cioè in mezzo alla schiena. Nei maschi l’arco è più pronunciato che nelle femmine.
Quell’arco non è estetica: è la molla. Il rene è piuttosto lungo, arcuato, muscoloso, largo e forma con il dorso un arco che non presenta interruzioni. È quello che permette al cane di raccogliersi e distendersi in galoppo.
Un dorso diritto in un maschio è elencato fra i difetti gravi, e lo è anche l’arco spostato verso la groppa. Qui la forma della schiena è un carattere di razza.
Il ventre è ripiegato bruscamente verso i fianchi: la retrazione estrema dei levrieri, che lascia spazio ai polmoni e toglie peso al centro.
La coda è a forma di falce o sciabola, sottile, lunga, con pennacchio denso e abbondante, e ha una misura da provare: passata fra gli arti posteriori, deve raggiungere la punta dell’ala iliaca. In stazione pende, in movimento si alza senza superare il livello del dorso.
L’andatura tipica è il trotto allungato, senza apparente sforzo, molto elastico. Quando caccia, invece, va al galoppo.
I piedi sono asciutti, stretti, di forma ovale allungata, i cosiddetti piedi di lepre, con unghie lunghe, forti, che toccano il suolo: una descrizione che si trova in pochissimi standard e che dice tutto sulla presa in corsa.
La testa più asciutta della cinofilia

La descrizione della testa del Barzoi è una delle più memorabili di tutta la nomenclatura FCI: aristocratica, stretta, lunga, proporzionata all’aspetto generale; la testa è così asciutta che le vene principali sono visibili attraverso la pelle.
Vista di lato, le linee superiori della testa formano una linea lunga, leggermente convessa. Il cranio è stretto, allungato, ovale visto dall’alto e quasi piatto di profilo. Lo stop è appena visibile.
Il muso è lungo, asciutto, ben riempito in tutta la sua lunghezza, diritto o leggermente arcuato vicino al naso, ed è più lungo del cranio.
Il tartufo è largo, sempre nero in qualsiasi colore del mantello, considerevolmente sporgente rispetto alla mascella inferiore. Anche le labbra hanno i bordi neri, qualunque sia il colore del cane.
La depigmentazione, anche parziale, di naso, labbra o palpebre è un difetto grave; se è completa diventa un difetto eliminatorio.
Fra i difetti gravi c’è una descrizione che dice, per contrasto, cosa non deve essere questo cane: testa grossa coperta di pelle spessa e cascante; labbra pendenti. Il Barzoi è l’opposto esatto di un molossoide.
La dentatura è completa, con chiusura a forbice; quella a tenaglia è consentita ma non desiderata, e l’assenza del terzo molare o di uno o due primi premolari è accettata.
Occhi, orecchie e l’orecchio di cavallo

Gli occhi sono grandi, a forma di mandorla, da marrone scuro a marrone, con le palpebre dai bordi neri e aderenti. Gli occhi di tutte le sfumature di grigio, verde e blu sono difetti eliminatori, come gli occhi di colore diverso fra loro.
Anche gli occhi chiari nelle sfumature del nocciola sono elencati fra i difetti, e quelli piccoli o gialli fra i difetti gravi. In una razza che si giudica molto sull’espressione, l’occhio pesa.
Le orecchie hanno la descrizione più caratteristica: piccole, sottili, mobili, appuntite, coperte da peli corti, posizionate sopra la linea dell’occhio, vicine fra loro e portate all’indietro, con le punte che scendono lungo il collo, al quale aderiscono strettamente.
Quando il cane è in attenzione le orecchie si alzano e le punte girano di lato o in avanti. E poi c’è la frase che tutti i proprietari conoscono: talvolta uno o entrambi le orecchie sono drizzate a orecchio di cavallo.
È un dettaglio bellissimo, perché descrive esattamente quello che si vede: un Barzoi incuriosito mette su un orecchio solo, storto, e sembra un cavallo che ascolta.
Fra i difetti gravi ci sono le orecchie basse, separati l’uno dall’altro, troppo grandi, spesse, pesanti, ruvide con cartilagine dura, con punte arrotondate. Qui si vuole leggerezza in ogni dettaglio.
Il collo è lungo, secco, muscoloso, leggermente arcuato, di forma ovale e mai portato alto: un Barzoi che tiene la testa in su come un cane da esposizione di altre razze non è nel tipo.
I colori del Barzoi e quelli che squalificano

