Irish Wolfhound
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
L’Irish Wolfhound in breve
L’Irish Wolfhound, il levriero irlandese, è il cane più alto del mondo: lo standard indica un’altezza minima desiderata di 79 centimetri nei maschi e 71 nelle femmine, con un peso minimo di 54,5 chili. Pelo ruvido e duro, sette colori ammessi, carattere gentile, buono e leale. Vive 6-8 anni, ed è la prima cosa da sapere.
Che cane è l’Irish Wolfhound

L’Irish Wolfhound è il cane più grande che esista e, allo stesso tempo, uno dei più dolci. Lo standard lo riassume con un vecchio detto irlandese: un agnello in casa e un leone nella caccia.
Le misure sono scritte in un modo unico: non una forbice, ma un’altezza minima desiderata di 79 centimetri per i maschi e 71 per le femmine, con un peso minimo di 54,5 chili. Sopra, nessun limite: molti adulti superano gli 85 centimetri.
Nonostante la mole non è un molosso: è un levriero a pelo duro, con la costruzione allungata, il torace profondo e le sopracciglia ispide che gli danno quell’espressione antica.
Il carattere è quello che sorprende di più: in casa è calmissimo, dorme moltissimo, è affettuoso in modo ingombrante e non ha nessuna attitudine alla guardia. Con gli estranei è amichevole, con gli altri cani socievole. Fuori, invece, resta un levriero: davanti a qualcosa che scappa parte.
La sua storia è lunghissima: documentato in Irlanda dal 391 d.C., usato per cacciare lupi fino al Seicento, quasi estinto nell’Ottocento e poi ricostruito. Oggi è uno dei cinque simboli ufficiali dell’Irlanda.
E poi c’è la cosa che va detta prima di tutto il resto: vive sei-otto anni. È una delle vite più brevi della cinofilia, e chi sceglie questa razza lo fa sapendo che sarà una storia intensa e corta.
Storia ed origine dell’Irish Wolfhound

Lo standard è pieno di date: gli Irish Wolfhound erano già ben diffusi in Irlanda nel I secolo d.C. e la prima testimonianza scritta risale al 391 d.C. Fino alla fine del Seicento sono stati usati per la caccia a lupi, cinghiali e cervi, ed erano cani legati ai grandi re d’Irlanda.
Poi i lupi in Irlanda si estinguono e il cane che serviva a cacciarli non serve più: nell’Ottocento la razza è a un passo dallo sparire. La ricostruzione è opera soprattutto del capitano George Augustus Graham, che recupera i pochi soggetti rimasti incrociandoli con Deerhound e altre razze grandi.
Nel 1879 arrivano le prime classi dedicate all’esposizione di Dublino, nel 1885 il primo standard e il club. Oggi il levriero irlandese è uno dei cinque simboli ufficiali dell’Irlanda e ha lo status di patrimonio culturale. In Italia è rarissimo: 478 cuccioli in dieci anni.
Carattere e descrizione dell’Irish Wolfhound

Lo standard lo definisce gentile, buono e leale, con natura amichevole verso le persone e gli altri cani, e cita il vecchio detto irlandese: un agnello in casa e un leone nella caccia. È il più grande e alto fra tutti i levrieri: l’altezza minima desiderata è 79 centimetri nei maschi e 71 nelle femmine, per 54,5 e 40,5 chili di minimo.
È un levriero a pelo duro, e la FCI lo classifica proprio in quella sezione: lo standard chiede un pelo ruvido e duro, con sopracciglia e barba ispide. I colori sono sette e lo standard li chiama i soli riconosciuti: grigio, tigrato, rosso, nero, bianco puro, fulvo e frumento. La pagina li mostra. C’è il carattere raccontato per esteso, con quel contrasto fra la mole e la dolcezza che è la firma della razza. C’è la salute, ed è il capitolo più duro: la vita media è di 6-8 anni, e la pagina spiega perché senza addolcire, dalla cardiomiopatia al rischio di torsione. C’è la crescita, che nei primi diciotto mesi è delicatissima. E c’è a chi è adatto. Se sogni il cane più alto del mondo, questa pagina ti dice anche il prezzo emotivo che comporta.
Addestramento ed educazione dell’Irish Wolfhound

Con questa razza il capitolo più delicato non è l’obbedienza, è la crescita: nei primi diciotto mesi il cucciolo passa da mezzo chilo a sessanta. Niente salti, niente scale ripetute, niente corse forzate, e un’alimentazione controllata. È un cane gentile e collaborativo, quindi l’educazione arriva quasi da sola; lo sviluppo, no.
La pagina spiega cosa fare mese per mese, dalle superfici su cui farlo camminare alla quantità di movimento consentita. Poi c’è il richiamo, perché sotto quell’aria da gigante buono c’è un levriero: davanti a qualcosa che scappa parte, e alla sua velocità la distanza si copre in un attimo. Trovi come costruirlo e dove lasciarlo libero. C’è quanto movimento serve da adulto, e sorprende: molto meno di quanto la taglia suggerisca, perché l’Irish Wolfhound adulto è un cane a bassa energia, due passeggiate tranquille e una corsa ogni tanto. C’è la gestione della casa, con spazi e superfici adatti a un cane di quella mole. Ci sono gli errori tipici, a partire dal trattarlo come un cane sportivo da giovane. C’è la parte sulla socializzazione, che in un gigante è una questione di sicurezza per tutti. E c’è cosa aspettarsi a ogni età. Se stai per prendere un cucciolo, i primi diciotto mesi decidono il resto della sua vita.
Allevamento dell’Irish Wolfhound

In Italia il levriero irlandese è rarissimo: 478 cuccioli registrati dall’ENCI in dieci anni e appena otto allevamenti con affisso, tre dei quali in Piemonte. Le liste d’attesa sono la norma. Un cucciolo costa fra i 1.500 e i 2.500 euro, ma il prezzo d’acquisto è la voce meno importante del preventivo.
La prima domanda vale più di tutte le altre messe insieme: com’è il cuore dei genitori? La cardiomiopatia dilatativa è la causa di morte principale della razza, e un allevatore serio fa controllare i riproduttori con regolarità e ti mostra i referti. Subito dopo viene lo shunt portosistemico, che si testa sui cuccioli con un esame semplice. Nella pagina ci sono le iscrizioni ENCI anno per anno, i numeri di una razza tenuta viva da pochissimi appassionati. C’è il mantenimento, 200-300 euro al mese per un cane da sessanta chili, e c’è il capitolo delle cure, che su un gigante costano in proporzione alla mole. C’è la parte più dura da leggere: la vita media di questa razza è breve, e va saputo prima. Ci sono le domande sulla crescita e sull’alimentazione dei primi mesi, che in un cane che passa da mezzo chilo a sessanta sono decisive. E c’è la gestione dello spazio in casa. Se sogni un gigante gentile, la pagina ti dice cosa comporta tenerne uno.


