Carattere e descrizione del Flat-Coated Retriever
Aspetto, colori del manto e temperamento: il ritratto completo della razza
Il Flat-Coated Retriever è il retriever che non è mai diventato di moda, e questa è la ragione per cui è rimasto quello che era: un cane da caccia vero, alto sulle gambe, leggero, con un entusiasmo che non si spegne mai. Lo standard lo descrive con una frase che nessun altro standard si permette: ottimismo e affabilità dimostrati dall’entusiastico movimento della coda.
In questa pagina: quanto è grande, com’è fatta quella testa lunga, perché il pelo si chiama piatto, i due soli colori ammessi (e il terzo che nasce lo stesso), il carattere, il confronto con Golden e Labrador e il capitolo che in questa razza conta più di tutti, quello sulla salute.
Sommario
Il Flat-Coated Retriever in breve
Il Flat-Coated Retriever è un cane da riporto britannico del Gruppo 8, nato a metà Ottocento e mai passato del tutto alla vita da salotto: 59-61,5 centimetri nei maschi e 56,5-59 nelle femmine, per 25-36 chili. Pelo fitto e il più piatto possibile con le frange su arti e coda, in nero o fegato e basta. Carattere, parole dello standard: vivace, attivo, fiducioso e gentile. Matura tardi, fra i tre e i cinque anni, e vive 9-11 anni.
Quanto è grande un Flat-Coated Retriever

L’altezza preferita è di 59-61,5 centimetri per i maschi e 56,5-59 per le femmine: è il più alto dei tre retriever comuni, più di un Golden e parecchio più di un Labrador. Il peso preferito va da 27 a 36 chili nei maschi e da 25 a 32 nelle femmine.
Sul peso lo standard usa una formula da tradurre: parla di peso preferito in condizioni difficili, cioè del peso che il cane deve avere quando lavora tutto il giorno in acqua e nel fango. Non è il peso di un cane che passa la giornata sul divano: è il peso di un cane asciutto.
La descrizione generale è una delle più belle di tutti gli standard: cane vivace e attivo, di media taglia, dall’espressione intelligente, che mostra potenza senza essere pesante e vigore senza debolezza. Tradotto in pratica: un cane che sembra leggero e invece porta a casa una lepre, e che a vederlo correre non tocca terra.
I dettagli di costruzione contano perché spiegano il movimento. Il rene deve essere corto e quadrato (una zona lombare molle è altamente indesiderabile), il torace alto e ampio con lo sterno ben definito, i garretti moderatamente angolati e mai vaccini. Ne esce un’andatura libera e fluida, con le gambe che si muovono parallele.
La coda è corta, diritta e portata gaiamente, ma mai molto sopra la linea del dorso: in questa razza la coda è un organo di comunicazione, e ci torniamo.
La testa e l’espressione del Flat-Coated Retriever

La testa è la firma della razza e lo standard la liquida in quattro parole: lunga e ben modellata. Il cranio è piatto e moderatamente ampio, e lo stop è così leggero da essere quasi un’idea: assolutamente non accentuato, senza profilo né convesso né concavo.
È il dettaglio che lo distingue a colpo d’occhio dal Labrador, che ha la testa larga e lo stop marcato. Qui cranio e muso formano quasi una linea sola: una testa di un pezzo, che ricorda più il setter da cui in parte discende.
Le mascelle sono lunghe e forti, e lo standard spiega perché con un esempio concreto: devono essere in grado di riportare una lepre o un fagiano. Non è un modo di dire, è la misura del lavoro per cui questo cane è nato.
Gli occhi sono di media dimensione, marrone scuro o nocciola, mai obliqui, con quella che lo standard chiama espressione molto intelligente. Gli occhi rotondi e sporgenti sono altamente indesiderabili: cambiano completamente la faccia del cane.
Le orecchie sono piccole, ben inserite e aderenti ai lati della testa. Il collo è ragionevolmente lungo, senza pelle rilasciata alla gola, e obliquo: lo standard precisa che serve così per permettere una facile ricerca della traccia. Perfino il collo, qui, è spiegato con il lavoro.
Il pelo del Flat-Coated Retriever e le frange

