Français Blanc et Noir
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Français Blanc et Noir in breve
Il Français Blanc et Noir è un grande segugio francese da muta: 65-72 cm nei maschi, mantello obbligatoriamente bianco e nero, con il punto focato sopra ogni occhio. Lo standard lo definisce cane da muta per la selvaggina grossa e ne elenca le qualità: naso fine, diligenza, serietà e voce. In Francia ne esistono circa 2000, quasi tutti in equipaggi di caccia; in Italia non è mai nato un cucciolo.
Che cane è il Français Blanc et Noir

È un segugio di grande taglia, gruppo 6 sezione 1.1, con prova di lavoro. E ha una destinazione dichiarata che non lascia spazio a interpretazioni: cane da muta per la selvaggina grossa.
Nella foto: uno studio di cane da caccia di Desportes, il pittore dei cani dei re di Francia. Di questa razza non esistono foto libere: le immagini di questa pagina sono opere d’epoca della cinofilia venatoria francese e foto di mute di altre razze francesi, didascalate come tali.
Lo riconoscete dal mantello bianco e nero con le focature pallide sopra gli occhi, dalla taglia grande e dalla costruzione quadrata, con la lunghezza del corpo uguale all’altezza al garrese.
Cosa chiede: una muta e un lavoro. Non è un modo di dire: i duemila esemplari che esistono vivono negli equipaggi di caccia francesi.
Cosa lo rende speciale: è una delle razze che la cinofilia francese difende con più attenzione. Nello standard, qualunque indicazione di sangue di Foxhound inglese nella testa è un difetto grave.
Da sapere prima: in Italia non è mai stata registrata. Zero nascite e zero affissi nel libro genealogico dell’ENCI.
Storia ed origine del Français Blanc et Noir

La storia del Français Blanc et Noir è la storia della vénerie francese. Lo standard indica una lontana ascendenza nei famosi cani bianchi Greffier del XVI secolo – i cani bianchi del re, quelli che Desportes ritraeva nei canili reali – e precisa che la razza non ha alcun legame con il Saint Hubert.
Il ceppo diretto è il segugio di Saintonge, dalle origini incerte, che a metà Ottocento rischiò di sparire. Da un ramo di quel recupero nasce il Gascon Saintongeois; dall’altro, il tipo bianco e nero che diventerà questa razza. Il tipo attuale compare nella seconda metà del XIX secolo e viene definito da incroci con il Poitevin e il Gascon-Saintongeois.
Lo standard arriva tardi, nel 1957, e non è un caso: nel mondo degli equipaggi il tipo si manteneva con la pratica, non con i registri. Il testo che leggiamo oggi è stato scritto nel 2007 da Pierre Astié, presidente del Club du chien d’ordre, con Raymond Triquet. Ed è lì che compare la riga più significativa: qualunque indicazione di sangue di Foxhound inglese nella testa è un difetto grave.
I numeri li dà lo standard stesso: circa 2000 soggetti e 300-400 nascite l’anno, quasi tutte dentro gli equipaggi di caccia. In Italia, secondo l’ENCI, zero nascite e zero affissi: questa razza qui non è mai arrivata.
Carattere e descrizione del Français Blanc et Noir

Lo standard lo presenta come un grande cane da muta, distinto e di costruzione equilibrata, con una destinazione dichiarata: cane da muta per la selvaggina grossa. Maschi 65-72 cm, femmine 62-68, con tolleranza di un centimetro; il peso non è indicato, e in pratica siamo sui 30-35 chili.
Il colore è obbligatoriamente bianco e nero, con mantello a sella o marcature, picchiettatura ammessa, lentiggini focate solo sugli arti, un punto focato pallido sopra ogni occhio e la caratteristica marca del capriolo sulla coscia. Le orecchie, tirate in avanti, arrivano almeno al tartufo.
Il capitolo più interessante è quello sulla testa, perché contiene un divieto raro: fra i difetti gravi c’è qualunque indicazione di sangue di Foxhound inglese, con la descrizione di come si riconosce. È la difesa di un tipo francese contro un secolo di incroci inglesi.
Il carattere è descritto con le quattro qualità che cercano i cacciatori di cervo: naso fine, diligenza, serietà e voce. Ed è un cane amichevole, vicino all’uomo e facile da gestire in canile: in una muta di quaranta cani la gestibilità è la condizione per esistere. Nella pagina ci sono anche la famiglia dei chiens courants francesi e la salute, che in un cane da muta è fatta più di traumi che di genetica.
Addestramento ed educazione del Français Blanc et Noir

Un cane da muta non si educa come un cane di casa, e il Français Blanc et Noir lo dimostra: la maggior parte di quello che sa lo impara dal gruppo e dai cani più anziani, sotto la guida di un conduttore.
Le priorità dei primi mesi sono la vita nel branco, il contatto con l’uomo – lo standard chiede un cane facile da gestire in canile, e quella docilità si costruisce da cucciolo – l’abitudine ai terreni di lavoro e la condizione fisica costruita con pazienza.
Il linguaggio di questo mondo è fatto di suoni: il corno da una parte, con le sue fanfare che raccontano ogni fase della caccia, e la voce del cane dall’altra. Tradotto per chi non caccia: questo cane abbaia con una voce profonda, selezionata per farsi sentire a chilometri.
Sul richiamo serve onestà: un segugio lanciato su un cervo non torna a comando, e nella vénerie il problema si risolve con la muta e con i conduttori a cavallo. Fuori da quel contesto servono recinzione e longa, e l’unico sfogo serio è il lavoro olfattivo. Nella pagina c’è anche cosa succede quando un cane così finisce in una casa normale.
Allevamento del Français Blanc et Noir

In Italia questa razza non esiste: le API dell’ENCI, sul codice di razza 220, danno zero nascite e zero affissi. Non c’è un prezzo, non c’è una lista d’attesa, non c’è un allevatore.
In Francia la razza conta circa 2000 cani con 300-400 nascite l’anno, ma il canale non è quello che ci si aspetta: i cuccioli nascono negli equipaggi di caccia e restano negli equipaggi. Non c’è un mercato da compagnia, e chi alleva non ha interesse a crearne uno.
Chi vuole avvicinarsi seriamente alla razza passa dal Club du chien d’ordre, il club francese che la tutela, e mette in conto che la domanda che gli faranno è: cosa farà questo cane.
Le cose da chiedere sono quelle di un cane da lavoro: le prove, perché la razza è riconosciuta con prova di lavoro; le linee e la parentela, in una popolazione di duemila soggetti; e le radiografie dell’anca, se l’allevatore le fa. Nella pagina ci sono i costi indicativi e il capitolo sullo spazio, che qui non è un dettaglio: questi cani vivono in gruppo e lavorano.


