Sloughi
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Lo Sloughi in breve
Lo Sloughi, per l’ENCI Levriero Arabo, è il levriero del Marocco: 66-72 cm nei maschi e 61-68 nelle femmine, per 20-27 chili. Pelo molto corto, fitto e fine, colori dal sabbia chiaro al rosso sabbia, con o senza maschera nera. Esiste in una sola varietà, a pelo raso. Carattere, testuale: nobile e altero, molto attaccato al suo padrone… cacciatore d’istinto… apprezza però anche le comodità della casa.
Che cane è lo Sloughi

È il levriero del Nord Africa: un cane costruito per cacciare a vista su sabbia e pietraia, che lo standard descrive come molto elegante e di gran classe per la delicatezza dei tessuti e la secchezza dei muscoli.
Lo riconoscete dalla linea asciuttissima, dalle anche sporgenti più alte del garrese, dalle orecchie triangolari aderenti alla testa e da uno sguardo che il suo standard descrive come gentile, un po’ triste, nostalgico.
Cosa chiede: almeno un’ora e mezza al giorno con del galoppo libero in sicurezza, un recinto alto, un cappottino d’inverno e un posto in casa. La toelettatura, invece, non esiste.
Cosa lo rende speciale: è un atleta fuori e un tappeto dentro. Il suo standard lo dice con una frase che chi ha un levriero riconosce subito: apprezza però anche le comodità della casa.
In Italia è rarissimo: 26 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni e un solo affisso, in Piemonte. Ma nel 2024 ne sono nati 10, il record del decennio.
Storia ed origine dello Sloughi

Il cenno storico è di tre righe, ma dice tutto: lo Sloughi esiste nell’Africa del Nord da molti secoli. Attualmente se ne trovano in maggior quantità nel Marocco, che detiene lo standard della razza. Lo Sloughi non è presente che in una sola varietà, a pelo raso.
Quest’ultima precisazione non è un dettaglio: fra i difetti eliminatori ci sono il pelo semilungo e le frange agli arti e alla coda, cioè esattamente i tratti di altri levrieri orientali. Lo Sloughi, inoltre, non va confuso con l’Azawakh, che è una razza FCI diversa del Sahel.
Il mestiere è nella riga del carattere: cacciatore d’istinto, capace di sforzi sostenuti. Cacciava a vista su sabbia e pietraia, e da lì vengono il torace lungo, le costole piatte, la pelle sottilissima e l’andatura che ricopre molto terreno.
In Italia è rarissimo: 26 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni, con due anni a zero, e un solo affisso. Ma il 2024 ne ha portati 10, quasi il quaranta per cento del totale del decennio.
Carattere e descrizione dello Sloughi

È un levriero alto e asciuttissimo: 66-72 cm nei maschi e 61-68 nelle femmine, per 20-27 chili. Lo standard dà le proporzioni con i numeri (rapporto lunghezza su altezza 0,96) e chiede che le ossa dell’anca siano alte quanto il garrese o di più: se sono più basse, è difetto eliminatorio.
Il colore va dal sabbia chiaro al rosso sabbia, con o senza maschera nera, gualdrappa, tigrature o carbonature. Il bianco non è ammesso: perfino una macchia al petto è un difetto. Il pelo è molto corto, fitto, fine e la pelle molto fine.
La riga sul carattere è una delle più belle della raccolta FCI: sebbene nobile e altero, è molto attaccato al suo padrone e lo difende in caso di necessità. Cacciatore d’istinto… apprezza però anche le comodità della casa. E gli occhi hanno un’espressione gentile, un po’ triste, lo sguardo sembra nostalgico.
Addestramento ed educazione dello Sloughi

È un cane nobile e altero ma molto attaccato al suo padrone: si educa con il rapporto e con il rinforzo positivo, mai con l’imposizione. Con un levriero orientale le maniere forti producono solo un cane che si allontana, e la pagina lo mette in chiaro dalla prima riga.
Si comincia dalla socializzazione: quella riservatezza descritta dallo standard è tipica della razza, ma senza lavoro diventa diffidenza vera. Poi c’è il capitolo che decide se la convivenza funziona, e va letto prima di prendere il cane: il richiamo e il recinto. Lo Sloughi è un cacciatore d’istinto, e quando parte è partito: servono spazi chiusi e una gestione realistica delle uscite. C’è quanto movimento serve: almeno un’ora e mezza al giorno, con dentro della corsa vera e non solo chilometri al guinzaglio. Ci sono le attività adatte, dal lure coursing alle uscite in campo recintato. C’è il freddo, che con quel pelo cortissimo e quella magrezza va considerato sul serio. C’è la manutenzione, che è quasi nulla: un guanto di gomma ogni tanto. E ci sono gli errori tipici, primo fra tutti lasciarlo libero in campo aperto. Se ti piacciono i levrieri orientali, questa pagina ti dice come conviverci.
Allevamento dello Sloughi

In Italia lo Sloughi è una delle razze più rare in assoluto: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 26 cuccioli, con due anni a zero, e gli affissi attivi sono uno, in Piemonte.
C’è però un segnale interessante: il 2024 ha portato 10 cuccioli, il massimo del decennio e quasi il quaranta per cento del totale.
Chi non trova posto guarda all’estero: i nuclei europei più solidi sono in Francia, Germania e Paesi Bassi. Non esiste un prezzo di mercato italiano da riportare: la cifra la fa l’allevatore, e va sommata al viaggio e alla trascrizione del pedigree.
Sul fronte sanitario non ci sono test del DNA obbligatori indicati per la razza. Le domande giuste riguardano le linee dei genitori, il loro carattere con gli estranei e la vita che fanno: uno Sloughi tenuto in box, con quella pelle e quel temperamento, è un cane gestito male.