Il nome della razza è la descrizione del mantello: pelo fitto, di tessitura da media a fine, di buona qualità, il più piatto possibile. Arti e coda sono ben frangiati, ed è lì che sta l’eleganza del cane.
C’è una frase dello standard che ogni proprietario dovrebbe conoscere prima di comprare un cucciolo: a maturità raggiunta, un ricco mantello completa l’eleganza di un buon cane. Vuol dire che il Flat-Coated che vedi nelle foto delle expo ha come minimo tre anni, e che il tuo cane di un anno, spelacchiato e tutto gambe, è perfettamente normale.
La manutenzione è una delle più leggere fra i cani con le frange: una spazzolata a settimana, due o tre nei periodi di muta, un pettine sulle frange di orecchie, culotte e coda dove si formano i nodi, e le forbicine per il pelo fra i cuscinetti. Nessuna toelettatura da professionista, nessuna tosatura.
Il tema vero non è il pelo, è quello che ci finisce dentro. Questo è un cane che entra in acqua sporca, si rotola nel fango e torna a casa con mezzo stagno addosso. Il pelo piatto ha il pregio di asciugarsi in fretta, le frange il difetto di trattenere tutto.
Dopo ogni bagno vanno controllate le orecchie: sono piccole e aderenti, quindi poco ventilate, e in un cane che nuota tutto l’anno l’otite è il problema più banale e più frequente.
I colori del Flat-Coated Retriever

Qui lo standard è di una brevità che non lascia margini: solo nero o fegato. Due colori, punto. La stragrande maggioranza dei cani è nera, il fegato è meno comune ma altrettanto regolare e va dal cioccolato scuro al bronzo caldo.
Poi c’è il giallo, che ogni tanto nasce lo stesso. È un gene recessivo che può restare nascosto per generazioni e che salta fuori quando due portatori si incontrano. I club di razza sono chiari su due punti: un flat giallo è sano come gli altri, e nessun allevatore serio lo cerca, perché il colore non è ammesso e in esposizione viene squalificato.
Il tartufo è di buona misura con le narici aperte, e segue il mantello: nero nei neri, marrone nei fegato. Gli occhi vanno dal marrone scuro al nocciola. Qualche pelo bianco sul petto capita e non è un dramma, una pezzatura bianca sì.
Un dettaglio che si nota dal vivo: il nero di un flat in forma non è opaco, è lucido, quasi blu al sole. Un mantello spento e secco, in questa razza, è spesso il primo segnale che qualcosa nella dieta o nella salute non va.
Il carattere del Flat-Coated Retriever

