Addestramento ed educazione del Deerhound

Un levriero gigante: si educa facile, si richiama difficile

Lo standard dice una cosa che semplifica molto il lavoro: il Deerhound è obbediente e facile da educare, poiché non chiede che di essere gradito. Poi ce n’è un’altra, meno comoda: è stato selezionato per atterrare un cervo, e quell’istinto non si educa.

In questa pagina: le priorità dei primi mesi, il capitolo richiamo, cosa ci si può fare e quanto movimento serve.

Sommario

Le priorità dei primi mesi

Deerhound giovane di colore scuro che corre sul prato con un gioco in bocca

Con un cane che a un anno pesa quaranta chili, la prima priorità è la gestione della crescita. Un cucciolo di Deerhound non va fatto stancare: articolazioni e cartilagini hanno bisogno di tempo.

Le regole dei primi dodici-diciotto mesi sono strette: passeggiate brevi e frequenti, niente corsa forzata dietro alla bicicletta, niente salti, niente scale a ripetizione e niente giochi su superfici scivolose.

La seconda priorità è la condotta al guinzaglio, e va costruita quando il cane pesa quindici chili, non cinquanta. Con una pettorina, che su un levriero è la scelta obbligata: il collo è più largo della testa e i collari normali sfilano.

La terza è la socializzazione, che qui è facile perché la base c’è: lo standard dice non è mai diffidente, aggressivo o pauroso. Serve solo esporlo con calma a città, rumori, persone e cani.

La quarta è insegnargli a stare solo: è un cane che si lega molto e che passa la giornata a dormire vicino a te. L’abitudine alla solitudine si costruisce da cucciolo.

Il metodo non è in discussione: rinforzo positivo. Un cane che non chiede che di essere gradito lavora per un rapporto, e la durezza con un levriero ottiene solo un cane che si spegne.

Le sessioni vanno tenute corte: cinque minuti, più volte al giorno. Il Deerhound impara in fretta e si annoia in fretta.

E un consiglio pratico che riguarda l’altezza: quello che sta sul piano di lavoro della cucina, per un Deerhound adulto, è a portata di muso. La gestione degli spazi si insegna prima che il cane arrivi a settantasei centimetri.

Il richiamo di un levriero, detto con onestà

Due Deerhound in corsa durante una gara di coursing su prato

Questo è il capitolo in cui non si può raccontare la favola. Il Deerhound è un levriero da caccia a vista, e quando parte dietro qualcosa il richiamo non arriva.

La ragione è fisica prima che caratteriale: un Deerhound in accelerazione copre centinaia di metri in pochi secondi. Nel momento in cui vi accorgi della partenza, il cane è già fuori portata di voce.

Il che non vuol dire che il richiamo non si lavori. Si lavora, e in un cane che non chiede che di essere gradito funziona bene in condizioni normali. Ma non è affidabile quando c’è una preda in movimento, e su questo non ci sono scorciatoie.

La conseguenza pratica è una regola sola: la libertà si dà in spazi recintati. Un campo chiuso, un’area cani grande, un terreno con una recinzione che tenga un cane alto settantasei centimetri.

Fuori dal recinto esistono due soluzioni: la longa lunga, dieci o quindici metri, che permette di annusare e trotterellare senza rischi, e i posti in cui la selvaggina semplicemente non c’è.

Sul collare vale la nota di tutti i levrieri: mai a strozzo, mai stretto. Il collare da levriero è larga e imbottito, oppure si usa direttamente la pettorina.

E una cosa da sapere sulla convivenza: con i gatti di casa molti Deerhound convivono benissimo, perché imparano che fanno parte del branco. Con un gatto sconosciuto che attraversa la strada è un’altra faccenda.

Cosa ci si può fare con un Deerhound

La razza è classificata dalla FCI senza prova di lavoro, ma l’utilizzazione indicata è chiara: cane da corsa, da caccia, da compagnia. La corsa viene prima.

La disciplina naturale è il lure coursing, la corsa dietro a uno zimbello meccanico su un percorso che simula la fuga di una preda. È fatta per i levrieri, e per un Deerhound è il modo più diretto di essere quello che è.

