Carattere e descrizione del Français Tricolore

La più giovane delle razze francesi: sella nera, focature ramate e il confronto col Poitevin

Il Français Tricolore è la più giovane delle razze da caccia francesi – riconosciuta nel 1957 – e la più diffusa delle tre razze françaises. Il suo standard, rivisto nel 2023, ha una particolarità: descrive il cane per differenza dal Poitevin.

In questa pagina: quanto è grande, il tricolore con la sella nera e il curioso colore lupo, il confronto punto per punto col Poitevin, la caccia al cervo in muta, la famiglia delle razze françaises e cosa si sa della salute.

Sommario

Il Français Tricolore in breve

Il Français Tricolore è un segugio francese di grande taglia, gruppo 6 sezione 1.1, con prova di lavoro, e lo standard gli assegna una destinazione precisa: cane da muta per la selvaggina grossa. Maschi 62-72 cm, femmine 60-68, mantello tricolore con sella nera più o meno estesa e focature preferibilmente vive o ramate. L’aspetto generale, in tre parole: grande cane da muta, elegante.

TagliaGrande: 62-72 cm i maschi, 60-68 cm le femmine
Altezza al garreseMaschi 62-72 cm, femmine 60-68 cm
PesoNon indicato dallo standard: in pratica 30-35 kg
Vita media10-12 anni indicativi: non esistono studi di razza
MantoPelo corto e piuttosto fine, pelle sottile
ColoriTricolore con sella nera, focature vive o ramate
Livello di energiaAltissima: è un cane da muta per la selvaggina grossa
Adatto aEquipaggi di caccia. È la più diffusa delle tre razze françaises

Quanto è grande un Français Tricolore

Français Tricolore bianco e fulvo di profilo su un tappeto rosso da esposizione

Le misure sono 62-72 cm per i maschi e 60-68 cm per le femmine: è il più alto dei tre segugi françaises, e lo standard lo definisce elegante, cosa che per un cane da muta non è ovvia.

Il peso non è indicato, come in tutti gli standard francesi da muta: in pratica siamo fra i trenta e i trentacinque chili.

La testa non deve essere troppo imponente ma abbastanza allungata, con la protuberanza occipitale marcata e il cranio appena convesso. Il muso è dritto, piuttosto lungo, a volte leggermente arcuato.

Il torace è profondo e scende almeno fino alla punta dei gomiti, con costole lunghe e non troppo piatte. Il dorso è sostenuto e solido: la struttura di un cane che galoppa per ore dietro un cervo.

La coda ha una descrizione che spiega bene lo spirito del testo: piuttosto lunga, portata alta e con eleganza.

I piedi devono essere asciutti – fra i difetti ci sono i piedi grassi – e i garretti larghi, bassi e leggermente angolati. L’andatura, in due parole, è facile e leggera.

Un dettaglio che non si trova in molti standard: la pelle deve essere abbastanza fine. È il contrario dei molossoidi, e in un cane da muta significa un animale asciutto, senza pieghe da sfregare nel folto.

CosaCosa dice lo standard FCI 219
MaschiDa 62 a 72 cm al garrese
FemmineDa 60 a 68 cm al garrese
PesoNon indicato
Aspetto generaleGrande cane da muta, elegante, con ossatura e muscoli sufficienti
La testaNon troppo imponente ma abbastanza allungata, con occipite marcato
Il toraceProfondo, scende almeno al livello dei gomiti
La codaPiuttosto lunga, portata alta e con eleganza
AndaturaFacile e leggera

Il tricolore, la sella nera e il colore lupo

Gruppo di Français Tricolore accanto al conduttore in un prato

Il colore è tricolore, con sella nera più o meno estesa e focature preferibilmente vive o addirittura ramate.

La sella è la grande macchia nera sul dorso, e la sua estensione può variare molto: ci sono cani quasi coperti di nero e cani con poco più di un mantello.

Le focature ramate – color rame – sono la parte più bella di questo mantello: danno alla testa e agli arti quel tono caldo che distingue i tricolori francesi dai tricolori inglesi, più spenti.

