Deerhound
Uno sguardo sulla razza e tutte le caratteristiche
Il Deerhound in breve
Il Deerhound è il levriero scozzese del cervo rosso: almeno 76 cm al garrese e circa 45,5 kg nei maschi, con un pelo irsuto lungo 8-10 cm e il classico manto grigio-blu scuro. Lo standard lo definisce un Greyhound a pelo ruvido, di più grande taglia e di ossatura più forte, e dice che si comporta con una tranquilla dignità.
Che cane è il Deerhound

È un levriero a pelo duro, gruppo 10 sezione 2, con un’utilizzazione che lo standard scrive in tre parole: cane da corsa, da caccia, da compagnia. Per millenni ha cacciato il cervo rosso nelle Highland.
Lo riconoscete dalla taglia – è uno dei cani più alti che esistano – dal pelo irsuto e scricchiolante sotto le dita, dai baffi e dalla barba sul muso e dalle orecchie piccole che, dice lo standard, al tatto assomigliano al pelo del topo.
Cosa chiede: un’ora e mezza-due ore di camminata al giorno, un posto recintato dove correre, spazio in casa e un ecocardiogramma ogni anno.
Cosa lo rende speciale: la contraddizione. Un cane costruito per atterrare un cervo che in casa dorme diciotto ore al giorno e non abbaia mai.
Da sapere, e da sapere prima: la salute. È la prima razza al mondo per prevalenza di osteosarcoma, uno studio del 2021 ha trovato forme precliniche di cardiomiopatia nel 21,6% dei soggetti, e la vita mediana in un’indagine britannica è 8 anni e 8 mesi.
Storia ed origine del Deerhound

Lo standard di questa razza si apre con una parola che non si trova quasi mai in un testo FCI: le origini del Deerhound sono misteriose. La teoria citata è quella dei commercianti fenici che avrebbero portato levrieri in Scozia; la certezza è che quando arrivarono i Romani, cani da corsa erano già presenti.
Quello che non è in discussione è il mestiere: la razza ha cacciato i cervi rossi per millenni. Il cervo rosso è il più grande mammifero selvatico britannico, un maschio pesa fra i 150 e i 200 chili, e da lì vengono tutte le misure del Deerhound: i settantasei centimetri minimi, l’ossatura più forte del Greyhound, il pelo che regge l’erica e il freddo delle Highland.
Nella Scozia dei clan era un cane di rango, riservato ai nobili e ai capi, e cacciava a vista, in coppia. Nell’Ottocento due cose lo mettono in crisi: la carabina a canna rigata, che rende il cane meno necessario, e la fine del mondo dei clan. A salvarlo sono pochi appassionati, fra cui i fratelli McNeill.
Poi arriva l’immaginario: Walter Scott aveva un Deerhound di nome Maida e Edwin Landseer ne riempì i suoi quadri. Lo standard registra un fatto notevole: il passaggio dal lavoro alle esposizioni non ha cambiato il cane, che è rimasto simile nel tipo nel corso dei secoli. In Italia sono nati 48 cuccioli in nove anni e non esiste nessun allevamento con affisso.
Carattere e descrizione del Deerhound

L’aspetto generale sta in una riga che vale più di una descrizione: assomiglia ad un Greyhound a pelo ruvido, di più grande taglia e di ossatura più forte. Le misure sono minimi e non massimi: 76 cm al garrese i maschi e 71 le femmine, con pesi di circa 45,5 e 36,5 kg. Il dorso non è dritto – la linea dorsale diritta non è desiderabile – e la coda arriva quasi a terra.
Il pelo è irsuto, lungo 8-10 cm sul tronco, e lo standard lo definisce con un’espressione fisica: ruvido o scricchiolante sotto le dita. Il pelo lanoso è inaccettabile. I colori vanno dal grigio-blu scuro – il più classico – al bringé, al fulvo rosso, con una regola sul bianco: meno bianco c’è, meglio è, e sulla testa non è accettabile.
Il carattere è la parte che convince chiunque: la sua costruzione suggerisce l’eccezionale combinazione di velocità, potenza e resistenza necessarie per atterrare un cervo, ma il suo normale comportamento è caratterizzato dalla dolcezza e dalla dignità. Ed è obbediente e facile da educare, poiché non chiede che di essere gradito. In casa dorme diciotto ore al giorno.
Nella pagina c’è il confronto con Greyhound e Irish Wolfhound, e soprattutto il capitolo che va letto per primo: la salute, con il 21,6% di cardiomiopatie precliniche di uno studio del 2021 e il primo posto fra tutte le razze per osteosarcoma.
Addestramento ed educazione del Deerhound

Educare un Deerhound è più facile della media, e lo standard spiega perché: è obbediente e facile da educare, poiché non chiede che di essere gradito. Si lavora a rinforzo positivo e con sessioni corte: impara in fretta e si annoia in fretta.
Le priorità dei primi mesi però non sono i comandi: sono la gestione della crescita – un cucciolo che a un anno pesa quaranta chili non va fatto stancare, niente salti, niente scale, niente pavimenti scivolosi – e la condotta al guinzaglio, con la pettorina, perché su un collo di levriero i collari normali sfilano.
Il capitolo richiamo va raccontato senza favole: questo è un levriero da caccia a vista, e quando parte dietro una preda copre centinaia di metri in pochi secondi. La libertà si dà in spazi recintati; fuori si usa una longa da dieci-quindici metri.
Le attività giuste sono quelle del suo mondo – lure coursing e corse per levrieri, più dog trekking e camminate lunghe – mentre l’agility su un cane di cinquanta chili non ha senso. Servono un’ora e mezza-due ore di camminata al giorno più qualche minuto di corsa vera due o tre volte a settimana, e i pasti divisi per prevenire la torsione dello stomaco.
Allevamento del Deerhound

In Italia il Deerhound è una razza da appassionati: 48 cuccioli in nove anni fra il 2015 e il 2023, con due annate a zero, e zero affissi. Non esiste un prezzo italiano perché non esiste un allevamento italiano.
La strada è l’estero: il Regno Unito in primo luogo, poi Scandinavia, Germania e Paesi Bassi. Un cucciolo costa indicativamente fra i 1.500 e i 2.500 euro, e le liste d’attesa sono normali.
Le domande all’allevatore, in questa razza, hanno un ordine preciso. Prima il cuore: gli ecocardiogrammi dei genitori, e possibilmente un Holter, perché uno studio del 2021 su 99 Deerhound ha trovato il 21,6% di forme precliniche di cardiomiopatia dilatativa e aritmie ventricolari nel 13,6% dei cani.
Poi la longevità delle linee e le cause di morte, perché il Deerhound è la prima razza al mondo per prevalenza annuale di osteosarcoma secondo uno studio britannico del 2023. E infine il deficit di fattore VII, lo shunt portosistemico e come vengono gestiti i pasti in allevamento. Nella pagina trovi tutti i costi, compreso l’ecocardiogramma annuale.


