Addestramento ed educazione dell’Irish Wolfhound

Crescere un cucciolo che arriverà a sessanta chili in un anno e mezzo

Con l’Irish Wolfhound l’educazione conta meno della crescita: è un cane gentile e collaborativo, ma nei primi diciotto mesi passa da mezzo chilo a sessanta, e quello che succede in quei mesi decide la sua vita adulta. In questa pagina trovi come impostare i primi tempi, cosa insegnargli e quanto poco movimento gli serve.

Sommario

Come si cresce un cucciolo di Irish Wolfhound

Cucciolo di Irish Wolfhound appena nato accanto alla madre

La prima cosa da capire è che il capitolo più delicato non è l’obbedienza: è lo sviluppo. Un cucciolo di questa razza cresce a una velocità che nessun altro cane conosce, e le sue articolazioni si formano mentre il peso aumenta ogni settimana.

Le regole del primo anno e mezzo sono poche e severe: niente salti, niente scale ripetute, niente corse lunghe su asfalto, niente giochi di tiro con altri cani e soprattutto mai sovralimentare. Un cucciolo gigante fatto crescere in fretta è un adulto con le articolazioni rovinate.

Sull’educazione vera e propria, la buona notizia è il carattere: è gentile e collaborativo e non ha nessuna voglia di litigare. Funzionano il cibo, la calma e le sessioni corte; i metodi duri, oltre che sbagliati, con un cane così sensibile fanno danni seri.

Le cose utili da insegnare presto sono pratiche: camminare al guinzaglio senza tirare (a sessanta chili è un’altra faccenda), salire e scendere dall’auto, farsi maneggiare ovunque e stare fermo per una visita. Tutto questo si insegna quando pesa venti chili.

Un consiglio che vale i suoi soldi: abitualo da subito a farsi toccare il torace e ascoltare il cuore. Con una razza in cui i controlli cardiologici sono la norma, un cane che sta fermo dal veterinario è un regalo che fai a lui.

Il richiamo, la corsa e l’istinto da levriero

Due Irish Wolfhound in corsa durante una prova di lure coursing

Sotto quell’aria da gigante buono c’è un levriero, e l’istinto è quello: davanti a qualcosa che scappa parte. Alla sua taglia raggiunge velocità che non sembrano possibili, e in quel momento il richiamo arriva dopo.

Vale quindi la regola di tutti i levrieri, con un motivo in più: libero solo in spazi recintati. Un cane da settanta chili che insegue qualcosa attraversando una strada è un problema per lui e per chiunque si trovi lì.

Il richiamo si allena comunque, dal primo giorno, pagandolo sempre bene. E fuori dai recinti esiste una via di mezzo utile: la longhina da dieci o quindici metri, che gli lascia libertà e a te lascia il controllo.

Dove esiste, la disciplina più adatta è il lure coursing, la corsa dietro allo zimbello meccanico come nella foto. Va fatta con giudizio e mai prima dei diciotto mesi, ma è la cosa più vicina a quello per cui questo cane è stato costruito.

Con i piccoli animali domestici serve la stessa onestà di sempre: con i gatti di casa spesso convive bene se ci cresce insieme, ma con conigli e animali che corrono all’aperto l’istinto resta quello di un cacciatore.

Quanto movimento serve

Irish Wolfhound sdraiato al guinzaglio durante una festa

Molto meno di quanto la taglia suggerisca. L’Irish Wolfhound adulto è un cane a bassa energia: due passeggiate tranquille al giorno e qualche corsa libera in sicurezza a settimana sono più che sufficienti.

Il resto del tempo lo passa a dormire, e occupa lo spazio di un divano. Chi immagina un cane gigante come una macchina da movimento resta sorpreso: è probabilmente il cane più sedentario che si possa tenere in casa.

Le attività che gli fanno bene sono quelle a basso impatto: passeggiate lunghe ma tranquille quando è adulto, giochi di olfatto in casa e in giardino, e la compagnia. Perché è un cane che sta male da solo: la solitudine prolungata è la cosa che sopporta peggio.

Quello che non fa per lui è tutto ciò che è ripetitivo e d’urto: corsa lunga su asfalto, bicicletta, salti. Le articolazioni e il cuore di un cane di questa mole hanno bisogno di essere risparmiati.

E poi c’è il caldo, che con quella superficie corporea e quel pelo è un nemico vero: d’estate si esce all’alba e la sera, e in casa serve un posto fresco dove sdraiarsi.