Poi c’è una nota che sorprende: il grigio brizzolato chiamato colore lupo è ammesso. È un colore che in altre razze sarebbe fuori standard, e qui viene accettato esplicitamente.

Quello che lo standard dice di non cercare è invece istruttivo: il nero focato su guance e labbra e le picchiettature blu o focate su arti e corpo. Sono segnali di apporti di altre razze.

E c’è il difetto più specifico di tutti, quello che rivela una parentela indesiderata: le teste fumose, cioè con un nero sfumato, che indicano incroci con il Français Blanc et Noir.

In una famiglia di razze separate per colore, tenere pulite le linee è il lavoro dei giudici, e questo standard glielo spiega punto per punto.

VoceCosa dice lo standard
Il coloreTricolore, con sella nera più o meno estesa
Le focaturePreferibilmente vive, o addirittura ramate
Da non cercareNero focato su guance e labbra
NeppurePicchiettature blu o focate su arti e corpo
AmmessoIl grigio brizzolato chiamato colore lupo
Il tartufoNero: le macchie rosa sono un difetto
Gli occhiGrandi e marroni, a volte cerchiati di nero
La testa fumosaRivela incroci col Français Blanc et Noir: è un difetto

Perché lo standard parla del Poitevin

Muta di Français Tricolore che corre accanto a due cavalieri in un parco

C’è una cosa che rende unico questo standard nel repertorio FCI: descrive il cane confrontandolo con un’altra razza, il Poitevin, e lo fa tre volte.

Lo stop è più accentuato che nel Poitevin. Le labbra sono più consistenti che nel Poitevin, quindi appena quadrate. Le orecchie hanno padiglioni più larghe di quelli del Poitevin.

Il motivo è genealogico: il Poitevin è uno dei cani da cui questa razza è nata, insieme al Billy e all’Anglo-Français Tricolore. Il Français Tricolore è, in pratica, un Poitevin più sostanzioso e meno estremo.

Chi conosce i due cani dal vivo lo confermerà: il Poitevin è un segugio asciuttissimo, quasi da levriero, costruito per una velocità che pochi cani hanno; il Tricolore è più solido, con più labbra e orecchie più larghe.

Le orecchie hanno anche la loro misura precisa: attaccate a livello dell’occhio, leggermente arrotolate, non troppo morbide, e arrivano preferibilmente all’attaccatura del tartufo o a due dita da essa.

Fra i difetti compaiono le orecchie troppo piatte, troppo corte o attaccate troppo alte: tre modi diversi di dire che l’orecchio inglese, quello del Foxhound, non va bene.

DettaglioCosa dice lo standard del Français Tricolore
Lo stopPiù accentuato che nel Poitevin
Le labbraPiù consistenti che nel Poitevin, quindi appena quadrate
Le orecchiePadiglioni più larghe di quelli del Poitevin
AttaccaturaA livello dell’occhio, leggermente arrotolati, non troppo morbidi
La lunghezzaArrivano al tartufo o a due dita da esso
Perché il confrontoIl Poitevin è uno dei cani da cui questa razza è nata
Cosa significaIl Tricolore è un Poitevin più sostanzioso, meno estremo
Da evitareOrecchie troppo piatte, troppo corte o attaccate troppo alte

Il lavoro: cervo, cinghiale e la muta

Lo standard dà l’utilizzazione in quattro parole – cane da muta per la selvaggina grossa – e le fonti francesi precisano la preda preferita: il cervo.

La caccia a corsa al cervo è il contesto per cui questa razza è stata progettata negli anni Cinquanta: mute di trenta, quaranta o sessanta cani che seguono un animale per ore, con i cacciatori a cavallo dietro.

In quel lavoro contano quattro cose, le stesse che lo standard del Blanc et Noir elenca per la razza sorella: il naso, la diligenza, la serietà – cioè non dare voce a vuoto – e la voce, che permette di seguire la caccia con le orecchie.

Il cinghiale è l’altra preda classica, e in Francia i tricolori si usano anche su quello: un lavoro più duro e più rischioso, in cui la resistenza conta più della velocità.