Le corse in pista per levrieri sono l’altra opzione dello stesso mondo. In entrambi i casi ci si rivolge ai club dei levrieri, che in Italia sono attivi.

Il dog trekking e le camminate lunghe funzionano molto bene su un cane con quella resistenza, purché fatte con gradualità e non nelle ore calde.

Il canicross è possibile su un adulto ben strutturato, ma va valutato con attenzione: sono cani asciutti e leggeri per la loro altezza, e la corsa su fondo duro va dosata.

L’attivazione mentale e i giochi di ricerca in casa hanno un ruolo che in questa razza si sottovaluta: dieci minuti di lavoro di naso su un cane che dorme diciotto ore gli fanno bene.

Quello che non funziona è tutto ciò che chiede salti e cambi di direzione rapidi: l’agility su un cane di cinquanta chili con quella struttura non ha senso, ed è un rischio inutile per le articolazioni.

E non funziona l’obedience formale: il Deerhound impara i comandi, ma la precisione ripetuta per mezz’ora non è il suo mestiere e si vede.

Quanto movimento serve, e come si gestisce

Tre Deerhound al guinzaglio in passeggiata su una strada scozzese

La risposta è meno intuitiva di quanto sembri: un Deerhound adulto ha bisogno di un’ora e mezza-due ore al giorno di camminata, più qualche minuto di corsa libera in un posto sicuro, due o tre volte a settimana.

Il rapporto fra le due cose è il punto: la camminata è la base quotidiana, la corsa è la scarica. Un Deerhound che non ha mai la possibilità di allungare non è un cane completo, ma non gli serve correre ogni giorno.

La corsa dura poco per natura. Cinque minuti di galoppo pieno, e poi il cane torna al passo e va a dormire per il resto del giorno.

Sul cucciolo le dosi sono ridotte e la regola classica dei cinque minuti per mese di età, due volte al giorno, è un buon punto di partenza. Con i cani giganti si sbaglia sempre per eccesso, non per difetto.

Sul caldo serve prudenza: pelo irsuto e taglia grande sono una combinazione che l’estate italiana mette alla prova. Alba e sera, e mai corsa sopra i venticinque gradi.

Sui pasti vale la regola dei cani giganti con torace profondo: due o tre pasti al giorno, mai uno solo abbondante, e nessuna attività intensa nell’ora prima e nelle due ore dopo. È la prevenzione base della torsione dello stomaco.

E una raccomandazione che in questa razza pesa più che in altre: in un Deerhound adulto una zoppia che non passa in pochi giorni si radiografa. È prima razza al mondo per prevalenza di osteosarcoma, e il tempo conta.

La gestione quotidiana e gli errori tipici

Sul pelo la manutenzione è minima: una spazzolata a settimana e, un paio di volte l’anno, una ripulita a mano del pelo morto. Niente forbici: il mantello ruvido, se si taglia, cambia tessitura e non torna.

I gomiti e le anche vanno guardati: su un cane asciutto e alto che dorme molto, le callosità arrivano in fretta se la cuccia non è imbottita.

Le unghie vanno tenute corte, perché lo standard chiede piedi compatti e ben articolati e un’unghia lunga cambia l’appoggio.

Il peso va tenuto sotto controllo per difetto e per eccesso: un Deerhound in forma si vede, con le ultime costole appena percettibili. Un Deerhound grasso è un problema cardiaco e articolare.

Il cuore è il controllo annuale che in questa razza non si salta: un ecocardiogramma ogni anno da adulto, perché la cardiomiopatia dilatativa nel Deerhound arriva spesso in forma preclinica e silenziosa.

Gli errori tipici. Far fare troppo esercizio al cucciolo, perché è grande e sembra pronto.

Lasciarlo libero in campagna fidandosi del richiamo.

Usare un collare normale su un collo di levriero.

Tenerlo su pavimenti scivolosi senza tappeti.

Ignorare una zoppia per una settimana.

E prenderlo pensando che un cane gigante e tranquillo sia un cane senza esigenze: le esigenze ci sono, sono solo diverse da quelle che si immaginano.