Flat-Coated Retriever
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Flat-Coated Retriever in breve
Il Flat-Coated Retriever è il cane da riporto britannico che non è mai diventato di moda, e per questo è rimasto un cane da lavoro: alto 59-61,5 centimetri nei maschi e 56,5-59 nelle femmine, per 25-36 chili. Pelo fitto e piatto con le frange, solo nero o fegato. Carattere vivace, fiducioso e gentile, con una coda che non sta mai ferma. Matura fra i tre e i cinque anni e vive 9-11 anni.
Che cane è il Flat-Coated Retriever

È un retriever britannico nato a metà Ottocento per riportare la selvaggina da terra e dall’acqua, e a differenza dei suoi due cugini famosi non è mai stato travolto dalla popolarità. Il risultato è un cane rimasto funzionale: leggero, atletico, con la testa di chi lavora.
Lo riconosci per la testa lunga con lo stop appena accennato, per le frange su arti e coda e per il mantello piatto e lucido, che può essere solo nero o fegato. È il più alto dei tre retriever comuni e il più leggero di costruzione: lo standard chiede potenza senza pesantezza.
Il carattere è la ragione per cui chi ne ha uno difficilmente cambia razza. Lo standard parla di ottimismo e affabilità e cita la coda come prova: è un cane che parte dal presupposto che tutto andrà benissimo. Amichevole con chiunque, pessimo come guardiano, e adolescente fino a tre-cinque anni.
Cosa chiede: due ore al giorno fra movimento e testa, acqua quando è possibile, qualcosa da riportare e un umano che stia fuori casa volentieri. In cambio chiede pochissimo in toelettatura: una spazzolata a settimana e niente tosature.
La parte da sapere prima di innamorarsene è la salute: vive 9-11 anni e ha un rischio oncologico più alto della media, documentato da studi veri. In Italia è una nicchia solida: 2.093 cuccioli iscritti in dieci anni e dodici affissi attivi.
Storia ed origine del Flat-Coated Retriever

Il Flat-Coated Retriever nasce a metà Ottocento dal St. John’s water dog, il cane da acqua dei pescatori di Terranova, incrociato con setter e altri cani da caccia inglesi. Si chiamava wavy-coated retriever, cioè a pelo ondulato, e fino al 1873 il Kennel Club registrava tutti i retriever come una razza sola, distinta soltanto dal pelo.
A farne una razza a sé è Sewallis Evelyn Shirley, il fondatore del Kennel Club, con il suo campione Right Away; nel 1897 la separazione diventa ufficiale e il wavy-coated diventa flatcoated. Fra il 1890 e la Prima guerra mondiale è il retriever più diffuso della Gran Bretagna, il cane dei guardacaccia.
Poi arrivano Labrador e Golden, arrivano le due guerre e la razza rischia di sparire. La salvano poche persone ostinate nel dopoguerra. Il ritorno alla luce ha una data: 1980, Best in Show a Crufts con Ch Shargleam Blackcap, ripetuto nel 2011 (con il vincitore più anziano di sempre) e nel 2022. Nella pagina trovi tutta la vicenda, i nomi e le date.
Carattere e descrizione del Flat-Coated Retriever

Lo standard lo descrive come un cane vivace e attivo, di media taglia, che mostra potenza senza essere pesante, e sul carattere si spinge dove nessun altro standard va: ottimismo e affabilità dimostrati dall’entusiastico movimento della coda; fiducioso e gentile. Chi ha un flat sa che è la descrizione più precisa che esista.
Fisicamente è il più alto e leggero dei tre retriever comuni: 59-61,5 centimetri nei maschi, 56,5-59 nelle femmine, per 25-36 chili. Testa lunga con lo stop appena accennato, orecchie piccole e aderenti, coda portata gaiamente. Il pelo è fitto e il più piatto possibile, con le frange su arti e coda, e lo standard avverte che il mantello completo arriva solo a maturità raggiunta.
I colori ammessi sono due e due soltanto: nero e fegato. Il giallo nasce ogni tanto per un gene recessivo, è un cane sano ma non è ammesso dallo standard. Nella pagina trovi le misure, il capitolo sul pelo, le vignette dei colori, il confronto con Golden e Labrador e il capitolo che in questa razza pesa più di tutti: vive 9-11 anni e il rischio oncologico è alto, con numeri presi da studi veri.
Addestramento ed educazione del Flat-Coated Retriever

È facile da addestrare e impegnativo da gestire: impara in fretta perché vuole collaborare, ma nei primi anni ha un entusiasmo che gli impedisce di stare fermo. Il lavoro vero non è insegnargli i comandi, è insegnargli la calma. Nei primi mesi contano socializzazione, autocontrollo e richiamo, più due classici della razza: salta addosso per la felicità e ha sempre qualcosa in bocca.
Va messo in conto che matura fra i tre e i cinque anni: il cane di due anni che ancora combina guai non è maleducato, è nei tempi suoi. Serve costanza noiosa e nessuna fretta, e prima dei dodici-diciotto mesi niente salti e niente lavoro ad alto impatto.
Il conto è di circa due ore al giorno fra movimento e testa. Gli strumenti giusti sono il riporto con le regole (non la pallina lanciata all’infinito), l’acqua, che per lui vale doppio, e la ricerca olfattiva. Fra gli sport: working test e field trial, dock diving, nose work, agility da adulto e dog trekking.
Allevamento del Flat-Coated Retriever

In Italia il Flat-Coated Retriever si trova, ma è una nicchia: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 2.093 cuccioli, con il picco di 322 nel 2021, e oggi ci sono dodici affissi attivi fra Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Lazio, Piemonte, Toscana e Trentino. Per capire le proporzioni: nello stesso periodo i Labrador iscritti sono stati 91.136.
Per un cucciolo con i documenti in regola si parla di 1.000-1.500 euro, con punte più alte per le linee da lavoro o da esposizione. Il mantenimento è quello di un cane da trenta chili, 80-120 euro al mese, e la toelettatura si fa in casa con spazzola e pettine.
I controlli da pretendere sono le lastre di anche e gomiti, la visita oculistica e la gonioscopia per la goniodisgenesi, che va ripetuta ogni tre anni. E poi la domanda che in questa razza conta più di ogni altra: chiedere all’allevatore di cosa e a che età sono morti i nonni e i bisnonni della cucciolata. Un allevatore serio risponde con i nomi e le date.