Questo standard, come quelli delle razze sorelle, non ha un capitolo sul carattere. È una lacuna curiosa in un testo rivisto nel 2023, e per capire che cane sia bisogna guardare al mondo che lo alleva: cani che vivono in gruppo, gestibili in canile, amichevoli con le persone perché altrimenti una muta non funziona.

L’unico riferimento al temperamento sta nei difetti squalificanti: aggressivo o troppo timido.

La famiglia delle tre razze françaises

Le tre razze françaises sono cani cugini separati dal colore, e questa è la più recente e la più diffusa.

Il Français Blanc et Noir è il bianco e nero, con circa duemila soggetti dichiarati dal suo standard. Il Français Blanc et Orange è il bianco limone o arancio, ed è considerato la razza francese più rara. Questo è il tricolore, ed è quello che si vede più spesso nelle mute.

L’origine, però, è diversa da quella delle sorelle. Il Français Tricolore non discende direttamente dal segugio di Saintonge: è stato costruito negli anni Cinquanta incrociando Poitevin, Billy e Anglo-Français Tricolore, con probabilmente un apporto di Grand Bleu de Gascogne.

L’obiettivo era dichiarato: ottenere un cane da cervo con meno sangue inglese di quello che avevano gli Anglo-Français. È il motivo per cui il suo standard, oggi, mette fra i difetti qualunque traccia apparente di sangue di segugio inglese, specialmente nella testa.

Nel resto della famiglia dei segugi francesi ci sono poi il Gascon Saintongeois, il Griffon Nivernais e le razze di taglia media e piccola, che lavorano su altre prede e in altri terreni.

RazzaColoreAnno dello standard
Français TricoloreTricolore con sella nera1957, standard nel 1965
Français Blanc et NoirBianco e nero1957
Français Blanc et OrangeBianco limone o arancioTesto valido del 1982
PoitevinTricolore, più leggeroUno dei suoi progenitori
BillyBiancoUn altro progenitore
Anglo-Français TricoloreTricolore, con sangue ingleseProgenitore diretto
Grand Bleu de GascogneBlu picchiettatoProbabile apporto
Il Foxhound ingleseTricoloreIl sangue che si volevano togliere

Quanto vive un Français Tricolore e di cosa si ammala

Come per tutte le razze da muta, non esistono studi epidemiologici: questi cani vivono in canile presso gli equipaggi e nessuno ha mai pubblicato dati sanitari di razza.

La vita media plausibile è di 10-12 anni, come negli altri grandi segugi. Non risultano malattie ereditarie specifiche documentate.

I problemi reali sono traumatici: ferite nel folto, cuscinetti consumati dopo le giornate lunghe, unghie rotte, e le orecchie pendenti da controllare dopo ogni caccia.

Su un cane con la pelle fine – lo standard la vuole così – i graffi del sottobosco si vedono più che in altre razze, e vanno gestiti.

Come per tutti i grandi segugi conviene chiedere le radiografie dell’anca se l’allevatore le fa, e informarsi sulla consanguineità: in una razza allevata da pochi equipaggi le linee sono per forza vicine.

E poi c’è la gestione dello sforzo: un cane che copre decine di chilometri ha bisogno di acqua, calorie e riposo, e la maggior parte dei guai di questi cani nasce da lì e non dalla genetica.

A chi è adatto il Français Tricolore

È adatto a un equipaggio di caccia: è la razza da muta francese più usata, e il suo posto è quello.

È adatto a chi ha altri cani, spazio e un lavoro da dare. Questi cani vivono in gruppo e la solitudine non fa parte del loro mondo.

È adatto a chi caccia il cervo o il cinghiale in muta e sa gestire un gruppo di segugi.

Non è adatto a chi cerca un cane da famiglia: è socievole con le persone, ma il suo fabbisogno di lavoro non è compatibile con una vita normale.

Non è adatto a chi vive in condominio: la voce di un cane da muta si sente a chilometri.

E non è adatto a chi lo cerca in Italia: qui, come per le altre due razze françaises, non è mai nato un cucciolo.