Lo standard descrive il carattere in una frase sola, e usa la coda come prova: ampiamente dotato di naturale abilità per la caccia, di ottimismo e affabilità dimostrati dall’entusiastico movimento della coda; fiducioso e gentile.
Non conosco un altro standard che certifichi un carattere guardando quanto scodinzola il cane. E chi ha un Flat-Coated ti dirà che è la descrizione più precisa che esista: quella coda non si ferma mai, e quando il cane è contento (cioè quasi sempre) muove tutto il posteriore.
Fiducioso e gentile sono le due parole che contano per la vita di tutti i giorni. È un cane che parte dal presupposto che il mondo sia amichevole: con gli estranei fa festa, con i bambini è paziente, con gli altri cani è socievole. Come cane da guardia è una delusione totale, e questo va messo in conto.
Poi c’è la parte che sorprende chi arriva dal Golden: il Flat-Coated è più vivace. Più reattivo, più rumoroso da giovane, più propenso a saltarti addosso per la gioia. Nei difetti eliminatori lo standard mette solo l’aggressività e la timidezza eccessiva: qui un cane cupo o diffidente è fuori tipo.
La famosa bocca da retriever è un capitolo a parte. Ha bisogno di tenere qualcosa fra i denti, e se non gli dai tu un oggetto se lo sceglie da solo: la ciabatta, il telecomando, il guanto dell’ospite. Non è dispetto, è il mestiere che gli hanno messo nel sangue per centosettanta anni.
Il tratto che riassume tutto è che non cresce mai. Nei paesi anglosassoni lo chiamano il Peter Pan dei cani: matura fra i tre e i cinque anni, e anche dopo resta un cane che vede un fosso e ci si butta.
Flat-Coated Retriever, Golden e Labrador: le differenze
Sono tre retriever britannici dello stesso gruppo FCI e nessuno dei tre è un cane da compagnia nato per stare fermo. Ma non sono intercambiabili.
Il Flat-Coated è il più alto e leggero dei tre: gambe lunghe, testa lunga, costruzione da corridore. Il Golden Retriever è più raccolto e più morbido nei modi; il Labrador è compatto, pesante e con la testa larga. Chi confonde un flat con un Labrador nero, dal vivo, non lo fa due volte.
La differenza più utile da conoscere prima di scegliere è un’altra, ed è il tempo. Il Flat-Coated matura fra i tre e i cinque anni: per tre anni buoni hai in casa un adolescente entusiasta di tutto. Golden e Labrador arrivano prima a essere cani adulti.
C’è poi la ragione per cui è rimasto così com’era: non è mai diventato popolare. In Italia, in dieci anni, l’ENCI ha iscritto 2.093 Flat-Coated contro 79.821 Golden e 91.136 Labrador. Nessuna moda, nessuna produzione di massa, e una selezione rimasta in mano a poche persone che ci tengono. Il rovescio della medaglia è che i cuccioli si aspettano.
Ultimo confronto, con il parente più sfortunato: il Curly Coated Retriever, l’altro retriever storico britannico, in Italia in dieci anni ha registrato 26 cuccioli in tutto. Rispetto a lui, il Flat-Coated è una razza diffusa.
Quanto vive un Flat-Coated Retriever e di cosa si ammala
Questa è la parte in cui bisogna essere onesti, perché è il vero motivo per cui una razza così bella non è per tutti. Il Flat-Coated Retriever vive 9-11 anni, meno di un Golden e meno di un Labrador, e la ragione ha un nome: tumori.
I numeri vengono da studi veri, non da sensazioni. In una coorte britannica di 174 cani seguiti dal 1996 al 2007, 72 cani (il 42 per cento) sono morti per una neoplasia confermata, e i sarcomi dei tessuti molli erano il 44 per cento dei tumori. L’età mediana alla morte è stata di 9 anni per i cani con tumore contro 12 per quelli morti d’altro.
Il tumore tipico della razza è il sarcoma istiocitario. In uno studio su 37 casi era il 36 per cento di tutti i tumori maligni visti nella razza, con un’età mediana alla diagnosi di 8,2 anni e una prognosi severa. Non esiste un test del DNA che lo preveda: contano la linea di sangue, i controlli regolari dopo i sei anni e la fretta di far vedere al veterinario qualunque nodulo compaia, senza aspettare che cresca.
Il resto è ordinario e si controlla con i test: lastre di anche e gomiti (la media di razza per le anche nello schema britannico sta intorno a 7-8), visita oculistica e gonioscopia per la goniodisgenesi, l’anomalia che predispone al glaucoma. Quest’ultima ha una particolarità: va ripetuta ogni tre anni, perché può peggiorare con l’età.
Detto tutto questo, va detto anche il resto: sono cani sostanzialmente robusti, senza problemi respiratori, senza esagerazioni morfologiche, che stanno bene finché stanno bene. La cosa più utile che puoi fare è tenerli asciutti di peso, farli muovere tutta la vita e non saltare i controlli quando arrivano a sei o sette anni.
A chi è adatto il Flat-Coated Retriever

È adatto a chi sta fuori. Non a chi fa una passeggiata al giorno: a chi cammina, corre, va al fiume, gira nei campi anche quando piove. Un Flat-Coated in una vita sedentaria diventa un cane frustrato, e un retriever frustrato mastica casa.
Funziona benissimo in famiglia: è gentile con i bambini, socievole con gli altri cani, felice di stare in mezzo alla gente. È anche una buona razza per chi è al primo cane, a patto di sapere in cosa ci si infila: nei primi anni è esuberante, salta addosso per la gioia e ha sempre qualcosa in bocca.
Non è adatto a chi vuole un cane da guardia: farebbe entrare il ladro scodinzolando. Non è adatto a chi tiene alla casa in ordine, perché torna bagnato e infangato ogni volta che può. E non è adatto a chi vuole un cane adulto in fretta: qui l’adolescenza dura fino a tre-cinque anni.
L’ultima cosa è la più seria, ed è giusto ripeterla: questa è una razza con un rischio oncologico alto e una vita media di 9-11 anni. Chi prende un Flat-Coated lo sa e lo accetta, e in cambio ha nove o dieci anni con un cane che si sveglia ogni mattina convinto che sarà la giornata più bella della sua vita.