Il Barzoi è una delle razze con la tavolozza più ampia in assoluto. Lo standard elenca il bianco, il pallido in tutte le sfumature, il rosso, il grigio, lo zibellino, il tigrato, il nero e tutte le combinazioni, unicolori, pezzate o con focature.
La formula di chiusura è netta: tutti i colori dal bianco al nero in qualsiasi combinazione sono accettabili, tranne il marrone, il blu, l’isabella e le loro sfumature, vale a dire i colori diluiti con un muso non nero.
Quei tre colori vietati sono difetti eliminatori, e il motivo è chiaro se si guarda la voce sul tartufo: il naso deve essere sempre nero. Un cane cioccolato o lilla ha per forza il naso di un altro colore, e questo esce dal tipo.
C’è poi una caratteristica descritta con precisione: in genere, qualsiasi colore tende a schiarire verso il basso, e il pelo è più chiaro alla radice. L’assenza di pelo più chiaro alla radice è elencata fra i difetti gravi.
Sul pelo, la descrizione è quella di un tessuto: lungo, morbido, setoso, leggero, ondulato o che forma grandi riccioli. Piccoli riccioli sono ammessi; un pelo troppo dritto, opaco, arruffato è un difetto.
La lunghezza cambia da zona a zona: cortissimo su testa, orecchie e interno degli arti, più lungo e ondulato su dorso e collo. Le frange stanno sul collo, dove formano un vero manicotto, poi sotto il torace, sul ventre, dietro le zampe e sotto la coda.
Alla radice della coda il pelo forma dei riccioli. È il dettaglio che fa capire quanto questo cane sia stato pensato anche per l’inverno russo.
Barzoi e gli altri levrieri: le differenze
Il Barzoi appartiene alla sezione 1 del gruppo 10, quella dei levrieri a pelo lungo o frangiato, che condivide con il Levriero Afgano. Tutti gli altri levrieri classici stanno in sezioni diverse.
Rispetto al Greyhound, che è il cane terrestre più veloce, il Barzoi è più alto, ha il pelo lungo e una linea dorsale più arcuata. Sono due modi diversi di risolvere lo stesso problema: il Greyhound è costruito per la velocità pura su terreno regolare, il Barzoi per il galoppo su neve, steppa e terreno irregolare.
Rispetto al Whippet il paragone è solo di famiglia: quaranta centimetri e venti chili di differenza.
Il confronto più interessante è con l’Irish Wolfhound, l’altro grande levriero da lupo. L’irlandese è più pesante, più massiccio, con il pelo duro; il Barzoi è più leggero e più veloce, e la caccia al lupo, dice lo standard, non era nemmeno il suo impiego principale.
Su questo lo standard è chiarissimo, e conviene leggerlo perché smentisce il luogo comune: il Barzoi è un levriero da caccia da utilizzare principalmente per la caccia alla lepre e alla volpe, meno per la caccia al lupo.
Con i levrieri africani e orientali, dall’Azawakh allo Sloughi, condivide il modo di stare al mondo più che la forma: l’indipendenza, la calma assoluta in casa, l’esplosione di velocità e poi di nuovo il divano.
Una cosa che accomuna tutti i levrieri e che va detta a chi si avvicina per la prima volta: nessuno di questi cani è stato selezionato per obbedire mentre corre. Sono cani che decidono, e quando partono non sentono.
Il carattere del Barzoi

Lo standard usa tre righe, e sono tre righe insolite: il temperamento è calmo; all’impatto ben evidente. Andature tipiche: prima di aver scovato la preda, trotto lento e persino camminata; inseguendo la preda, pieno galoppo. L’atteggiamento nei confronti delle persone è neutrale o amichevole.
Quel neutrale è la parola più onesta che si possa scrivere su questa razza, ed è raro trovarla in uno standard. Il Barzoi non è un cane che si butta addosso alla gente: guarda, valuta, e spesso resta dov’è.
Con la sua famiglia è affettuoso e attaccatissimo, ma a modo suo: chiede contatto quando lo vuole lui, non risponde a comando, e non ha nessun bisogno di piacere agli estranei.
La calma in casa è la cosa che sorprende di più chi non conosce i levrieri. Un Barzoi adulto dorme la maggior parte della giornata, in silenzio, occupando un divano intero. Non abbaia quasi mai.
Poi c’è l’altra metà, che lo standard riassume in tre parole: all’impatto ben evidente. Quando parte, questo cane è un predatore serio, e il passaggio da camminata a pieno galoppo è istantaneo.
Da qui viene l’unico vero problema di convivenza: l’istinto di inseguimento. Un gatto che scappa, un cane piccolo che corre, una lepre in un campo mettono in moto una sequenza che nessun richiamo interrompe. Non è cattiveria: è la funzione per cui è stato costruito per cinque secoli.
Con gli altri cani di taglia simile è di solito tranquillo e signorile. Con i cani molto piccoli serve gestione, soprattutto se corrono.
Sull’educazione vale la regola dei levrieri: è un cane sensibile e orgoglioso, che con i modi bruschi si chiude e non collabora più. Impara, ma decide se conviene.
Quanto vive un Barzoi e di cosa si ammala

La vita media è intorno ai 10-12 anni, buona per un cane di questa taglia. Il problema numero uno però non è una malattia genetica: è la torsione dello stomaco.
La dilatazione e torsione gastrica è il rischio classico dei cani con il torace profondo e stretto, e il Barzoi ha il torace più profondo e stretto che esista. È un’emergenza che uccide in poche ore, e la prevenzione è tutta nelle abitudini: pasti piccoli e frequenti, ciotola che rallenta il cane, e nessuno sforzo nell’ora prima e nell’ora dopo il pasto.
Il secondo capitolo è il cuore: aritmie e cardiomiopatia dilatativa, soprattutto nei soggetti anziani. I club di razza chiedono l’ecocardiogramma ai riproduttori e un controllo ogni due anni dopo i due anni di età.
Il terzo sono gli occhi: la PRA, cioè l’atrofia progressiva della retina, e una retinopatia descritta proprio in questa razza, che di solito porta a una cecità di un occhio solo e raramente alla perdita completa della vista. Si controlla con l’esame degli occhi da cucciolo e poi ogni anno.
Il quarto riguarda l’anestesia, e va detto al veterinario prima di qualsiasi intervento: tutti i levrieri hanno pochissima massa grassa e smaltiscono lentamente anestetici e sedativi. Non è una malattia, è una particolarità metabolica che cambia i protocolli.
Fra i controlli consigliati ci sono anche la tiroide e il test del DNA per la mielopatia degenerativa.
Infine la crescita: un cucciolo che arriva a ottanta centimetri in un anno ha articolazioni fragili. Niente scale, niente salti, niente corse forzate finché la struttura non è chiusa.
A chi è adatto il Barzoi
È adatto a chi ha spazio, dentro e fuori: un cane di ottanta centimetri in casa occupa, e fuori serve un posto recintato dove possa galoppare in sicurezza.
È adatto a chi vuole un cane silenzioso e calmo in casa: paradossalmente, un levriero adulto è uno dei conviventi più tranquilli che esistano.
È adatto a chi apprezza un cane indipendente e non cerca obbedienza immediata: l’atteggiamento verso le persone, dice lo standard, è neutrale o amichevole.
È adatto a chi vuole fare lure coursing o corsa in pista: sono le attività per cui questo cane è nato, e vederlo galoppare è il motivo per cui esiste.
Non è adatto a chi ha gatti o cani molto piccoli senza essere disposto a gestire l’istinto di inseguimento per tutta la vita del cane.
Non è adatto a chi conta sul richiamo in campo aperto: un levriero che parte non sente più niente, e la recinzione non è un dettaglio.
Non è adatto a chi vuole un cane da obbedienza formale o un cane sempre disponibile a lavorare: impara, ma decide lui se ne conviene.

